La leggendaria cantante (e in parte attrice) Dolly Parton è morta oggi a 80. Nel corso degli ultimi anni si erano susseguite notizia di peggioramenti di salute e poi riprese, annullamenti di tour e annunci di non stare per morire. […]
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La leggendaria cantante (e in parte attrice) Dolly Parton è morta oggi a 80. Nel corso degli ultimi anni si erano susseguite notizia di peggioramenti di salute e poi riprese, annullamenti di tour e annunci di non stare per morire. Invece ora la star amatissima per temperamento, look da bambola assolutamente artificiale, senso spiccato dell’umorismo e dell’imprenditoria, se n’è andata sul serio. Nella sua lunga carriera si è occupata principalmente di musica – arrivando anche a Hollywood, dove si è fatta apprezzare in commedie brillanti e film sentimentali. Il palmares comprende due nomination agli Oscar per la Miglior Canzone e 11 Grammy su 53 nomination (al secondo posto dopo Beyoncé come numero di candidature) Tanti i premi ma un solo grande amore, il marito Carl Dean.

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Dolly Parton nasce nel 1946 in una piccola cittadina del Tennessee, quarta di dodici fratelli di una famiglia unita e molto religiosa. I suoi primi approcci musicali sono con il coro della chiesa. A soli 13 anni incide alcuni singoli per una etichetta locale ed è molto richiesta alle radio. L’incontro con Johnny Cash, che la incoraggia a tentare la carriera di cantautrice, le cambia la vita. Si trasferisce a Nashville, la mecca della musica Country.
Canta e scrive i testi delle sue canzoni che, pur essendo apprezzate dagli addetti ai lavori, non riescono a raggiungere i primi posti delle classifiche. L’occasione d’oro arriva alla fine degli anni Sessanta con il programma televisivo regionale del cantante Porter Wagoner. La sua fama esplode con il singolo Jolene e poi la romanticissima I Will Always Love You, ispirata alla fine della collaborazione con il suo mentore Wagoner. Una struggente canzone d’amore che avrà un successo tardivo e planetario grazie al film campione di incassi Guardia del corpo (1992).
Ed è proprio il cinema a diventare la sua seconda casa. La sua prova d’attrice in Dalle 9 alle 5… orario continuato è da 10 e lode. Non solo regge il confronto con le coprotagoniste Jane Fonda e Lily Tomlin ma firma il tema musicale del film, Nine to Five, candidato agli Oscar del 1981. Per il ruolo è candidata ai Golden Globe 1981 come Migliore Attrice in un film Commedia e come Migliore Attrice Debuttante. Si ritaglia ruoli di donna effervescente, sensuale e giocosa al tempo stesso. È una tenutaria di un bordello nella commedia Il più bel casino di Las Vegas accanto a Burt Reynolds. La passione per la musica non l’ha mai abbandonata, nemmeno sul set.
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Nel non memorabile Nick lo Scatenato (1984) è una cantante Country che fa da pigmalione a un taxista burino, un inedito Sylvester Stallone, di cui alla fine si innamorerà. Il ruolo più apprezzato è quello dell’estetista Truvy in Fiori d’Acciaio (1989) un film corale e tutto al femminile con Sally Field, Julia Roberts, Daryl Hannah e Shirley MacLaine. Dopo qualche comparsata in film minori nel ruolo di se stessa, lascia da parte per un po’ il cinema per dedicarsi a un genere musicale per lei inedito, il Blue Grass, con ottimi risultati.
Negli stessi anni crea un business redditizio: una catena di ristoranti a tema Country e un parco divertimenti nella sua città di origine, a cui ha dato ironicamente il nome di “Dollywood”. La sua estetica molto riconoscibile, che gira intorno a un trucco marcato, l’uso di lustrini, capelli biondi vaporosi e corsetti che sottolineano il generoso seno, è stata spesso oggetto di preconcetto da parte di alcune personalità del mondo della musica e dello spettacolo. Eppure, è riuscita a conquistare tutti, creando splendidi e lunghi rapporti d’amicizia come quella con Cher.
Nel suo libro di memorie Cher: The Memoir, Part One, la pop star descrive così il loro primo incontro a un party nel 1978. Dopo aver adocchiato con stupore questa donna «dall’aspetto straordinario con una massa di riccioli biondi», chiede al suo manager chi diavolo sia: «non basarti sull’aspetto fisico. La amerai. È una cantante country favolosa. Si chiama Dolly Parton». Un legame affettivo durato oltre 40 anni. Nel 2022, Parton ha voluto ribadire sui social il suo affetto per lei con una dedica:« È difficile superare un’amica come Cher!».

