Rendimenti ai massimi da vent'anni e debito verso quota 40.000 miliardi: il Tesoro americano raddoppia a sorpresa i buyback per fermare l'emorragia dei bond, trasferendo la tensione sui titoli a breve
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I rendimenti dei titoli di Stato americani a trent’anni sono schizzati oltre il 5,30%, toccando i massimi dal 2007. Con un debito pubblico totale che corre verso la soglia mostruosa dei 40.000 miliardi di dollari, l’amministrazione americana si è trovata davanti a un bivio drammatico: intervenire con la forza o rischiare un’esplosione dei costi di rifinanziamento capace di travolgere i conti pubblici e i mercati globali.
La risposta è arrivata direttamente dal segretario al Tesoro Scott Bessent. Con una mossa a sorpresa, il Dipartimento del Tesoro ha annunciato che raddoppierà la dimensione dei programmi di riacquisto (buyback) di titoli a lungo termine. Il massimale per ogni singola operazione passerà da 2 a oltre 4 miliardi di dollari.
La misura entrerà in vigore il 9 settembre 2026 e resterà attiva fino al 4 novembre. Riguarderà in particolare i titoli con scadenza compresa tra i 10 e i 20 anni e tra i 20 e i 30 anni.
Cosa ha deciso WashingtonTreasury doubles debt buybacks as Bessent moves to steady bond market https://t.co/xAKqy3Webz
— CNBC (@CNBC) August 19, 2026
Ufficialmente, Washington parla di una semplice operazione tecnica per “fornire liquidità” ai segmenti meno scambiati del mercato, cioè il riacquisto servirebbe solo a facilitare il lavoro degli investitori.
Dietro il gergo burocratico, la realtà è molto più cruda. I titoli di Stato americani faticano a trovare acquirenti a prezzi sostenibili, anche a causa della concorrenza spietata delle emissioni societarie legate al boom dell’intelligenza artificiale, che assorbono enormi capitali e provocano un effetto di spiazzamento del debito pubblico (e pensare che i seguaci dei monetaristi temevano il contrario).
Comunque, a completezza dell’informazione, ecco i dettagli operativi dell’intervento:
L’effetto dell’annuncio è stato immediato. I tassi a lungo termine hanno registrato una brusca correzione verso il basso, mentre gli indici azionari e l’oro hanno preso quota.
| Parametro di mercato | Prima dell’annuncio | Dopo l’annuncio | Variazione |
| Rendimento decennale (US 10Y) | ~4,72% | ~4,65% | -7 pb |
| Rendimento trentennale (US 30Y) | ~5,28% | ~5,19% | -9 pb |
| Prezzo dell’oro | In consolidamento | Forte rialzo | Rottura al rialzo |
| Future azionari USA | Sotto pressione | In netto recupero | Rimbalzo |
I grafici intraday mostrano una vera e propria caduta verticale dei tassi non appena la notizia ha raggiunto i terminali operativi. Ecco i dati di Tradingeconomics con i valori dei titoli a 30 anni:
E quello dei titoli a dieci anni:

La questione centrale è una: la Federal Reserve, ancora vincolata dalle tensioni inflattive, non intende avviare un nuovo ciclo di allentamento quantitativo (Quantitative Easing o QE).
Così, il Tesoro ha deciso di fare da sé. Acquistando i propri titoli a lungo termine, il governo crea artificialmente una domanda che il mercato privato non garantisce più. È, a tutti gli effetti, un “QE mascherato” gestito dall’esecutivo anziché dalla banca centrale.
Per finanziare questi riacquisti, il Tesoro aumenta l’emissione di titoli a brevissimo termine (T-bills). L’obiettivo pratico è chiaro: schiacciare i tassi a lunga scadenza per evitare che i mutui, i prestiti alle imprese e gli interessi sul debito pubblico vadano fuori controllo.
Quanto può durare questa strategia?Sul piano pratico, la mossa regala una boccata d’ossigeno immediata, ma ogni mossa ha un prezzo da pagare. Spostare il debito dalle lunghe alle brevi scadenze rende lo Stato dipendente dal costo del denaro a breve. Se i tassi ufficiali rimarranno alti a lungo o se l’inflazione rialzerà la testa, il costo per rinnovare il debito accumulato salirà a ritmi vertiginosi. Anzi potrebbe prodursi un picco nei rendimenti a breve che colpirà anche il settore privato.
Inoltre, il rialzo dell’oro segnala che gli investitori vedono bene il trucco: quando uno Stato deve comprare il proprio debito per evitare che i rendimenti esplodano, la fiducia nella moneta e nella tenuta fiscale sul lungo periodo inizia a scricchiolare. Scott Bessent ha guadagnato tre mesi di tempo, ma questa strategia ha senso solo se qualcosa accade in questo tempo, e qualcosa o di politica monetaria o di geopolitica.
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