Per settimane il dibattito sembrava essersi chiuso.
Per settimane il dibattito sembrava essersi chiuso. Lewis Hamilton era diventato il punto di riferimento della Ferrari, il pilota più continuo, quello capace di portare risultati con regolarità mentre Charles Leclerc faticava a trovare ritmo e fiducia. Silverstone, però, ha rimesso tutto in discussione. Il successo del monegasco, davanti a George Russell e allo stesso Hamilton, non vale soltanto 25 punti: restituisce credibilità a un pilota che nelle ultime gare era finito spesso nel mirino delle critiche e riapre una domanda che a Maranello dovranno affrontare nelle prossime settimane. È davvero il momento di costruire la stagione attorno a un solo pilota?
Guardando esclusivamente la classifica, la risposta sembrerebbe scontata. Hamilton resta il ferrarista meglio piazzato nel Mondiale con 147 punti, terzo alle spalle delle due Mercedes di Andrea Kimi Antonelli (179) e George Russell (154). Leclerc, invece, sale a 108 punti, quarto in classifica. Anche tra i Costruttori la situazione è chiara: Mercedes guida con 333 punti, mentre Ferrari insegue a 255, riducendo il distacco proprio grazie alla doppietta sul podio di Silverstone.
Eppure la Formula 1 non è fatta soltanto di numeri. Basta osservare l'andamento della stagione dei due piloti Ferrari. Hamilton è stato il più costante: una vittoria, cinque podi e una presenza stabile nelle posizioni di vertice. Leclerc, al contrario, ha alternato prestazioni convincenti a weekend complicati, raccogliendo risultati ben al di sotto delle aspettative. Le immagini della sua stagione raccontano un campionato fatto di alti e bassi, molto diverso da quello del compagno di squadra.
Proprio per questo la vittoria di Silverstone assume un significato diverso rispetto a un normale successo. Non cancella le difficoltà vissute fino a oggi, ma dimostra che il potenziale non è scomparso. Anzi, Ferrari ha mostrato per tutto il weekend una competitività che mancava da diverse gare: Leclerc ha chiuso secondo in qualifica alle spalle di Antonelli, Hamilton terzo, e in gara entrambi hanno saputo sfruttare il passo della SF-26 fino a conquistare un doppio podio. La vittoria del monegasco è arrivata anche grazie ai problemi tecnici che hanno colpito Antonelli nel finale, ma sarebbe ingiusto ridurre tutto a quell'episodio. La Ferrari, a Silverstone, era semplicemente una macchina in grado di giocarsela con Mercedes.
È allora corretto pensare che Ferrari debba puntare esclusivamente su Hamilton? Oggi probabilmente no. Sarebbe una scelta comprensibile se il campionato fosse ormai entrato nella fase decisiva, ma mancano ancora molti Gran Premi e i distacchi, pur significativi, non sono ancora tali da imporre ordini di scuderia. Hamilton resta l'uomo con le maggiori possibilità di inserirsi nella lotta per il titolo, perché la classifica gli dà ragione. Allo stesso tempo, però, Leclerc ha ricordato di essere ancora capace di vincere e di poter rappresentare un'arma preziosa se Ferrari continuerà a sviluppare la monoposto nella direzione vista in Gran Bretagna.
Forse Silverstone non ha cambiato le gerarchie, ma ha cambiato la prospettiva. Fino a domenica si parlava di una Ferrari che poteva affidarsi soltanto all'esperienza di Hamilton. Oggi, invece, la squadra può permettersi di guardare anche dall'altra parte del box. Leclerc non è ancora tornato stabilmente ai livelli del suo compagno di squadra, perché una vittoria non basta per cancellare mesi complicati. Tuttavia, ha dimostrato che archiviarlo troppo presto sarebbe stato un errore.
La risposta definitiva, quindi, non dovrebbe arrivare da una riunione a Maranello ma dalla pista. Se Hamilton continuerà a essere il più costante, sarà naturale che diventi il riferimento nella corsa al titolo. Se invece Silverstone rappresenterà davvero l'inizio della rinascita di Leclerc, allora Ferrari potrebbe ritrovarsi con il problema più bello possibile: non scegliere un leader, ma avere due piloti finalmente in grado di vincere. E, viste le ultime settimane, sarebbe un lusso che pochi avrebbero immaginato.
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autore
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari
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