Il tipico look di Dolly Parton in una foto del 1992. (Getty Images)
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Non tutti sanno che Dolly Parton era la madrina di battesimo di un’altra star del pop, Miley Cyrus. Recentemente, avevano scoperto di essere “quasi parenti”, avendo in comune un lontano cugino vissuto nel XVIII secolo. Cyrus e Parton hanno recitato insieme nella serie Hannah Montana e duettato sulle note di Wreckling Ball.
Non sono mancati attestati di stima come quello di Kevin Costner. Per avere I will always love you nella colonna sonora di The Bodyguard – Guardia del Corpo, ha pregato a lungo la cantante. Il successo del film ha fatto riscoprire a un pubblico più giovane il talento di questa artista. Elvis Presley, invece, non è stato così fortunato. Nel 1974 aveva chiesto di poter mettere nel suo repertorio proprio questo inno d’amore ma il suo manager, l’avido colonnello Porter, voleva metà dei diritti sulla hit.
Il rifiuto di Dolly Parton si è poi dimostrato lungimirante: dopo l’interpretazione di Whitney Houston, a pochi mesi dall’uscita del film il singolo ha venduto oltre 25 milioni di copie. Nel 1978 ha posato per la copertina di ottobre di Playboy, indossando un costume da coniglietta. Nessuna foto hot ma molta sensualità e senso dell’umorismo.
La medesima ironia l’ha accompagnata anche nel 2021 quando, per festeggiare i suoi 75 anni, ha voluto indossare di nuovo il costume da playmate per la gioia di tutti i suoi fan. Nel 2023 ha pubblicato il suo primo album rock ‘n’ roll, Rockstar. Molti i brani originali e canzoni storiche interpretate insieme a star interplanetarie come Paul McCartney, Elton John, Sting, Steven Tyler e Pink.

Dolly Parton e la sua figlioccia Miley Cyrus nel 2019 (Getty Images)
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Dolly Parton si è spesa per iniziative di beneficienza coma la Imagination Library, che fornisce libri gratuiti ai bambini, promuovendo la loro istruzione. Non mancano interventi in favore dei diritti LGBTQIA+. Recentemente, è ritornato virale sui social un suo toccante discorso del 2017 sulla libertà di amare. «Se sei gay, sei gay. Se sei etero, sei etero. E dovresti avere il diritto di essere come sei e chi sei». Un amore sconfinato per il genere umano che si è compiuto incontrando l’uomo più importante della sua vita, Carl Dean, conosciuto in una lavanderia a gettoni.
Una unione felicissima e lontana dai riflettori, così discreta da creare un alone di mistero intorno alla effettiva esistenza del marito. «Molte persone dicono che Carl non esiste, che è solo qualcuno che ho inventato per tenere gli altri lontani da me. Non è divertente?» Dean è deceduto il marzo scorso, all’età di 82 anni. Un dolore così profondo per la cantante che potrebbe aver peggiorato il suo già delicato quadro clinico. Di lei rimangono le sue splendide canzoni, i personaggi cinematografici e la profondità di pensiero, che si rivela profeticamente in una delle ultime interviste.
«Come reagisci quando ci sono momenti in cui non riesci a intravedere la luce?» «Cerco di trovarla negli altri. Io la vedo in ognuno. Vado dritto a quella luce divina e non mi interessa se sei nero, bianco, verde o grigio alieno. Vado lì, perché siamo tutti frammenti di Dio e tutti abbiamo quella piccola luce divina dentro di noi. Alcuni non riescono a lasciarla brillare. Se non la vedessi per prima, andrei a cercarla. «Qualunque cosa tu sia, sii quello. Qualunque cosa tu faccia, fallo. Qualsiasi altra cosa è solo una recita».