Nel 2025 Hera distribuisce 3,2 miliardi agli stakeholder e investe 811 milioni nella sostenibilità. Crescono valore condiviso, riciclo e rinnovabili
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Nel 2025 Hera distribuisce 3,2 miliardi agli stakeholder e investe 811 milioni nella sostenibilità. Crescono valore condiviso, riciclo e rinnovabili
Il Gruppo Hera rafforza il legame tra crescita industriale, tutela dell’ambiente e ricadute sociali sui territori. Nel 2025 la multiutility ha distribuito agli stakeholder oltre 3,2 miliardi di euro, mentre gli investimenti destinati a progetti capaci di generare valore condiviso hanno raggiunto 810,9 milioni, pari al 78% del totale. A fotografare i risultati è il report “La creazione di valore condiviso 2025“, che misura il contributo delle attività del Gruppo agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu. Il Margine operativo lordo a valore condiviso è salito a 915,6 milioni di euro, con una crescita del 7% rispetto al 2024, arrivando a rappresentare circa il 60% del Mol complessivo. L’obiettivo indicato per il 2029 è raggiungere il 68%.
Hera: oltre 2 miliardi restano nei territori servitiDei 3,2 miliardi di valore economico distribuiti nel corso dell’anno attraverso forniture, stipendi, dividendi, tributi, sponsorizzazioni e donazioni, il 65% è rimasto nei territori in cui Hera opera storicamente. Si tratta di circa 2,1 miliardi di euro, dei quali oltre un miliardo destinato ai fornitori locali.
Il piano industriale 2025-2029 prevede di trasferire complessivamente più di 11,5 miliardi di euro ai territori, con una media annuale di circa 2,3 miliardi. Il modello “Creating Shared Value”, adottato dal Gruppo nel 2016 e inserito nello statuto nel 2021, orienta ormai strategia, investimenti e rendicontazione lungo tre assi principali: decarbonizzazione, rigenerazione delle risorse, resilienza e innovazione.
L’impegno si estende anche alla sostenibilità sociale. Nel 2025 Hera ha sottoscritto 164 protocolli con i Comuni per prevenire la sospensione dei servizi, rispetto ai 143 dell’anno precedente, e ha attivato rateizzazioni delle bollette per 187 milioni di euro, in aumento del 4%. Attraverso forniture affidate a cooperative sociali per 94 milioni, il Gruppo ha inoltre sostenuto l’inserimento lavorativo di quasi mille persone svantaggiate.
Hera: emissioni in calo e più energia da fonti rinnovabiliSul fronte climatico, le emissioni di gas serra sono diminuite del 18% rispetto ai livelli del 2019. La traiettoria definita nel Piano di transizione climatica a 1,5 °C prevede una riduzione del 35% entro il 2029 e il raggiungimento del “Net Zero” nel 2050.
Nel mercato libero, il 52,5% dell’energia elettrica venduta complessivamente proviene da fonti rinnovabili, contro il 49,1% registrato nel 2024. Per i clienti domestici del mercato libero, la quota sale invece al 92,9%, con l’obiettivo di arrivare al 100% entro il 2029.
La produzione di energia rinnovabile ha raggiunto 737 GWh, mentre il biometano immesso in rete o destinato all’autotrazione si è attestato a 10,7 milioni di metri cubi. Entro il 2029 Hera punta a portare a 370 MW la capacità fotovoltaica installata o venduta, rispetto ai 71,5 MW del 2025, e ad aumentare del 45% la produzione di gas rinnovabili, tra biometano e idrogeno verde, fino a 147 GWh annui. Cresce anche la diffusione del “Diario dei consumi”, lo strumento che consente alle famiglie di monitorare e contenere l’utilizzo di energia. Nel 2025 è stato associato al 43% dei contratti domestici sul mercato libero, rispetto al 31% dell’anno precedente.
Hera: riciclo sopra il target Ue e perdite idriche ridotteLa rigenerazione delle risorse rappresenta il secondo pilastro del modello Hera. Il tasso di riciclo dei rifiuti urbani ha raggiunto il 61%, superando già il target europeo del 60% previsto per il 2030. La raccolta differenziata è salita al 76%, a poca distanza dall’obiettivo del 78% fissato per il 2029. Soltanto l’1,6% dei rifiuti urbani gestiti dal Gruppo viene conferito in discarica, contro una media nazionale del 19% e una soglia massima europea del 10% prevista per il 2035. Tra le attività di economia circolare spicca Aliplast, che nel 2025 ha venduto oltre 119 mila tonnellate di prodotti in plastica, realizzati per l’84% con materiale riciclato.
Nel settore idrico, il riutilizzo delle acque reflue depurate si attesta intorno al 12%, mentre le perdite di rete sono scese a 7,8 metri cubi per chilometro al giorno. Il dato, diminuito dell’8% rispetto al 2024, equivale a circa un terzo della media nazionale indicata in 24 metri cubi.
Attraverso la controllata ACR, Hera prosegue inoltre nelle attività di bonifica e rigenerazione dei terreni contaminati. Nel 2025 sono state trattate circa 270 mila tonnellate di rifiuti nell’ambito degli interventi ambientali e dei servizi globali, con l’obiettivo di raggiungere 435 mila tonnellate entro il 2029.
Hera: reti più sicure con intelligenza artificiale e monitoraggio digitaleLa resilienza delle infrastrutture ha assorbito nel 2025 oltre 484 milioni di euro di investimenti. Le risorse sono state destinate alla sicurezza del ciclo idrico, delle reti elettriche e del gas, agli impianti e alla digitalizzazione dei servizi. In Emilia-Romagna e Triveneto, il 100% della rete idrica è oggi sottoposto a manutenzione predittiva. Algoritmi, intelligenza artificiale e sistemi di monitoraggio in tempo reale permettono di anticipare guasti e cali di efficienza, contribuendo anche a ridurre quasi completamente il ricorso alle autobotti durante i periodi estivi. In provincia di Modena sono stati adeguati 69,1 chilometri di rete elettrica, superando il traguardo previsto dal piano complessivo di resilienza, mentre altri 5,8 chilometri sono stati potenziati tra Bologna e Modena. Nella distribuzione del gas sono saliti a 145 i sensori “Sentinel” utilizzati per controllare gli eventi franosi e a 35 le valvole telecontrollate “NexAction”, che consentono di aprire o chiudere le reti da remoto.
Sono proseguiti anche gli interventi sulle reti fognarie e sugli impianti di sollevamento in Emilia-Romagna, Triveneto e Marche. Nell’area di Ravenna è stato inoltre avviato un masterplan sul drenaggio urbano, finalizzato a individuare le soluzioni più efficaci contro piogge intense ed eventi climatici estremi.
Nel complesso, il piano industriale 2025-2029 destina 2,6 miliardi di euro al rafforzamento della resilienza degli asset e delle attività del Gruppo, con l’obiettivo di garantire continuità, sicurezza e qualità dei servizi essenziali.