Dagli Stati Uniti alla Francia all'Italia, il prezzo dei carburanti è diventato il tema dominante nel dibattito politico, costringendo i governi a cercare soluzioni per frenare la...
Dagli Stati Uniti alla Francia all'Italia, il prezzo dei carburanti è diventato il tema dominante nel dibattito politico, costringendo i governi a cercare soluzioni per frenare la rabbia degli elettori. A sette mesi dall'inizio del conflitto con l'Iran, quello che doveva essere un aumento di breve termine diventa un problema persistente per l'economia e i consumi, senza una prospettiva di risoluzione a breve termine. La volata del diesel si insinua nei costi di trasporto in generale, spingendo la crescita dei prezzi anche in altri settori.
La scelta di Donald Trump è di negare la realtà: parla di un problema temporaneo, di prezzi che crolleranno non appena l'Iran dovrà cedere davanti alla prepotenza americana. Parole che rafforzano la probabile "onda blu" nelle elezioni di medio termine, tra appena cinque settimane.
È interessante vedere la risposta diversa tra Stati Uniti ed Europa. A Washington l'idea di ridurre le accise sulla benzina - appena il 20% di quelle in Francia e Italia - viene considerata irresponsabile dal mondo politico perché il prelievo serve a finanziare il fondo nazionale per le autostrade. L'amministrazione ha rilasciato 172 milioni di barili dalla riserva petrolifera nazionale, e ora parla di vietare l'esportazione del diesel, sotto le pressioni degli stati agricoli. Anche questa idea piace poco, però, in quanto potrebbe portare alla riduzione della raffinazione a livello complessivo. Per i repubblicani americani, non sembra esserci via d'uscita da un problema provocato proprio dal loro capo. Da questo lato dell'Atlantico c'è più tempo prima delle elezioni in Francia come in Italia. Sono anni che Marine Le Pen cavalca la protesta, fin dai tempi della protesta dei "gilet gialli" iniziata nel 2018. Oggi promette di ridurre l'Iva al 5,5%, una violazione delle regole europee - che potrebbe sposarsi bene con la sua campagna anti-UE. Intanto il governo proroga il sostegno per le famiglie più colpite, nonostante un deficit oltre il 5 per cento. Con la nuova salita dei prezzi l'Italia non può stare a guardare. Al taglio delle accise si aggiunge il tetto al prezzo introdotto dall'Eni, seguita dall'Ip, con la speranza di limitare gli effetti su buona parte della popolazione.
Qualche anno fa l'Europa ha pensato che fosse una buona idea tassare il carbone per ridurne l'uso. Oggi si pensa a come compensare sul lato sociale, ma la realtà geopolitica è più veloce: i governi devono fare i conti con i prezzi più alti, pena farsi mandare a casa dagli elettori che soffrono la crisi.
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