Le Borse europee inaugurano agosto in rialzo, sostenute dalla ripresa del dialogo tra Stati Uniti e Iran e dal crollo del petrolio. A Milano corrono Unipol e Prysmian, mentre arretrano i titoli energetici. In Asia, Usa e Giappone intervengono a sostegno dello yen, mentre proseguono le vendite sui semiconduttori e Seul registra un nuovo pesante calo
L'articolo Borsa oggi 3 agosto: l’Europa sale con il crollo del petrolio, Tokyo chiude in calo dopo sostegno Usa-Giappone a yen. A Milano banche sotto i riflettori proviene da FIRSTonline.
Le Borse europee inaugurano agosto in rialzo, sostenute dalla ripresa del dialogo tra Stati Uniti e Iran e dal crollo del petrolio. A Milano corrono Unipol e Prysmian, mentre arretrano i titoli energetici. In Asia, Usa e Giappone intervengono a sostegno dello yen, mentre proseguono le vendite sui semiconduttori e Seul registra un nuovo pesante calo
La prima giornata di contrattazioni di agosto si apre in un clima più disteso sui mercati internazionali. A migliorare il sentiment contribuiscono soprattutto i nuovi segnali diplomatici arrivati dagli Stati Uniti sul confronto con l’Iran. Donald Trump ha annunciato l’avvio di un nuovo round di colloqui con Teheran, dopo aver fermato un attacco militare che, secondo il presidente statunitense, sarebbe stato “il più grande attacco dalla Seconda guerra mondiale”. “Vedremo se riusciremo a raggiungere un accordo” ha dichiarato il presidente americano, “non ho intenzione di uccidere nessuno”.
La riapertura della via diplomatica riduce i timori di interruzioni delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz e provoca una brusca discesa delle quotazioni energetiche. Il Brent perde oltre il 7% e torna verso gli 83 dollari al barile, mentre il Wti scende sotto la soglia degli 80 dollari. In forte calo anche il gas naturale ad Amsterdam, arretrato intorno ai 56 euro per megawattora. Sul mercato pesa inoltre la decisione dell’Opec+ di aumentare la produzione di altri 188 mila barili al giorno da settembre, il sesto incremento mensile consecutivo. La flessione del greggio allenta le preoccupazioni per una nuova accelerazione dell’inflazione, ma penalizza in Borsa le società legate all’energia.
Dal fronte macroeconomico arrivano invece indicazioni meno favorevoli dalla Germania. Le vendite al dettaglio sono diminuite a giugno dell’1,1% rispetto al mese precedente, molto più del calo dello 0,4% previsto dagli analisti. Su base annua la contrazione è stata dello 0,2%. Nel complesso del primo semestre, tuttavia, le vendite risultano cresciute dello 0,7% in termini reali e del 2,2% a valori nominali.
Asia divisa, Seul affonda sui timori per i chipIl quadro resta più complicato sui mercati asiatici, dove la settimana è iniziata con risultati contrastanti. Le vendite hanno colpito soprattutto Corea del Sud e Giappone, ancora appesantite dalla correzione dei produttori di semiconduttori e dai dubbi sulla sostenibilità delle valutazioni raggiunte dai titoli collegati all’intelligenza artificiale.
Il Kospi di Seul ha perso il 5,12%, con Samsung Electronics e SK Hynix in calo di oltre il 7%. Tokyo ha chiuso in ribasso dell’1,05%, mentre Shenzhen ha ceduto lo 0,87%. Hong Kong è rimasta sostanzialmente invariata, con un progresso dello 0,05%, mentre Mumbai ha guadagnato lo 0,83% e Sydney lo 0,25%. In controtendenza Alibaba, salita di circa il 7% a Hong Kong dopo il lancio del nuovo modello di punta basato sull’intelligenza artificiale. L’attenzione degli investitori resta elevata anche sulle mosse della cinese DeepSeek, che venerdì ha presentato una versione beta dell’interfaccia Api destinata al modello V4 Flash.
Segnali di rallentamento sono arrivati intanto dalla manifattura cinese. L’indice Pmi di RatingDog è sceso a luglio a 50,9 punti, il livello più basso degli ultimi quattro mesi. Produzione e nuovi ordini continuano a crescere, ma a un ritmo meno sostenuto.
Sul mercato valutario si rafforza lo yen dopo l’intervento congiunto condotto venerdì dal Giappone e dagli Stati Uniti. La ministra delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha confermato l’acquisto coordinato di valuta nipponica insieme al Tesoro americano, assicurando che Tokyo “non esiterà a condurre ulteriori interventi coordinati in futuro” qualora la volatilità dovesse aumentare.
Europa in rialzo, Milano corre con Unipol e PrysmianLe Borse europee accolgono con favore il calo delle tensioni geopolitiche e delle quotazioni petrolifere. Francoforte guadagna lo 0,98%, Parigi sale dello 0,87% e Londra avanza dello 0,42%. A Piazza Affari il Ftse Mib apre con un rialzo dello 0,77%.
Tra i titoli apertura brillante per Unipol con un progresso superiore al 4%. Bene anche Azimut, Amplifon, ancora positivo dopo i conti, e Ferrari con Berenberg che alza il target price. Prysmian avanza di circa il 2,6% dopo aver annunciato l’acquisizione del gruppo statunitense Atkore. L’operazione, interamente in contanti, prevede un prezzo di 95 dollari per azione e attribuisce alla società americana un valore d’impresa di circa 3,8 miliardi di dollari. L’acquisto rafforza ulteriormente la presenza di Prysmian negli Stati Uniti e amplia l’esposizione del gruppo alle infrastrutture elettriche, ai data center e agli investimenti collegati all’intelligenza artificiale.
Restano sotto osservazione anche i bancari. Mps ha preso atto dello stop alle consultazioni con Banco Bpm e delle posizioni espresse da Crédit Agricole, ribadendo di voler restare concentrata sul proprio piano di crescita e sull’integrazione con Mediobanca. Secondo indiscrezioni, tra le alternative strategiche valutate da Siena potrebbe esserci anche un’offerta su Banco Bpm, mentre il Tesoro sarebbe intenzionato a cedere entro settembre la quota residua del 4,9% detenuta in Mps.
Energia in rosso, euro stabile e spread a 78 puntiIl crollo del petrolio colpisce i titoli energetici di Piazza Affari. Eni perde il 2,48%, risultando il peggiore tra le principali società del listino. Italgas arretra dell’1,65%, Saipem dell’1,53% e Snam dello 0,99%.
Nel settore resta sotto i riflettori anche l’accordo con cui Shell ha deciso di cedere a TotalEnergies il proprio portafoglio europeo di energie rinnovabili onshore. Gli asset, operativi o ancora in fase di sviluppo, si trovano in Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito e raggiungono complessivamente una capacità di circa 0,5 gigawatt. La chiusura della transazione è prevista entro la fine del 2026, dopo le necessarie autorizzazioni.
Sul valutario l’euro resta stabile nei confronti del dollaro, intorno a quota 1,153, mentre perde terreno contro lo yen dopo l’intervento coordinato di Tokyo e Washington. L’oro arretra a circa 4.043 dollari l’oncia.
Si riduce infine lo spread tra Btp e Bund, sceso a 78 punti base. Il rendimento del titolo di Stato italiano a dieci anni si attesta al 3,94%.