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Vigilanza Rai paralizzata: si dimettono presidente e opposizioni, seguiti dai consiglieri di maggioranza

Дата публикации: 02-07-2026 15:31:24

La misura è colma scrive in un post su Fb motivando la sua decisione la senatrice 5Stelle, imputando alle forze di governo di impedire di fatto le attività della commissione da due anni, "tenedola in ostaggio" e attribuendo ai vertici di Viale Mazzini una gestione che premia l'appartenenza politica mortificando merito, qualità e bilanci.
Di atto politico necessario parlano i capigruppo di M5s, Pd, Avs e IV, citando le indiscrezioni sui nuovi palinsesti come segno che conferma il declino Rai.
Vigilanza occupata attaccano i membri della maggioranza, accusando la controparte di aver strumentalizzato l'organismo, e dicendosi pronti a creare rapidamente una nuova commissione con una nuova presidenza
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La misura è colma scrive in un post su Fb motivando la sua decisione la senatrice 5Stelle, imputando alle forze di governo di impedire di fatto le attività della commissione da due anni, “tenedola in ostaggio” e attribuendo ai vertici di Viale Mazzini una gestione che premia l’appartenenza politica mortificando merito, qualità e bilanci.
Di atto politico necessario parlano i capigruppo di M5s, Pd, Avs e IV, citando le indiscrezioni sui nuovi palinsesti come segno che conferma il declino Rai.
Vigilanza occupata attaccano i membri della maggioranza, accusando la controparte di aver strumentalizzato l’organismo, e dicendosi pronti a creare rapidamente una nuova commissione con una nuova presidenza

Dopo il lungo periodo di stallo in cui non si è riusciti a trovare un accordo sulla nomina del presidente Rai, la commissione di Vigilanza finisce nel caos.
Nel giro di poche ore hanno annunciato le proprie dimissioni prima la presidente della bicamerale, Barbara Floridia, seguita dai componenti dell’opposizione – M5s, Pd, Iv e Avs. Poi, in risposta, è arrivato anche il passo indietro dalle file della maggioranza. Con ovvio e scontato scambio di accuse polemico tra le parti.

Lo strappo avviene alla vigilia della presentazione dei palinsesti per la nuova stagione tv, in programma domani – 3 luglio – ad Ancona.

Floridia: restare e denunciare non è servito

“Oggi ho consegnato ai presidenti del Senato e della Camera le mie dimissioni da presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai”, ha scritto in un lungo post su Facebook la senatrice 5Stelle.
“È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari”.

“Sento vivo dentro di me l’onore e la disciplina che si devono al ruolo che rappresento, per queste ragioni non posso restare a guardare impotente”, ha proseguito Floridia che poi fa un bilancio di tutte le iniziative messe in campo per sbloccare la situazione di stallo creatasi in Vigilanza.
“Finché ho potuto ho cercato in tutti i modi di permettere alla Commissione di funzionare, ho cercato il dialogo, ho resistito alle provocazioni, agli ostacoli. Ho lottato con tutte le mie forze per consentire a un organo di garanzia del Parlamento di svolgere le proprie funzioni. Ho tentato in ogni modo di difendere il diritto dei cittadini ad avere una Commissione che si occupasse davvero del servizio pubblico. Ho denunciato anche pubblicamente con molto ardore”.

Da due anni attività impedita da forze di governo

“Ma è ormai evidente che a questa maggioranza mancano alcuni presupposti molto importanti: il rispetto delle prerogative della minoranza, il rispetto delle istituzioni più in generale e delle regole che disciplinano il funzionamento degli organi parlamentari. Il boicottaggio sistematico della commissione di vigilanza da parte della maggioranza e la situazione in cui sta precipitando il servizio pubblico non mi consente di andare oltre”.
“Da quasi due anni le forze che sostengono il governo impediscono deliberatamente il normale svolgimento dei lavori ordinari della Commissione perché le opposizioni non si sono piegate a votare la loro candidata alla presidenza della Rai. Il blocco dunque non è reiterato ed esteso per ragioni istituzionali. Non per divergenze sul merito delle questioni. Ma solo per ricatto”.

“Non era mai accaduto nella storia della nostra Repubblica che un organo di garanzia fosse tenuto in ostaggio di chi governa – sottolinea ancora -. E io con esso. Non ha più alcun senso presiedere una Commissione ormai svuotata delle proprie funzioni, tenuta artificialmente in vita dalla maggioranza solo per fornire una foglia di fico a decisioni che vengono prese altrove, dal Governo, sulle spalle di milioni di cittadini che ogni anno pagano il canone. Mentre incombe un’infrazione per il mancato adeguamento a un regolamento europeo vincolante per l’Italia – chiamato Media Freedom Act – che vige da ormai un anno senza che questa maggioranza senta il dovere e la responsabilità di attuarlo”.

