“Il ministero della Giustizia ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio l’emendamento sull’equo compenso dei giornalisti. È un segnale importante di attenzione che dimostra la volontà di dare forza a un intervento atteso da tempo. Garantire un equo compenso significa difendere non soltanto i diritti dei professionisti dell’informazione, ma anche la libertà e l’autonomia del giornalismo. Un lavoro […]
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“Il ministero della Giustizia ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio l’emendamento sull’equo compenso dei giornalisti. È un segnale importante di attenzione che dimostra la volontà di dare forza a un intervento atteso da tempo. Garantire un equo compenso significa difendere non soltanto i diritti dei professionisti dell’informazione, ma anche la libertà e l’autonomia del giornalismo. Un lavoro sottopagato o precario rende infatti più fragile il diritto dei cittadini a essere informati in modo libero e indipendente”.
Così il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, intervenendo in occasione della firma del protocollo d’intesa tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. “Questo protocollo – ha proseguito – rappresenta un esempio concreto di collaborazione istituzionale.
Investire nella formazione significa dare piena attuazione ai principi dell’art.27 della Costituzione, contrastando il degrado e la perdita di speranza e favorendo percorsi di reinserimento sociale che rappresentano un beneficio per l’intera collettività”.