Dopo la call con l'ad Benedetto, il clima è quello di una fiducia accompagnata da una richiesta precisa: tradurre gli investimenti annunciati non solo in un nuovo prodotto editoriale, ma anche in un nuovo patto le redazioni
The post Dall’entusiasmo per il nuovo QN alle domande sul lavoro: come le redazioni hanno accolto il piano del ceo Benedetto appeared first on Primaonline - Ultime notizie.
ore 11.00 - 05/07/2026ore 16.51 - 05/07/2026
Dopo la call con l’ad Benedetto, il clima è quello di una fiducia accompagnata da una richiesta precisa: tradurre gli investimenti annunciati non solo in un nuovo prodotto editoriale, ma anche in un nuovo patto le redazioni
<?xml encoding="UTF-8">L’entusiasmo per il nuovo progetto editoriale convive con la richiesta di affrontare rapidamente le questioni rimaste aperte negli anni della crisi. È questo il clima che si respira nelle redazioni di Editoriale Nazionale, dopo la lunga videocall con cui l’amministratore delegato Gabriele Benedetto ha presentato a oltre 400 giornalisti e dipendenti le linee guida del nuovo corso del gruppo.
La convocazione, alle 10 di un sabato mattina, è stata vissuta da molti come un momento senza precedenti. Per la prima volta giornalisti, poligrafici e lavoratori delle diverse società del gruppo si sono ritrovati nello stesso collegamento.
Sullo schermo scorrevano centinaia di nomi provenienti dalle redazioni del Resto del Carlino, de La Nazione, de Il Giorno, di QN Quotidiano Nazionale e delle altre strutture del gruppo. Un’immagine che ha dato la misura della dimensione del progetto e della volontà del nuovo management di coinvolgere direttamente tutta l’azienda.
Gabriele Benedetto
La presentazione del piano industriale, che punta a trasformare QN in un quotidiano d’opinione di fascia alta integrato con una nuova piattaforma digitale e un diverso modello di business, è stata accolta con interesse.
Dopo anni segnati soprattutto da ristrutturazioni e contenimento dei costi, sentire parlare di investimenti, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e sviluppo dei prodotti editoriali è stato interpretato come un cambio di passo.
Accanto alla fiducia, però, emerge anche la richiesta che il rilancio non si fermi al prodotto editoriale. Nelle redazioni, e in particolare tra i rappresentanti sindacali dei giornalisti, si sottolinea come il nuovo progetto dovrà essere accompagnato da un confronto sulle condizioni di lavoro, sugli organici e sulle questioni economiche rimaste in sospeso durante gli anni della crisi.
Molti ricordano che il gruppo arriva da una lunga stagione di sacrifici: welfare ridimensionato, straordinari spesso non riconosciuti, riduzione degli organici, carichi di lavoro cresciuti e una gestione improntata all’emergenza. Per questo, accanto alla soddisfazione per un editore che torna a parlare di sviluppo, c’è l’aspettativa che vengano riaperti anche i tavoli sulle relazioni sindacali e sul recupero di istituti contrattuali che negli ultimi anni erano inevitabilmente passati in secondo piano.
Tra i temi più urgenti c’è quello dei prepensionamenti, bloccati improvvisamente nelle scorse settimane. La procedura sembrava ormai avviata alla conclusione dopo gli accordi sindacali e il confronto con il Ministero del Lavoro, ma una comunicazione dell’INPS ha sospeso tutto, chiedendo ulteriori verifiche sulla disponibilità delle risorse.
Il rinvio ha lasciato nell’incertezza i giornalisti che avevano già programmato l’uscita e ha alimentato interrogativi anche all’interno delle redazioni. Molti faticano a comprendere le ragioni dello stop, arrivato quando il percorso sembrava ormai definito. La vicenda, inoltre, incide direttamente sul piano di riorganizzazione degli organici e rende ancora più urgente chiarire quale sarà il percorso che accompagnerà il nuovo piano industriale.
È proprio su questo punto che si concentrano oggi le aspettative. Se la grande assemblea di sabato è stata il momento della visione e della presentazione del progetto, ora i giornalisti si attendono l’apertura di un confronto operativo con il management. L’obiettivo è fare in modo che la trasformazione del gruppo non riguardi soltanto il nuovo QN, il digitale e il mercato pubblicitario, ma anche il lavoro quotidiano delle redazioni, chiamate a realizzare concretamente il cambiamento immaginato dal nuovo editore.
Il clima, in sostanza, è quello di una fiducia accompagnata da una richiesta precisa: gli investimenti annunciati dovranno tradursi non solo in un nuovo prodotto editoriale, ma anche in un nuovo patto con chi quei giornali li realizza ogni giorno.
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