Dopo giorni di prudenza e silenzio la premier critica bollandola come "rischiosa" la scelta del presidente americano di fare accordi con Putin sul gasolio: in cambio di "risultati dubbi", lo zar ottiene "una legittimazione mentre le sue bombe continuano a cadere". Ribadito il sostegno all'Ucraina, mentre Salvini e i ministri della Lega si tengono alla larga: presente solo Calderoli
Dopo giorni di prudenza e silenzio la premier critica bollandola come "rischiosa" la scelta del presidente americano di fare accordi con Putin sul gasolio: in cambio di "risultati dubbi", lo zar ottiene "una legittimazione mentre le sue bombe continuano a cadere". Ribadito il sostegno all'Ucraina, mentre Salvini e i ministri della Lega si tengono alla larga: presente solo Calderoli
14 Ottobre 2026 Aggiornato alle 13:58
Un discorso lungo, più del solito. Giorgia Meloni si presenta in Senato cinque minuti dopo le nove, il taccuino è già pregno di appunti. La premier si metterà a difesa di Volodymyr Zelensky dopo il voltafaccia della Casa Bianca? Criticherà Donald Trump che stringe accordi con Putin? Insisterà sul sostegno europeo per alleggerire le bollette italiane? Un triplice sì, con alcune contraddizioni e parecchie conseguenze, che fa il pieno di applausi a destra, con qualche sparuto sorriso dalle parti del Partito democratico.