Milo Infante rompe il silenzio sul suo addio alla Rai e racconta per la prima volta le ragioni che lo hanno portato ad accettare la proposta di Mediaset dopo 22 anni nel servizio pubblico. In una lunga intervista a Il […]
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Milo Infante rompe il silenzio sul suo addio alla Rai e racconta per la prima volta le ragioni che lo hanno portato ad accettare la proposta di Mediaset dopo 22 anni nel servizio pubblico. In una lunga intervista a Il Messaggero, il giornalista ricostruisce un percorso fatto di tensioni interne, richieste rimaste senza risposta e della convinzione che il suo ciclo a Viale Mazzini fosse ormai concluso. Dal 24 agosto inizierà la nuova esperienza su Rete 4 con un programma di cronaca che, assicura, avrà un’identità diversa rispetto a Ore 14.

Alla domanda se abbia lasciato la Rai di sua iniziativa o se sia stato costretto a farlo, Infante risponde senza esitazioni: «Me ne sono andato io. Quando ho capito che il mio tempo era finito, restare non aveva più senso». Secondo il conduttore, la decisione è maturata nel tempo. Nell’intervista racconta che Ore 14, nonostante gli ascolti ottenuti, avrebbe dovuto affrontare ogni anno il rischio della cancellazione.
Infante attribuisce questa situazione alle scelte del responsabile del Day Time Rai, Angelo Mellone. «Ogni anno, compreso questo, il responsabile del Day Time, Angelo Mellone, voleva chiuderlo per metterci La porta magica di Andrea Delogu, sostenendo che io facevo concorrenza a La volta buona di Caterina Balivo, che non andava tanto bene con gli ascolti», afferma.
Il momento decisivo, racconta Infante, è arrivato alla fine del 2025. Durante una cena con l’amministratore delegato Giampaolo Rossi e con il responsabile degli Approfondimenti Paolo Corsini, il giornalista dice di aver chiesto un progetto professionale più ampio. Tra le richieste, una promozione, la direzione della struttura Sviluppo Nuovi Format e un adeguamento economico per avvicinarsi al tetto salariale di 240mila euro l’anno. In Rai, racconta infatti, il suo stipendio era «174mila 280 euro più la variabile se si va in video, che però non incide sulla pensione né sulla liquidazione, di 63mila 628 euro».
La risposta iniziale della Rai, riferisce, sarebbe stata positiva, ma nei mesi successivi non sarebbe arrivato alcun seguito concreto. «Non li ho più sentiti», racconta. E dopo diversi solleciti, il 10 maggio ha inviato una mail con la quale «prendo atto di questa ennesima mancanza. Da oggi mi sento libero di guardarmi intorno». Infante respinge anche l’idea che la scelta sia stata dettata esclusivamente da motivi economici. «Rossi rilanciando mi propose la direzione di Rai Digital e la stessa soluzione economica adottata per Monica Maggioni: uscire dall’azienda e rientrare con un contratto da esterno di 5-600 mila euro l’anno». Ma lui ha detto no: «avevo solo chiesto un adeguamento: cercavo considerazione e progettualità. Volevo crescere», spiega.
Dopo quella mail, il giornalista racconta di aver contattato Mediaset e di aver incontrato Mauro Crippa e Andrea Delogu. L’accordo, spiega, è arrivato rapidamente. Solo in seguito, quando aveva ormai deciso di lasciare la Rai, sarebbero arrivate nuove proposte da Viale Mazzini, comprese soluzioni economiche più vantaggiose. A quel punto, però, la decisione era già presa. Infante descrive anche il clima trovato nella nuova azienda, sottolineando di essersi sentito accolto come parte della squadra fin dai primi incontri.
Nell’intervista a Il Messaggero, Infante commenta anche l’arrivo di Salvo Sottile alla guida di Ore 14. Dopo averne riconosciuto le qualità professionali, osserva però che «mi aspettavo che cambiassero il titolo, un po’ come il ritiro della maglia nel calcio…». La frase ha dato origine a un botta e risposta. Attraverso alcune Instagram Stories, Sottile ha replicato ricordando che «i programmi televisivi sono marchi editoriali. Appartengono alle aziende, hanno un valore commerciale e una riconoscibilità costruita negli anni».
Sottile ha poi ironizzato sul titolo della nuova trasmissione di Infante, osservando che si chiamerà Ore 11: «In pratica, Ore 14 con il fuso orario di Mediaset». Infante ha poi replicato precisando che il suo nuovo programma avrà caratteristiche diverse: «Non sarà la copia di Ore 14. Ci sarà la mia idea di cronaca, naturalmente, ma con un linguaggio nuovo».