Al social sei mesi per attuare le misure, tra cui il potenziamento dell'archivio degli annunci, nuove funzioni di ricerca, accesso tramite Api e dati gratuiti per i ricercatori.
The post L’Ue accetta il piano di X dopo la multa da 120 milioni per violazione del Dsa appeared first on Primaonline - Ultime notizie.
ore 16.06 - 16/07/2026ore 17.08 - 16/07/2026
Al social sei mesi per attuare le misure, tra cui il potenziamento dell’archivio degli annunci, nuove funzioni di ricerca, accesso tramite Api e dati gratuiti per i ricercatori.
<?xml encoding="UTF-8">A seguito della sanzione di 120 milioni di euro inflitta nel dicembre 2025, la Commissione europea ha accettato il piano d’azione presentato da X per adempiere agli obblighi di trasparenza e accesso ai dati per i ricercatori previsti dalla legge sui servizi digitali (Dsa).
X ha ora di sei mesi per attuare il proprio piano d’azione ed è soggetta a un regime di vigilanza rafforzato. Le misure saranno sottoposte a un audit esterno e indipendente, il cui rapporto dovrà essere trasmesso alla Commissione.
Bruxelles seguirà da vicino l’attuazione degli impegni, anche alla luce del parere del Comitato europeo per i servizi digitali, che aveva giudicato il piano inizialmente insufficiente a sanare tutte le violazioni contestate.
“Si tratta di un passo importante nella giusta direzione” ha commentato un portavoce della Commissione. “Le misure approvate – ha continuato – consentiranno ai ricercatori, alla società civile e al pubblico in generale di ottenere una maggiore trasparenza sui sistemi di X e sul loro impatto sugli utenti”.
Nuovi filtri per l’advPer quanto riguarda il registro delle inserzioni pubblicitarie, X si è impegnata a introdurre nuovi filtri di ricerca basati, tra l’altro, sul contenuto e sui criteri di targeting degli annunci, a visualizzare i risultati direttamente nell’interfaccia del database anziché tramite file Excel, a ridurre i tempi di risposta delle ricerche, a pubblicare il contenuto completo delle inserzioni e gli indirizzi web di destinazione e a rendere il registro accessibile anche tramite Api.
Sul fronte dell’accesso ai dati per la ricerca, la piattaforma dovrà migliorare il sistema di valutazione delle richieste presentate dai ricercatori, garantire l’accesso gratuito agli aventi diritto, ridurre in modo significativo i tempi di autorizzazione e modificare i termini di utilizzo per chiarire che ai ricercatori autorizzati non non è contrattualmente vietato effettuare lo scraping dei dati disponibili pubblicamente.