Enrico Fedele, dirigente sportivo, è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania. "Il Napoli deve sfidare l'Inter.
Enrico Fedele, dirigente sportivo, è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania. "Il Napoli deve sfidare l'Inter. C'è il Napoli e non c'è nessun altro. L'obiettivo è andare in Champions League. Ci può andare sicuramente per qualità della rosa e perché mancano i concorrenti."
Ieri c'è stata tanta commozione tra Aurelio De Laurentiis e Valentina De Laurentiis. Secondo lei da cosa sono state dovute quelle lacrime?
"Non ho visto la signora De Laurentiis, che è sempre presente. Questo fatto mi ha colpito, perché è sempre stata vicino al marito. Non so il motivo e mi auguro che sia soltanto un momento particolare. Mi ha colpito anche lui, perché quando si arriva a una certa età la commozione ha il sopravvento sulla razionalità. Pensavamo fosse un uomo di pietra, invece ha anche un cuore, però ha una mentalità diversa. Quando dice 'io sono stato in America', lui è americano come idea. Ha portato un certo modello di gestione e su questo non c'è dubbio. Dopo Garcia, che ha mandato via, ha preso Conte e ha allargato i cordoni della borsa. Queste ultime cose che tira fuori, secondo me, prima o poi ti fanno male."
Parlando di campo, De Laurentiis ha detto: 'Possiamo anche non comprare nessuno, dobbiamo cedere in 25 e Allegri è aziendalista'. È vero?
"È vero. Sul non comprare nessuno non lo so, credo sia una provocazione. Tutti hanno esuberi perché non possono acquistare se prima non liberano posti in lista. Poi bisogna trovare una soluzione per De Bruyne e Lukaku, che costano circa 25-30 milioni. Bisogna ridurre. Lukaku è un animale da area di rigore ed è nel piano. Poi bisogna trovare un sostituto di Di Lorenzo. Secondo me Allegri giocherà a quattro, pare voglia fare il 4-3-3. Bisogna vedere se ha gli uomini adatti. Sento i nomi di Bellanova, che io preferisco perché lo conosco bene, e di Dodô, che è meno bravo in una difesa a quattro. Se va via Anguissa bisognerà vedere. In attacco siamo pieni di esterni: Neres, Lang, Alisson, Politano. In attacco c'è abbondanza, poi ci sono Lucca e Lukaku. I giocatori ci sono anche in eccesso."
Quando De Laurentiis dice che Allegri è aziendalista, cosa vuol dire?
"Non vuol dire che fa quello che dice la società. Vuol dire che ha sposato un progetto nel quale sa che prima bisogna vendere e poi acquistare. Non farà quello che ha fatto Conte fino a gennaio. Conte fino a dicembre aveva detto che tutti quelli che arrivavano e quelli che andavano dovevano avere il suo benestare. A gennaio, quando gli hanno preso Alisson e Ghilardi, ha detto: 'Io non li conosco', sconfessando quello che aveva detto alla presentazione. Da quel momento è nata la frattura."
Però Alisson è stato un gran colpo.
"Alisson è stato un gran colpo. Giovane meno bene, ma capita di sbagliare. Alisson però ha un difetto: vede la porta e tende sempre a sterzare e tirare, soprattutto sul primo palo. A differenza di Neres, che è più bravo nel dribbling, questo porta palla e va. Però vede la porta. Che cosa gli manca? La continuità. Bisogna crederci, perché ovunque è andato ha fatto sette, otto, dieci partite. Bisogna vedere la continuità e anche il recupero della palla. Toccherà ad Allegri valorizzarlo. Secondo me è un ragazzo che può fare bene."
Noi ipotizzavamo una permanenza di Lukaku al Napoli con un ruolo sempre più simile a quello che aveva Berg, entrando magari a partita in corso. Che ne pensa?
"Lukaku ha fatto più di 400 gol. È un animale da gol. Ormai non è più il giocatore esplosivo di una volta, anche per gli infortuni, però credo che quando entra senta ancora la porta. Lo ha dimostrato a Verona e anche con la nazionale."
E De Bruyne?
"De Bruyne è un giocatore che non ce la fa più. A parte l'infortunio, non ha più la velocità di gambe e quel passo che aveva. Oggi potrebbe giocare in una posizione più avanzata, viene verso quella zona per sfuggire alla marcatura. Quello è il suo vero ruolo, dal centrocampo in su. Oggi, secondo me, non lo può più fare come una volta."
Un ascoltatore scrive che ha ragione su Allegri: tutto si può dire, ma che non capisca di calcio no.
"Ho lavorato con tanti allenatori, uno su tutti Sacchi. Come si fa a dire che Allegri non è un intenditore? Si può discutere di una scelta, ma bisogna guardare la storia. Quando si parla di un giornalista bisogna vedere che cosa ha fatto. Io parlo di Antonio Corbo, di Carratelli, di tutti quelli che c'erano ai miei tempi. Vale anche per gli allenatori. Come fai a dire che non capisce niente? Chi lo dice? Un ragazzino che scrive sui social? Prima di dare giudizi bisogna pensarci. Il giornalista deve fare il giornalista, il critico deve fare le sue valutazioni, ma non può dare insegnamenti tattici. Tu sei mai stato in uno spogliatoio? Hai mai visto un allenamento? Hai mai seguito una lezione tecnica? Siccome informi, devi avere l'onestà di informare bene e conoscere le cose."
Sarà il campo a parlare di Allegri.
"De Laurentiis ha scelto l'allenatore più titolato d'Italia. Allegri ha sempre detto: 'Se sono sull'1-0 a quattro minuti dalla fine vorrei che la palla sparisse'. Qualcun altro invece diceva: 'Se dovessi giocare in contropiede strapperei il patentino'. E abbiamo perso lo scudetto."