Un kolossal cinematografico sta scatenando a Parigi la nostalgia per il Generale De Gaulle ma è paradossale che a rivendicarne l'eredità politica ci siano personaggi lontanissimi da lui come i populisti di destra e di sinistra, Le Pen e Melenchon
L'articolo Le Pen e Melenchon, giù le mani da De Gaulle: è ridicolo che i due populisti francesi rivendichino l’eredità del Generale della Grandeur proviene da FIRSTonline.
Un kolossal cinematografico sta scatenando a Parigi la nostalgia per il Generale De Gaulle ma è paradossale che a rivendicarne l’eredità politica ci siano personaggi lontanissimi da lui come i populisti di destra e di sinistra, Le Pen e Melenchon
E’ bastato il successone nelle sale cinematografiche di Parigi del kolossal “La battaglia di De Gaulle” per scatenare in Francia, di fronte alle miserie politiche del presente, la nostalgia per il Generale Charles De Gaulle. Ma, incredibilmente, tra i più temerari a rivendicarne in qualche modo l’eredità politica ci sono i leader dei due opposti e convergenti populismi: Marine Le Pen e Jean-Luc Melenchon. Ci vuole una bella faccia tosta ad atteggiarsi ad eredi di De Gaulle perchè loro con le idee del Generale non c’entrano proprio niente. Ma qualcuno ricorderà alla Le Pen, che è erede di un partito fondato da suo padre e dai nostalgici di Vichy, che il 18 giugno del 1940 il Generale lanciò da Londra, attraverso la Bbc, un accorato appello al popolo francese perché desse vita alla resistenza contro l’invasore nazista? E qualcuno le ricorderà che De Gaulle, molto prima di diventare Presidente della Francia, fu il Capo del Comitato francese di Liberazione nazionale e simbolo della lotta al nazi-fascismo? Tra Le Pen e De Gaulle c’è la linea rossa dell’antifascismo a impedire operazioni trasformistiche.
Quanto a Melenchon, la sua rivendicazione di affinità politica con De Gaulle, non è meno patetica. Si possono criticare la discutibile politica della Grandeur del Generale e alcune sue polemiche prese di posizione contro gli Usa, la Nato e la Cee per non dire della sua opposizione alle lotte studentesche del Maggio ’68, ma nessuno può dimenticare due aspetti fondamentali: che De Gaulle fu spesso in forte contrasto con la sinistra ma che la sua statura politica, lontana da ambizioni personali, non può nemmeno lontanamente essere paragonata a quella di un mediocre massimalista filo-russo come Melenchon che, spaccando il centrosinistra, rischia di spalancare le porte dell’Eliseo proprio all’estrema destra della Le Pen.

Socio fondatore, amministratore e direttore responsabile di FIRSTonline. Milanese di nascita, ha sempre lavorato tra Milano e Roma. Ha cominciato a progettare un giornale online di informazione economica e finanziaria il giorno dopo la sua uscita, nella primavera del 2010, da Il Sole24Ore, dove ha trascorso più di 25 anni, è stato capo della redazione Finanza e Mercati ed editorialista e ha commentato i più importanti avvenimenti economici e finanziari dalla metà degli anni Ottanta. Per l’editore O lschki ha scritto due storie di banche locali della Toscana, la prima delle quali con lo storico dell’arte Antonio Paolucci. Nel 2014 ha pubblicato con Ugo Calzoni il saggio "Imperi senza dinastie" edito dalla Compagnia della stampa Massetti Rodella. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha insignito della onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana