Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara contro la Lazio valida per la settimana giornata di Serie A. Tuttojuve.
Tra poco Luciano Spalletti presenterà la sfida di domani sera contro la Lazio. Segui la diretta testuale della conferenza del tecnico bianconero
Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara contro la Lazio valida per la settimana giornata di Serie A. Tuttojuve.com ha riportato le sue parole in diretta:
Ci racconta come è stato il recupero? Che Lazio si aspetta?
"Io partirei dalla Lazio, va sottolineato il lavoro di Gattuso. Per quello che erano i discorsi iniziali, per i risultati che ha fatto e il gioco che ha portato, è il più bravo tra di noi in questo momento. Insieme a lui mettiamo Alvini e Pisacane per i punti che hanno fatto. La Lazio sta facendo benissimo, ha mentalità, hs una quadratura ben riconoscibili e ha anche individualità: tipo la dirompenza di Frattesi, lo conosco personalmente e so la completezza del calciatore, corre, fa gol, ha grandissimo cuore, poi le giocate sorprendenti di Isaksen, Zaccagni là davanti. È una squadra pericolosissima da affrontare, dovremo essere bravi e forti nelle scelte da fare. Il recupero dopo Vigo è iniziato alle 4:30 del mattino perché siamo arrivati a quell’ora. Il giorno dopo abbiamo fatto una ricognizione di quelli che erano i postumi, c’è chi non dorme, prende un po’ sonno in aereo magari e c'è chi non dorme. Da un punto di vista fisico non abbiamo fatto niente né ieri né oggi. Si va a richiamare l’atteggiamento che deve avere la squadra con ritmi bassissimi e si rielencano le cose che devono avere presenti, devono immaginarsi. La partita non inizia al fischio dell’arbitro ma quando cominci a immaginartela. Quello che diventa differente è che voi non avete bisogno di recuperare, voi siete già pronti anche oggi. Noi abbiamo bisogno di recuperare, voi siete già pronti per la partita successiva. Noi si ragiona su tre gare ma su una partita sola. In tutte queste partite non è sempre la formazione iniziale, ma devo guardare quelli che mi possono dare una mano con la Lazio stanno fuori la prossima partita. Se no poi ti manca. Noi dobbiamo forzatamente prendere in visione questi cicli ravvicinati per la gestione ottimale dei calciatori, perché bisogna fare così. Abbiamo un responsabile della performance che mette a fuoco tutti i dati, abbiamo i preparatori. A volte non fai giocare il migliore del momento ma chi è più fresco".
Faccia a faccia con l'avversario è un messaggio per i suoi? Cosa si aspetta domani visto che sarà in tribuna?
"Mi sembra un'analisi corretta il mio non è mai nervoso è una simpatia selettiva. Ho un po’ bisogno qualche volta di essere un po’ nervoso, probabilmente fino a questo momento non lo sono stato abbastanza. Essere un po’ sotto tensione mi indirizza di più, mi dà più energia. I calciatori guardano un po’ tutto e guardano anche quelle che sono le mie azioni. Mi sarebbe piaciuto avere un brutto carattere, ma non ce l'ho. Devo andare a scegliere quello che ha un senso, le volontà altrui. Da queste situazioni è venuto fuori ciò che succede spesso e sono state dette cose non corrette. Io non è che sia andato lì con l’intenzione di litigare, non ho neppure litigato. C’è stato questo guardarsi un po’ intenso, in base alle risposte ma non ho fatto assolutamente niente. Se i direttori di gara hanno ritenuto che non andasse fatto, la decisione è corretta. Sto fuori e la vedrò dallo stadio, a fine primo tempo entrerò probabilmente in contatto al telefono con i miei collaboratori. Ma mi fido della qualità del mio staff che ho portato qui alla Juventus e trovato tanti collaboratori bravi qui alla Juventus. Ho il miglior secondo al mondo che è Domenichini, me lo sono portato ovunque e non lo cambierò mai. È una partita dove sarò tranquillo, verrà fatto tutto quello che sarà giusto fare".
Woltemade e Kolo Muani potrebbero giocare dall'inizio?
"Questo è un pochettino il dilemma ce ne sono anche altri che valuteremo in queste ore, andiamo a valutarla bene in queste poche ore che ci rimangono. Sempre tentando di ragionare dentro lo scorrimento della partita, non soltanto questo è titolare o questo è riserva. È un modo di ragionare limitato all’interno di una rosa e di una società. Dobbiamo suddividere il minutaggio. A Vigo abbiamo fatto meglio nel secondo tempo, siamo stati più determinati, predatori. Abbiamo preteso quel momento della partita, a Cagliari no, come per esempio al 94' che non ci siamo aspettati quella palla. Questa capacità di essere pronti quando il destino ti bussa alla porta non premia i più bravi ma premia i predatori, quelli più avvelenati, chi ha più determinazione. Però poi ci devo pensare bene a chi far giocare. Però ci devo pensare bene a chi far giocare perché se io faccio giocare tutti e due avrò meno impatto di poter cambiare qualche cosa perché quelli che possono avere questa forza sono Kolo, Woltemade e Nico e poi bisogna andare a riprendere Gatti. La Lazio ha centrali alti oltre 1.90, questa qualità d’impatto ce l’hanno ed è difficile andarci contro se non abbiamo questo. Bisogna andare un po’ in profondità".
Quanto vi aiuta l’Europa League?
"Ti aiuta se vinci la partita se no sono carichi di critiche, perché alla Juventus vengono sabbie mobili in tutto il campo. Bisogna stare attenti a dove si cammina, noi non vogliamo sprofondare nelle sabbie mobili che vengono create. Se no aumentano i carichi di critiche e vengono fuori sabbie mobili da tutte le parti, rischi di sprofondare. La squadra deve vivere ogni pallone come quello che ti cambia la partita e la carriera, poi qualcosa succede. Bisogna avere quella determinazione lì. Vivere bene le situazioni ti aiuta a immaginare il rimpallo, la buona sorte, un pallone inatteso. Dobbiamo aspettare quei particolari che non fanno parte dell’allenamento. Quei dettagli sono una risorsa importante e riesci a determinarli si porta via una convinzione e un entusiasmo maggiore per essere più squadra nella partita successiva".
Come sta Boga?
"Boga ha mezz'ora nelle gambe. Zhegrova ha la qualità di essere dirompente nelle sue caratteristiche, nelle sue giocate che hanno un’imprevedibilità per l’avversario e anche per lui. Perchè lui ti punta e non sa nemmeno lui dove va a finire. È disponibile a invertire i suoi piani e trovare comunque una via d’uscita. Però più bisogna trovare gli equilibri di squadra. Se gioco con le due punte e Zhegrova poi bisogna rientrare in fretta. Può trovare spazio se si trovano equilibri dall’altra parte. Sì avrebbe meritato di giocare di più per quello che ci ha fatto vedere".
Lei ha parlato del fatto che si sta giocando la carriera, la Juventus sarà la sua ultima squadra?
"Io ho detto che in ogni partita ci giochiamo sportivamente di più del risultato di ogni singola partita, ma un pezzettino della carriera. Se io tengo al mio lavoro, terrò anche conto dei singoli risultati? L’altro giorno ho trovato un allenatore dall’altra parte che ha la metà dei miei anni. È giusto che loro crescano, che abbiano voglia di determinare la professione. Ma ci ritroveremo più avanti in conferenza stampa diverse volte… Ma quell’interpretazione che ha dato è per creare sabbie mobili, il kit di fine carriera, di nervosismo. Perché se reagisco devo trasmettere nervoso alla squadra? Chi dice che creo nervosismo sono quelli contro. Io non smetto dopo la Juventus e neanche dopo la squadra dopo la Juventus. Poi quando c’è sempre il Califfo (si riferisce a Franco Califano e al suo epitaffio, ndr) e quindi non escludo il ritorno".
Su Sarr?
"Ha queste qualità di saper fare tutto. Ha un tiro da fuori, una bastonata notevole, può far vedere che sa concludere, recupera palloni. È un calciatore totale. Per cui si tiene in considerazione. È un po’ regista, un po’ incursore, un po’ recuperatore di palloni. Riparte e ribalta l’azione da solo. Ha facilità e leggerezza di corsa, mettendoci dentro anche le caratteristiche delle varie posizioni che incontra durante la sua corsa corsa. Fa il regista anche e il mediano che si schiaccia, gioca nello stretto, sa fare un po’ tutto. E mancandoci Thuram lui ha le stesse caratteristiche di Thuram e McKennie".
La squadra ha la forza per affrontare questo clima da sabbie mobili?
"Io reagisco perché si dà il taglio peggiore e reagisco a quello che succede. È stato criticato anche che salgo sul carro di Kolo Muani. Che vuol dire? Che apprezzo la sua qualità e la sua persona. La forza mentale nasce dalla solidità, bisogna avere tutte quelle caratteristiche e qualità che ci vogliono. Se ogni tanto abbandoni, sprechi, non partecipi a situazioni di gioco non sarai mai solido. Bisogna essere disponibili a fare un po’ tutto quando si gioca. Bisogna rischiare qualche volta, essere una squadra un po’ folle in quello che si fa per andare oltre alla propria dimensione e oltre il livello. Ma va mantenuto equilibrio. Bisogna mettere muscoli e giocate che non abbiamo. Ma a me la squadra come ha reagito contro il Celta e nel pareggio di Cagliari è stato tanta roba. Perché a Cagliari abbiamo fatto bene. Bisogna andare avanti, metterci qualcosa in più, non diventare fragili. Ma siamo sulla buona squadra, abbiamo un modo di ragionare corretto. Io quando i video con i giocatori li coinvolgo e io per i miei calciatori ho veramente occhi speciali, sono un gruppo forte, sano, solido. Alla fine riusciremo ad approfondire anche nei risultati perché siamo sulla buona strada".