È un Carlo Felice che va verso il tutto esaurito quello che si appresta ad aprire il sipario questa sera alle 19.30 sulle Nozze di Figaro che inaugurano la nuova stagione, il capolavoro con cui Mozart nel 1786 trasformò una commedia degli equivoci in una delle più straordinarie rappresentazioni della natura umana mai apparse su un palcoscenico, scintillante commedia dietro la quale si nasconde un'opera profondamente moderna, capace di raccontare le contraddizioni del potere, le fragilità dell'amore e il desiderio universale di libertà.
Lo spunto è una commedia di Beaumarchais
Il punto di partenza è una commedia di Beaumarchais rappresentata a Parigi due anni prima dopo una lunga e travagliata vicenda con la censura. Un testo esplosivo per l'epoca, perché metteva apertamente in discussione i privilegi dell'aristocrazia. Mozart e il suo librettista Lorenzo Da Ponte ne attenuano gli aspetti più direttamente politici ma conservano intatta la carica sovversiva della vicenda rendendola addirittura, attraverso la musica, ancora più universale: “Inaugurare la nuova stagione con Le nozze di Figaro – dichiara il sovrintendente Michele Galli – significa ripartire da un capolavoro che riesce ancora oggi a parlare con straordinaria immediatezza al pubblico. Dopo il Don Giovanni dello scorso anno, proseguiamo il percorso dedicato ai capolavori di Mozart e Da Ponte con un’opera in cui la perfezione della costruzione musicale incontra una riflessione profondamente umana sui rapporti tra le persone e la possibilità del perdono”.
La trama dell'opera
La storia si svolge nell'arco di una sola giornata nel castello del conte di Almaviva, nei pressi di Siviglia. Figaro e Susanna, entrambi al servizio della famiglia, stanno per sposarsi. Ma il conte, annoiato dalla vita coniugale e irresistibilmente attratto dalla giovane cameriera, tenta di ostacolare le nozze per conquistarne i favori. Da questo desiderio nascono intrighi, travestimenti, appuntamenti clandestini, gelosie e scambi d'identità. Un meccanismo teatrale di precisione vertiginosa nel quale ogni personaggio cerca di ingannare qualcuno e finisce, inevitabilmente, per rivelare qualcosa di sé. Quando l'opera debutta al Burgtheater di Vienna, il primo maggio 1786, la Rivoluzione francese è ancora lontana tre anni. Eppure, qualcosa dell'ordine antico sta già scricchiolando. Il mondo dei privilegi ereditari, dell'arroganza nobiliare e della subordinazione sociale viene messo sottosopra da un personaggio che non possiede titoli, ricchezze o potere: un semplice servitore. Figaro, appunto, che ha l'intelligenza, l'ironia e soprattutto il coraggio di sfidare il proprio padrone.
Una freschezza ancora sorprendente
A quasi due secoli e mezzo dalla prima rappresentazione, il capolavoro di Mozart conserva una freschezza sorprendente. I suoi personaggi continuano ad assomigliarci: vanitosi, innamorati, vulnerabili, gelosi, bugiardi, appassionati. Cercano la felicità e spesso la compromettono con le proprie mani. Così, la rivoluzione annunciata da Figaro non si è conclusa perché Mozart compie un'impresa che riesce soltanto agli artisti più grandi: ha raccontato un mondo destinato a scomparire, riuscendo a parlare a tutti i mondi che sarebbero venuti dopo. Le nozze di Figaro, dopo il debutto di stasera si replica nei prossimi due fine settimana: sabato 17 ottobre alle 15.00, domenica 18 ottobre alle 15.00, venerdì 23 ottobre alle 19.30, sabato 24 ottobre alle ore 19.30, domenica 25 ottobre alle 15.00.
Una scena de 'Le nozze di Figaro' (foto Silvia Aresca)
È un Carlo Felice che va verso il tutto esaurito quello che si appresta ad aprire il sipario questa sera alle 19.30 sulle Nozze di Figaro che inaugurano la nuova stagione, il capolavoro con cui Mozart nel 1786 trasformò una commedia degli equivoci in una delle più straordinarie rappresentazioni della natura umana mai apparse su un palcoscenico, scintillante commedia dietro la quale si nasconde un'opera profondamente moderna, capace di raccontare le contraddizioni del potere, le fragilità dell'amore e il desiderio universale di libertà.
Lo spunto è una commedia di BeaumarchaisIl punto di partenza è una commedia di Beaumarchais rappresentata a Parigi due anni prima dopo una lunga e travagliata vicenda con la censura. Un testo esplosivo per l'epoca, perché metteva apertamente in discussione i privilegi dell'aristocrazia. Mozart e il suo librettista Lorenzo Da Ponte ne attenuano gli aspetti più direttamente politici ma conservano intatta la carica sovversiva della vicenda rendendola addirittura, attraverso la musica, ancora più universale: “Inaugurare la nuova stagione con Le nozze di Figaro – dichiara il sovrintendente Michele Galli – significa ripartire da un capolavoro che riesce ancora oggi a parlare con straordinaria immediatezza al pubblico. Dopo il Don Giovanni dello scorso anno, proseguiamo il percorso dedicato ai capolavori di Mozart e Da Ponte con un’opera in cui la perfezione della costruzione musicale incontra una riflessione profondamente umana sui rapporti tra le persone e la possibilità del perdono”.
La trama dell'operaLa storia si svolge nell'arco di una sola giornata nel castello del conte di Almaviva, nei pressi di Siviglia. Figaro e Susanna, entrambi al servizio della famiglia, stanno per sposarsi. Ma il conte, annoiato dalla vita coniugale e irresistibilmente attratto dalla giovane cameriera, tenta di ostacolare le nozze per conquistarne i favori. Da questo desiderio nascono intrighi, travestimenti, appuntamenti clandestini, gelosie e scambi d'identità. Un meccanismo teatrale di precisione vertiginosa nel quale ogni personaggio cerca di ingannare qualcuno e finisce, inevitabilmente, per rivelare qualcosa di sé. Quando l'opera debutta al Burgtheater di Vienna, il primo maggio 1786, la Rivoluzione francese è ancora lontana tre anni. Eppure, qualcosa dell'ordine antico sta già scricchiolando. Il mondo dei privilegi ereditari, dell'arroganza nobiliare e della subordinazione sociale viene messo sottosopra da un personaggio che non possiede titoli, ricchezze o potere: un semplice servitore. Figaro, appunto, che ha l'intelligenza, l'ironia e soprattutto il coraggio di sfidare il proprio padrone.
Una freschezza ancora sorprendenteA quasi due secoli e mezzo dalla prima rappresentazione, il capolavoro di Mozart conserva una freschezza sorprendente. I suoi personaggi continuano ad assomigliarci: vanitosi, innamorati, vulnerabili, gelosi, bugiardi, appassionati. Cercano la felicità e spesso la compromettono con le proprie mani. Così, la rivoluzione annunciata da Figaro non si è conclusa perché Mozart compie un'impresa che riesce soltanto agli artisti più grandi: ha raccontato un mondo destinato a scomparire, riuscendo a parlare a tutti i mondi che sarebbero venuti dopo. Le nozze di Figaro, dopo il debutto di stasera si replica nei prossimi due fine settimana: sabato 17 ottobre alle 15.00, domenica 18 ottobre alle 15.00, venerdì 23 ottobre alle 19.30, sabato 24 ottobre alle ore 19.30, domenica 25 ottobre alle 15.00.