In Rai “spettacolo desolante”

Nel lungo sfogo anche un attacco diretto alla gestione Rai attuale. “Assistiamo a uno degli spettacoli più desolanti nella storia recente del servizio pubblico senza poter dare seguito a richieste di audizioni, di chiarimenti. Nulla. Una gestione del servizio pubblico che palesemente e senza un minimo di pudore ha premiato quasi esclusivamente l’appartenenza politica, mortificando il merito, la qualità, l’indipendenza e perfino la sostenibilità economica delle scelte editoriali. Chi ha potuto se n’è andato. Compresi i telespettatori”.
“Ad altri è stata mostrata brutalmente l’uscita. La cosa che più mi ha colpito è stata vedere professioniste e professionisti che da anni tengono in piedi la missione del servizio pubblico con competenza, dignità e schiena dritta essere messi ai margini, isolati, umiliati, sottoposti a pressioni continue e inaccettabili. Mentre a qualcuno venivano stesi tappeti rossi e garantiti ponti d’oro per programmi che si sono trasformati, puntualmente, in clamorosi fallimenti. Scelte che nei prossimi palinsesti sono clamorosamente confermate”.

“Perché oggi? Perché la misura è colma”, ha aggiunto ancora. “Perché manca un anno alle elezioni e servirebbe una Commissione attiva e vigile sul servizio pubblico, perché manca persino il pudore di nascondere ciò che sta accadendo. Io non sono disposta a trascorrere l’ultimo anno di questa legislatura assistendo impotente alle richieste di audizioni da parte delle opposizioni sistematicamente bocciate dalla maggioranza per impedire di fare domande, di pretendere risposte, di chiedere conto a chi sta gestendo la Rai”.

Non una resa ma un atto di denuncia

“Non considerate queste dimissioni una resa”, ha concluso. “Non lo sono. Io le considero un atto di libertà e di denuncia. Di libertà, perché le considero il monito per difendere un diritto importante: quello dei cittadini di essere liberamente informati e non manipolati. Di denuncia, perché considero ciò che è accaduto alla commissione di Vigilanza un pericoloso precedente che non possiamo sottovalutare. Una ferita istituzionale che colpisce la democrazia e le istituzioni, ma che avremo il dovere e la responsabilità di rimarginare”, ha concluso.

Le opposizioni: commissione paralizzata

In una nota congiunta, i capigruppo di opposizione in vigilanza – Stefano Graziano (PD), Dario Carotenuto (M5S), Angelo Bonelli e Giuseppe De Cristofaro (Avs) e Maria Elena Boschi (IV) – hanno spiegato la loro posizione.
“Come componenti delle forze di opposizione della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, abbiamo rassegnato tutti, con effetto immediato, le nostre dimissioni. È un atto politico necessario, conseguenza della paralisi che da mesi impedisce alla Commissione di svolgere il proprio ruolo di garanzia, a causa delle divisioni interne alla maggioranza e di una gestione che ne ha di fatto svuotato le funzioni”, hanno scritto. “Una scelta maturata dopo i ripetuti appelli, rimasti inascoltati, ai presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e nonostante il richiamo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al pieno funzionamento degli organi di garanzia del Parlamento”.

“Le anticipazioni dei nuovi palinsesti confermano il progressivo declino del servizio pubblico: calano ascolti e credibilità, si riducono il pluralismo e il merito, aumentano i costosi contratti esterni e viene disatteso il Media Freedom Act”, hanno aggiunto ancora. “Riteniamo che la Commissione non sia più nelle condizioni di esercitare la propria funzione istituzionale di vigilanza. Restare al suo interno significherebbe abdicare alla funzione di controllo democratico e avallare un uso sempre più partitico del servizio pubblico. Le nostre dimissioni chiedono di restituire ai cittadini una Rai libera, autonoma e realmente pluralista”, la conclusione.

La replica: Vigilanza occupata. Pronti a nuova commissione

E’ toccato poi ai componenti della bicamerale dei partiti di maggioranza spiegare il motivo delle dimissioni. “Anche noi, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla Commissione di Vigilanza Rai che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra”, l’incipit della nota, con i partiti di minoranza, accusati di aver “sfruttato cinicamente la legge sulla Rai, che prevede una maggioranza a 2/3 per eleggere il Presidente, che noi in questi mesi stiamo cercando di cambiare”.

“È anomalo, infatti, che il Presidente della Rai dopo un certo numero di votazioni non possa essere eletto a maggioranza, eventualità che invece è prevista perfino per la carica di Presidente della Repubblica. E le opposizioni, appunto, hanno sfruttato in maniera vergognosa questa legge, impedendo così alla Rai di avere un Presidente nonostante sia stato designato già da tempo dallo stesso Cda della Rai”.
“Siamo dinanzi a una vergognosa pantomima inscenata dalle opposizioni che hanno la smania di continuare a monopolizzare il Servizio pubblico, dopo aver perso il governo della Nazione per volontà degli italiani. E proprio l’avidità di poltrone della sinistra ha prodotto lo stallo in Commissione”, hanno attaccato ancora dalla maggioranza.

“Per quanto ci riguarda siamo disponibili a dare vita a una nuova Commissione con un nuovo Presidente, a dare in tempi rapidi un presidente alla Rai e riprendere il ciclo di audizioni che le dimissioni della presidente Floridia e dei componenti delle opposizioni in Vigilanza hanno interrotto”. “Non sarà questa messa in scena ad impedire che la Rai possa tornare finalmente ad essere libera e pluralista”, la conclusione.

Immagine apertura elaborazione ChatGPT

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