Jp Morgan ha chiuso il terzo trimestre dell’anno con un utile netto di 15,3 miliardi di dollari, pari a 5,57 dollari per azione, in crescita del 6,2% rispetto allo stesso...
Jp Morgan ha chiuso il terzo trimestre dell’anno con un utile netto di 15,3 miliardi di dollari, pari a 5,57 dollari per azione, in crescita del 6,2% rispetto allo stesso periodo del 2025 ma inferiore ai 5,93 dollari per azione previsti dal consensus di mercato. I ricavi sono saliti dell’8% su base annua a 50,17 miliardi, a fronte dei 51,23 miliardi attesi dagli analisti. I risultati scontano una perdita di 658 milioni sui titoli detenuti in portafoglio, al netto della quale l’utile per azione sarebbe stato di 5,75 dollari per azione.
Domande di approfondimento generate da 24Ore AIJp Morgan ha registrano un altro «solido trimestre», ha commentanto l’a.d. Jamie Dimon. «Le commissioni di investment banking sono cresciute» a doppia cifra, ha aggiunto, notando tuttavia che «l’attività ha rallentato in parte» il passo «nel corso del trimestre». Su base annua le commissioni di investment banking sono salite del 14%, mentre il confronto con il secondo trimestre dell’anno vede un declino dell’8%. I ricavi della divisione Mercati, che riunisce il trading azionario e nel reddito fisso, sono aumentati del 15% su base annua. Il margine di interesse, da parte sua, è cresciuto del 6% a 24,7 miliardi di dollari, approfittando della tenuta dell’economia americana, che «ha continuato a essere sostenuta dagli investimenti delle imprese e dalla spesa dei consumatori», ha chiosato Dimon. Il banchiere ha notato che «gli ampi deficit pubblici, la persistente inflazione, i prezzi degli asset elevati, l’aumento dei tassi di interesse e le condizioni geopolitiche continuano a evolere sotto la superficie». Al momento queste forze sono gestibili, ha concluso, ma «rimaniamo preparati ad affrontare un’ampia gamma di scenari».
Goldman Sachs: ricavi III trim a 18,7 mld sopra stime, utile netto 5,3 mldGoldman Sachs batte le stime nel terzo trimestre 2026 con ricavi netti in crescita a 18,68 miliardi di dollari (contro circa 17 mld attesi) con un incremento del 23% rispetto allo stesso periodo 2025 e dell’8% rispetto al trimestre precedente. L’ utile netto è salito a 5,29 miliardi di dollari (+29% annuo). Nei primi nove mesi dell’anno 2026, i ricavi netti sono stati pari a 56,24 miliardi e l’utile netto ha raggiunto 17,55 miliardi di dollari. L’utile diluito per azione ordinaria (Eps) è stato pari a 17,01 dollari (circa 13 mld attesi) nel terzo trimestre 2026, rispetto ai 12,25 dollari del terzo trimestre 2025 e ai 20,98 dollari del secondo trimestre 2026. Nei primi nove mesi del 2026, l’Eps è salito a 55,56 dollari, rispetto ai 37,33 dollari registrati nello stesso periodo del 2025. Il rendimento annualizzato del patrimonio netto medio degli azionisti ordinari (Roe) è al 18,7% nel terzo trimestre e al 20,7% nei primi nove mesi dell’anno. Il valore contabile per azione ordinaria (book value per common share) è aumentato dell’1,4% tra luglio e settembre e del 4,2% nei primi nove mesi dell’anno, raggiungendo quota 372,64 dollari.
Wells Fargo: chiude terzo trimestre con Eps in crescita a 1,87 dollariWells Fargo ha chiuso il terzo trimestre con un utile per azione diluito in rialzo a 1,87 dollari (era 1,66 dollari nel terzo trimestre 2025). I ricavi complessivi si sono attestati a 21,87 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 21,43 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso. Il margine di interesse netto è cresciuto a 12,52 miliardi di dollari. Notevole la progressione degli accantonamenti per perdite su crediti, che si attestano 1,029 miliardi di dollari (da 681 milioni).
Il presidente e amministratore delegato Charlie Scharf ha commentato: «I nostri risultati del terzo trimestre riflettono una crescita generalizzata, utili più elevati e rendimenti più consistenti. L’utile diluito per azione è salito a 1,87 dollari nel terzo trimestre, con un aumento del 13% rispetto a un anno fa. Il nostro Rotce è aumentato dal 14,7% nei primi nove mesi del 2025 al 16,2% nello stesso periodo di quest’anno e al 16,3% nel terzo trimestre. Sia il volume medio dei prestiti che quello dei depositi sono aumentati dell’11% rispetto a un anno fa».
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