Il gruppo francese chiude il secondo trimestre con utile a 2,78 miliardi e ricavi in crescita del 12,9%. L’Italia si conferma il secondo mercato domestico, mentre la partita sul futuro di Banco Bpm e Mps passa anche dal via libera della Banque Verte
L'articolo Crédit Agricole vola con i conti sopra le attese e detta le condizioni sul risiko: “Su Banco Bpm-Mps nulla può essere fatto senza di noi” proviene da FIRSTonline.
Il gruppo francese chiude il secondo trimestre con utile a 2,78 miliardi e ricavi in crescita del 12,9%. L’Italia si conferma il secondo mercato domestico, mentre la partita sul futuro di Banco Bpm e Mps passa anche dal via libera della Banque Verte
Crédit Agricole sorprende il mercato e consolida il proprio peso nel risiko bancario italiano. Il gruppo francese ha chiuso il secondo trimestre 2026 con risultati superiori alle attese, sostenuti dalla ripresa del retail banking, dalla crescita dell’asset management e dalla buona performance dell’investment banking.
I numeri hanno premiato il titolo alla Borsa di Parigi, arrivato a guadagnare circa il 3,5%, ma l’attenzione degli investitori resta concentrata anche sulle prossime mosse in Italia: Crédit Agricole, primo azionista di Banco Bpm con una quota vicina al 30%, rivendica un ruolo centrale nella partita che coinvolge Banco Bpm e Monte dei Paschi di Siena. “Nulla può accadere contro di noi o senza di noi”, ha dichiarato il vice amministratore delegato Jérôme Grivet durante la presentazione dei risultati semestrali.
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Crédit Agricole, conti trimestrali oltre le atteseLa banca francese ha registrato nel secondo trimestre un utile netto di pertinenza degli azionisti pari a 2,05 miliardi di euro, in crescita dell’1,4% su base annua e superiore alle attese degli analisti, ferme a circa 1,9 miliardi di euro. Considerando il dato complessivo del gruppo, l’utile netto trimestrale ha raggiunto 2,78 miliardi di euro, in aumento del 7,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato sostenuto dalla crescita del margine operativo lordo, salito del 25,8%. Al netto della plusvalenza straordinaria legata al deconsolidamento di Amundi Us registrata l’anno precedente, l’utile avrebbe segnato un progresso del 22,4%.
I ricavi sono saliti a 10,88 miliardi di euro, con una crescita del 12,9%, spinti soprattutto dal buon andamento del retail banking e dalla forte crescita del margine di interesse netto delle banche regionali francesi, aumentato del 38%. Per Crédit Agricole Sa, la società quotata del gruppo, il fatturato trimestrale è cresciuto del 7,7% a 7,36 miliardi di euro, superando le attese del mercato. Le spese operative sono aumentate del 4,6% a 3,87 miliardi, rappresentando l’unico elemento meno brillante della trimestrale, pur in un quadro di forte crescita dei ricavi.
Nel primo semestre l’utile netto di gruppo ha raggiunto 4,875 miliardi di euro, in aumento del 6,8% (14,5% escludendo l’effetto Amundi Us), mentre il Cet1 si è attestato al 17,2% per il gruppo e all’11,3% per Crédit Agricole Sa. A sostenere la performance sono stati soprattutto il retail banking, la gestione patrimoniale e le attività di corporate e investment banking. Amundi ha registrato risultati record grazie ai flussi positivi e alla maggiore domanda di prodotti di investimento, mentre l’investment banking ha beneficiato della buona performance delle attività legate all’equity. Più contenuta invece la crescita delle attività di trading su obbligazioni, valute e materie prime, che non ha replicato i risultati particolarmente forti registrati da alcuni concorrenti in un contesto di maggiore volatilità dei mercati.
L’amministratore delegato Olivier Gavalda ha definito solide le prospettive del gruppo, sottolineando la presenza di “forti motori di crescita” a livello globale.
Italia secondo mercato domestico: numeri record per Crédit AgricoleL’Italia continua a essere uno dei pilastri della strategia della Banque Verte e si conferma il secondo mercato domestico del gruppo dopo la Francia. Nel primo semestre Crédit Agricole ha registrato nel nostro Paese un utile netto di 1,053 miliardi di euro, di cui 878 milioni di pertinenza del gruppo. I ricavi sono cresciuti del 5%, il risultato della gestione operativa ha raggiunto 1,541 miliardi (+7,8%), mentre il rapporto cost/income è sceso al 42,9%.
Le masse complessive hanno raggiunto 448 miliardi di euro, con 104 miliardi di impieghi e 344 miliardi di raccolta, a servizio di oltre 6 milioni di clienti. La sola Crédit Agricole Italia ha chiuso il semestre con un utile netto consolidato di 478 milioni di euro (+2,1%). I ricavi hanno superato 1,6 miliardi (+3,5%), sostenuti soprattutto dalle commissioni, cresciute del 6,9% grazie ai servizi di investimento.
La banca ha collocato quasi 8 miliardi di prodotti di wealth management, erogato oltre 5 miliardi di nuovi finanziamenti, di cui 3,1 miliardi alle imprese (+17%), acquisito 106mila nuovi clienti e mantenuto il costo del credito ai minimi storici, con un Npe ratio netto all’1% e un Cet1 al 13,2%.
Banco Bpm-Mps: Crédit Agricole mette il veto e rivendica un posto al tavoloDopo i conti, il focus si sposta sul risiko bancario italiano. La possibile aggregazione tra Banco Bpm e Monte dei Paschi di Siena, allo studio come alternativa all’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps, passa infatti anche dal consenso del primo azionista di Piazza Meda.
Crédit Agricole, che detiene il 29,3% di Banco Bpm e conta quattro rappresentanti nel consiglio di amministrazione, ha chiarito di voler avere un ruolo decisivo in qualsiasi operazione straordinaria che coinvolga l’istituto italiano. “Nulla si può fare senza di noi e nulla si può fare contro di noi”, ha sottolineato Jérôme Grivet, ribadendo il peso del gruppo francese nelle future scelte strategiche della banca.
L’ad Gavalda ha spiegato che Crédit Agricole non ha ricevuto progetti concreti né è stato coinvolto in eventuali discussioni su una fusione tra Banco Bpm e Mps. Secondo il manager francese, allo stato attuale è “molto difficile immaginare” come una combinazione tra i due istituti possa creare valore per gli azionisti di Banco Bpm, lasciando però aperta la porta a qualsiasi soluzione capace di generare ritorni nel lungo periodo.
Tra gli scenari considerati più interessanti dai vertici francesi resta anche un possibile rafforzamento diretto della presenza in Italia attraverso un’integrazione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia. “Uno degli scenari che preferiremmo sarebbe una fusione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia, perché ci consentirebbe di creare valore e rafforzare la nostra presenza nel Paese”, ha spiegato la deputy general manager Clotilde L’Angevin.
La partita resta quindi aperta: da una parte Mps e Banco Bpm lavorano a una possibile aggregazione per creare un nuovo polo bancario italiano in grado di competere con Intesa e Unicredit; dall’altra Crédit Agricole ricorda che ogni mossa dovrà tenere conto del ruolo di Parigi.