Nuova ondata di vendite legata ai timori per gli investimenti nel campo AI. L’inflazione morde e per i mercati i tassi saranno alti più a lungo del previsto. Euro sopra 1,12 dollari, corre il petrolio mentre lo spread chiude in calo a 107 punti
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La nuova ondata di vendite sui titoli tech legati all’intelligenza artificiale contagia i mercati azionari europei che, tuttavia, recuperano verso il finale in scia a Wall Street (dove però il Nasdaq resta in rosso). A tenere banco sono i rinnovati timori per l’aumento dell’inflazione e per un livello di tassi Fed elevati più a lungo del previsto, che spingono gli investitori a vendere azioni delle società tecnologiche mettendo in dubbio la sostenibilità degli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale. A beneficiarne è il mercato obbligazionario, dove il tasso del Treasury a 10 anni scende attorno al 5%. Gli operatori, nel frattempo, hanno incassato un altro dato sull’inflazione Usa che mostra l’aumento più marcato degli ultimi quattro anni dei prezzi alla produzione. A fine seduta, la "maglia nera" va così al FTSE MIB di Milano, in rosso assieme allo spagnolo IBEX e l'AEX ad Amsterdam. Tengono invece il CAC 40 di Parigi, il DAX 40 tedesco e il FTSE 100 a Londra.
Domande di approfondimento generate da 24Ore AIWall Street chiude in rialzo: Dj +1,08%, Nasdaq +0,08%Wall Street chiude positiva. Il Dow Jones sale dell’1,08% a 52.177,81 punti, il Nasdaq avanza dello 0,08% a 26.713,03 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,33% a 7.744,11 punti. A pesare su S&P 500 e Nasdaq sono i nuovi timori sulle spese delle aziende tecnologiche per l'intelligenza artificiale. Gli operatori, nel frattempo, incassano gli ultimi dati sull'aumento dell'inflazione, mostrati dai prezzi alla produzione, e sembrano convinti che, comunque, a ottobre non ci sarà un aumento dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve.
A Milano crolla Technoprobe, al top TimA Piazza Affari il focus è stato per tutta la seduta sui tech: Technoprobe , Stmicroelectronics e Prysmian chiudono infatti sono tutte in deciso calo. Sotto osservazione il risiko bancario, tra l’ad di Commerz, Bettina Orlopp, che si attende un ok della Bce su Unicredit «nei prossimi giorni o settimane», e le indiscrezioni sul possibile cambio degli equilibri in Delfin, azionista rilevante, tra l’altro, di Generali e Banca Monte Paschi Siena. Resta poi incerto il dossier degli extraprofitti in Manovra. Debole il comparto oil, tra cui Saipem e Tenaris. A sostenere il listino in particolare le utilities, tra cui Hera ed Enel, in una seduta positiva per il settore con il possibile accordo tra il governo e l’Ue per un tetto al prezzo del gas, mentre spiccano anche gli acquisti su Nexi e Campari, che beneficia dei dati migliori delle attese della francese Pernod Ricard. Riflettori anche su Brunello Cucinelli, alla prova dei conti.
Euro in ripresa sopra 1,12 dollari, sale il petrolioSul mercato valutario, euro in ripresa a 1,1203 dollari (1,1214 in avvio e 1,1153 ieri in chiusura). La moneta unica vale anche 176,9 yen (da 177,1 e 176,49), mentre il cross dollaro/yen tratta attorno ai 158 dollari (157,9 in avvio e 158,29 in chiusura). Sul fronte energetico, il Brent si muove a 105,7 dollari al barile (+0,3%), mentre il Wti sale a 96,97 dollari (+2,5%). In calo di circa due punti percentuali il gas naturale a 85,3 euro al megawattora. Torna a salire l’oro a 4.154 dollari l’oncia nel contratto spot.
Spread chiude in calo a 107 punti, decennale al 4,47%Chiusura, infine, in calo per lo spread tra BTp e Bund al termine di una seduta caratterizzata da un sensibile flessione dei rendimenti sulla curva euro. In chiusura lo spread tra BTp e Bund si è attestato a 107 punti base, in calo di 2 punti base rispetto ai 109 punti del 14 ottobre. Più netto il ribasso del rendimento del BTp decennale che ha segnato un'ultima posizione al 4,47% rispetto al 4,55% del riferimento precedente.