Secondo il Financial Times, Mps valuta opzioni alternative per respingere l'Opas di Intesa Sanpaolo, tra cui una potenziale acquisizione di Banco Bpm. Ma la banca senese è sottoposta a passivity rule. Intanto arriva anche una sollecitazione istituzionale a Giorgetti
L'articolo Risiko bancario, Ft: ora Mps valuta l’acquisizione di Banco Bpm per difendersi da Intesa. Paletti e ruolo di Crédit Agricole proviene da FIRSTonline.
Secondo il Financial Times, Mps valuta opzioni alternative per respingere l’Opas di Intesa Sanpaolo, tra cui una potenziale acquisizione di Banco Bpm. Ma la banca senese è sottoposta a passivity rule. Intanto arriva anche una sollecitazione istituzionale a Giorgetti
Monte dei Paschi di Siena sta valutando opzioni alternative per respingere l’Opas di Intesa Sanpaolo, tra cui una potenziale acquisizione di Banco Bpm, dopo che venerdì sono fallite le trattative per una “fusione tra pari” tra i due istituti di credito. È quanto riporta il Financial Times citando fonti vicine alla vicenda. La banca senese è sottoposta a passivity rule e per questo dovrebbe comunque passare attraverso il via libera di un’ assemblea straordinaria; qualsiasi operazione concorrente, infatti, richiederebbe l’approvazione degli azionisti prima che l’amministratore delegato possa procedere.
Una delle opzioni al vaglio dell’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, secondo quanto riporta il quotidiano finanziario, sarebbe l’acquisizione di Banco Bpm, un’operazione che lui sostiene da tempo. Lovaglio, in particolare, stava valutando la possibilità di contattare Crédit Agricole, principale azionista di Banco Bpm con il 29,3%, anche se nel fine settimana non è stato stabilito alcun contatto.
Venerdì, l’amministratore delegato della banca francese ha evidenziato che l’istituto analizzerà “qualsiasi progetto solido alla luce del proprio interesse strategico, del rischio di esecuzione e della capacità di creare valore a lungo termine per tutti gli azionisti di Banco Bpm”, per poi aggiungere che “in questa fase, è molto difficile intravedere come un’aggregazione tra Mps e Banco Bpm possa generare valore per gli azionisti di Banco Bpm“. I vertici della banca francese, inoltre, hanno sottolineato anche come lo scenario preferito sarebbe l’aggregazione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia.
Risiko: il ruolo di Crédit AgricoleSe Mps dovesse cercare di acquisire Banco Bpm, la potenziale operazione potrebbe essere strutturata come una fusione concordata con scambio di azioni, negoziata direttamente con Crédit Agricole, in base alla quale Mps e Banco Bpm concorderebbero un rapporto di cambio e la banca francese, secondo quanto riporta l’Ft, conferirebbe la propria partecipazione nel gruppo risultante dall’aggregazione. Una struttura di questo tipo potrebbe limitare il fabbisogno di liquidità e facilitare l’esecuzione dell’operazione, ma dipenderebbe dagli accordi in materia di governance, rappresentanza nel consiglio di amministrazione, partnership commerciali e dall’eventuale quota di Crédit Agricole, ha aggiunto la fonte.
La potenziale mossa di Lovaglio rappresenta l’ultimo colpo di scena in una vicenda che va avanti da quasi due mesi, iniziata quando Banco Bpm aveva contattato Mps proponendo colloqui su una fusione tra pari. Il giorno seguente, Intesa Sapaolo aveva lanciato un’offerta da 30,6 miliardi di euro per l’istituto di credito toscano, battendo sul tempo la manifestazione di interesse di Bpm. Il mese scorso, Crédit Agricole ha aumentato la propria partecipazione in Banco Bpm al 29,3%.
Dalla Germania, Faz: Intesa ancora più forte con MpsIntanto, però, il quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) in un articolo dal titolo È probabile che Intesa, concorrente di Unicredit, diventi ancora più forte scrive che “l’acquisizione di Mps renderebbe Intesa Sanpaolo la seconda banca per capitalizzazione di mercato nell’Eurozona, dopo la spagnola Banco Santander. Intesa è la banca numero uno in Italia, ma è meno orientata a livello internazionale. Per UniCredit, l’attività internazionale è destinata ad assumere maggiore importanza, soprattutto in seguito all’integrazione di Commerzbank“.
“Intesa – prosegue – intende principalmente rilevare la banca d’investimento Mediobanca, inclusa la sua partecipazione del 13% nella compagnia assicurativa italiana Generali. Inoltre, il leader di mercato prevede di assorbire circa 600 filiali di Mps. L’altra metà della rete di filiali, insieme al marchio Mps e alle principali funzioni centrali di Mps, dovrebbe invece passare alla compagnia assicurativa italiana Unipol, con la quale Intesa Sanpaolo ha raggiunto un accordo. Unipol intende integrare le filiali di Mps con la sua controllata bancaria Bper per creare un operatore più solido. L’annullamento delle trattative di fusione tra Bpm e Mps è dovuto alla banca francese Crédit Agricole, maggiore azionista di Bpm. La banca francese non vede un valore aggiunto significativo nella fusione proposta con Mps, soprattutto perché sta perseguendo l’obiettivo di integrare Bpm con le proprie filiali di Crédit Agricole in Italia. Con oltre mille filiali, la banca francese è una delle maggiori banche retail italiane”. “L’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, è considerato un uomo di poche parole che guida la banca con grande efficienza. L’offerta di acquisizione di Intesa sta già ricevendo maggiore sostegno dagli azionisti di Mps”.
Provincia di Siena, sollecitazione a GiorgettiMa è da Siena che si leva una voce istituzionale nei confronti del Tesoro: “Il silenzio del ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, di fronte alla formale richiesta di incontro avanzata insieme al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e alla sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, è un segnale di grave mancanza di rispetto istituzionale verso i rappresentanti di un intero territorio“. È quanto afferma, in una nota, la presidente della Provincia di Siena, Agnese Carletti, firmataria nei giorni scorsi di una richiesta di incontro col titolare del ministero dell’Economia sulle prospettive del Monte dei Paschi. Il futuro della banca, ribadisce Carletti, “non è una semplice questione finanziaria da gestire al riparo dal confronto pubblico: riguarda direttamente il destino occupazionale di migliaia di persone, la centralità direzionale e strategica della banca a Siena, l’indotto e la tenuta del tessuto economico-sociale della nostra provincia e dell’intera Toscana”.
La presidente della Provincia sottolinea il valore dell’unità istituzionale e ricorda, in proposito, il fronte unanime che si è creato fra le varie istituzioni locali per chiedere al governo garanzie precise. “È inaccettabile che il governo proceda nelle sue decisioni di dismissione o riassetto societario senza prima aver ascoltato le istanze della comunità locale e senza aver chiarito quali strumenti intenda attivare per tutelare l’integrità del gruppo, la salvaguardia dei livelli occupazionali e il ruolo fondamentale di supporto al credito per famiglie e Pmi”, incalza la presidente Carletti. Secondo cui “ignorare la richiesta di un confronto di Provincia, Regione Toscana e Comune di Siena significa ignorare il territorio. Chiediamo al ministro Giorgetti di superare questo stallo e di fissare senza ulteriori indugi un incontro”.
(Ultimo aggiornamento 03 agosto 2026, ore 14.00)