Nel comma Comunicazioni delle Commissioni congiunte II e IV le opposizioni chiedono chiarimenti e invocano il cadere dei presunti ostacoli. Maggioranza e governo escludono pressioni politiche e ribadiscono la competenza degli organi amministrativi
Il ritorno anticipato dell'ex primario di Chirurgia Generale Giovanni Landolfo al centro del confronto nelle Commissioni congiunte II e IV. All'ordine del giorno della riunione di questa mattina la prosecuzione del dibattito sulle violenze di genere. Prima, in comma Comunicazioni, le opposizioni hanno colto l'occasione per chiedere spiegazioni dopo le polemiche dei giorni scorsi da parte di Domani - Motus Liberi e Repubblica Futura sui presunti ostacoli al reintegro del chirurgo. L'Iss aveva spiegato la natura amministrativa con le verifiche circa le modalità del ritorno, anche alla luce dell'attuale organizzazione del reparto, affidato durante la sua assenza al facente funzione Nicola Cautero.
Per Gaetano Troina (D-ML), che ricorda l'interpellanza depositata dal movimento, il confronto politico è legittimo: "Quando emerge una questione di questo tipo, io credo che la politica abbia il diritto e anche il dovere di chiedere chiarimenti". E aggiunge: "Nel momento in cui questo professionista decide di tornare a disposizione del nostro ospedale, e stiamo parlando di un professionista di altissimo livello, riconosciuto come tale da tutti, io credo che non si possano semplicemente eccepire delle questioni burocratiche".
Critica anche Miriam Farinelli (Rf), che richiama il rispetto delle professionalità e dei diritti dei lavoratori: "Un'amministrazione autorevole non è quella che pretende un'obbedienza acritica, ma quella che sa motivare le proprie decisioni, assumersi le responsabilità che le competono e garantire regole chiare, applicate in modo uniforme". Sullo stesso fronte Nicola Renzi (Rf) chiede se sia vero che un medico intenzionato a tornare in servizio incontri "delle pastoie burocratiche che impediscono o comunque ostacolano questa possibilità".
Il collega di partito Matteo Casali contesta la distinzione tra responsabilità politiche e amministrative: "Questa sorta di elogio del 'lasciateli lavorare' viene utilizzato quando fa comodo". E insiste sul tema dell'attrattività del sistema sanitario, ricordando le difficoltà affrontate in passato per trattenere professionisti qualificati. Dure le considerazioni di Gian Matteo Zeppa (Rete), secondo il quale "le ingerenze politiche nella sanità ci sono sempre state". Per Zeppa, il nodo riguarda anche le tutele contrattuali: "L'organizzazione si deve riorganizzare, certamente, ma questo non significa che il lavoratore abbia perso il diritto al lavoro o i diritti connessi alla posizione che ricopriva".
Anche Emanuele Santi (Rete) riferisce le preoccupazioni raccolte sull'eventuale presenza di resistenze al rientro, precisando che si tratta di informazioni ancora da verificare: "Se questa cosa non è vera, naturalmente ci verrà smentita e saremo i primi a prenderne atto". Secondo Santi, il rischio è che "un atto che dovrebbe essere esclusivamente amministrativo rischia di diventare un fatto politico".
Da maggioranza e governo toni opposti. Maria Luisa Berti (Ar) invita a non trasformare il caso in una contrapposizione tra schieramenti: "Dovremmo semplicemente riconoscere il valore di questo professionista e fare tutto il possibile affinché possa tornare a svolgere la propria attività all'interno del nostro ospedale, così come la svolgeva prima". Di diverso avviso la maggioranza, che richiama la necessità di rispettare le procedure e di tenere conto degli assetti organizzativi definiti durante l'aspettativa.
Francesca Civerchia (Pdcs) afferma di non avere notizie certe di un impedimento al rientro: "Da quello che ho compreso, si tratta semplicemente di una verifica delle tempistiche e delle modalità con le quali dovrà avvenire il suo rientro". E aggiunge: "Mi sembra abbastanza assodato che il dottor Landolfo rientrerà a svolgere la propria attività di chirurgo". Matteo Rossi (Psd) invita a evitare conclusioni basate su informazioni non ancora accertate: "Devono essere gli organismi amministrativi preposti, eventualmente anche con il supporto dei consulenti legali incaricati, a valutare la situazione e a stabilire come debbano essere applicate le norme".
Sugli aspetti contrattuali interviene Andrea Ugolini (Pdcs), che sottolinea la propria stima professionale per Landolfo, maturata in quindici anni di collaborazione come professionista sanitario. Il consigliere ricorda che, per i ruoli apicali, il rientro anticipato dall'aspettativa è subordinato all'autorizzazione del dirigente competente, che deve considerare anche l'organizzazione del servizio e le eventuali sostituzioni. "Io, sinceramente, in questo non vedo necessariamente delle dietrologie o delle intenzioni nascoste", afferma. "Vedo una situazione amministrativa che deve essere affrontata sulla base delle regole e delle esigenze organizzative del servizio".
Dal Libera Guerrino Zanotti riconosce la legittimità sia dell'aspettativa sia della richiesta di rientro anticipato, invitando però a distinguere le ipotesi dai fatti accertati. "Naturalmente bisogna precisare che stiamo ragionando su ipotesi, perché le presunte interferenze politiche di cui si parla devono ancora essere verificate". Se emergessero effettive resistenze di natura politica, osserva, si tratterebbe di una situazione "veramente difficile da comprendere e da giustificare".
A chiudere il confronto è il Segretario di Stato alla Sanità Massimo Andrea Ugolini, che respinge l'ipotesi di ostacoli politici e ribadisce la competenza degli organi amministrativi. "Il rientro di un professionista del calibro del dottor Landolfo è certamente positivo. Ben venga il suo ritorno all'interno della nostra struttura ospedaliera". Il Segretario richiama le disposizioni che regolano l'aspettativa dei dirigenti con funzioni apicali, evidenziando anche i limiti previsti dalla legge 171 del 2024 per le sostituzioni temporanee alla guida delle Unità Operative Complesse. "Sarà però il Comitato Esecutivo, insieme alla Direzione Generale, a dover valutare le tempistiche e le modalità attraverso le quali questo rientro potrà avvenire, nel rispetto delle disposizioni applicabili e delle esigenze organizzative del servizio".
Il Segretario non esclude una futura riflessione sul quadro normativo per chiarire eventuali criticità nella gestione delle aspettative dei primari. Ma sul caso specifico ribadisce: "Quello che riguarda il rientro del dottor Landolfo è un procedimento amministrativo". E conclude: "Lasciamo quindi lavorare la struttura amministrativa e gli organismi competenti, affinché possano individuare una soluzione nel rispetto delle norme".
Al termine del dibattito, le Commissioni hanno proseguito il dibattito sulla violenza di genere, lasciato in sospeso a fine settembre. Approvato un ordine del giorno della maggioranza che impegna il governo, tra le altre cose, a rafforzare la prevenzione e l’emersione precoce della violenza, valorizzando il ruolo della scuola anche nell’educazione al rispetto altrui, attraverso la formazione degli operatori e il raccordo con i servizi competenti e le famiglie.