Вход на сайт

Просмотр новости

Найдите то, что Вас интересует

Ex Ilva, oltre 2500 lavoratori licenziati nelle imprese appalto indotto. Avviata la procedura

Дата публикации: 04-09-2026 14:45:02

Ex Ilva, Aigi avvia la procedura di licenziamento collettivo per oltre 2.500 lavoratori. Il nodo è la chiusura dell’area a caldo a Taranto.

Основное содержимое страницы с новостью.

L’indotto dell’ex Ilva di Taranto entra in una nuova fase di crisi occupazionale. Aigi, l’Associazione Indotto AdI e General Industries, ha trasmesso ai sindacati le lettere relative alla procedura di licenziamento collettivo che coinvolgerà oltre 2.500 lavoratori. La comunicazione è arrivata il 4 settembre e riguarda le imprese dell’indotto-appalto legate allo stabilimento siderurgico tarantino. La decisione viene collegata alla prevista chiusura dell’area a caldo, indicata per il mese di ottobre. Il presidente di Aigi, Nicola Convertino, ha definito la procedura “un atto estremo e doloroso, al quale non avremmo mai voluto fare ricorso”.

Ex Ilva, perché partono i licenziamenti

Secondo Aigi, la procedura è una conseguenza diretta della scadenza fissata per la chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva, che comprende acciaierie e altiforni. Convertino parla di un provvedimento “dovuto e inevitabile”, legato all’assenza di una prospettiva di riavvio delle attività nell’area interessata. Nella lettera inviata ai sindacati, Aigi segnala anche la “totale assenza di una ragionevole programmazione” che avrebbe potuto mettere in sicurezza le aziende dell’indotto. L’associazione richiama inoltre la mancata attivazione concreta del percorso per la costruzione dei nuovi impianti legati alla decarbonizzazione. Secondo le imprese, questi passaggi avrebbero potuto consentire una maggiore continuità lavorativa per il personale.

Le lettere di licenziamento collettivo sono 28 e riguardano le aziende associate ad Aigi. Il numero dei lavoratori coinvolti supera le 2.500 unità. Si tratta di personale impiegato nelle imprese che operano attorno allo stabilimento ex Ilva e che dipendono direttamente dall’andamento delle attività industriali del sito. Il presidente Aigi, Nicola Convertino, ha sottolineato il peso della scelta per le aziende. “Licenziare le nostre maestranze significa privarsi del patrimonio più prezioso e dell’orgoglio delle nostre aziende”, ha scritto.

Il nodo della chiusura dell’area a caldo

La chiusura dell’area a caldo deriva dal decreto della Corte d’Appello di Milano. Contro il provvedimento, Ilva e Acciaierie d’Italia hanno presentato ricorso in Cassazione e un’istanza di sospensiva alla stessa Corte d’Appello. Per Aigi, il punto critico è che lo spegnimento non avviene all’interno di un piano di riconversione già operativo. Secondo l’associazione, non ci sono ancora nuove fabbriche realizzate, né percorsi occupazionali già pronti per assorbire migliaia di lavoratori. Nella lettera viene descritto un “conto alla rovescia di novanta giorni”, senza un’alternativa industriale immediatamente disponibile.

Aigi sostiene che, al momento, le alternative non siano ancora concrete. Secondo il presidente dell’associazione, una manifestazione di interesse non equivale a una fabbrica, a un capannone o a un posto di lavoro. Per diventare reale, un investimento deve avere progetti autorizzati, capitali stanziati, cantieri aperti, cronoprogrammi vincolanti e assunzioni programmate. La previsione indicata da Aigi è che eventuali nuove realtà produttive potrebbero richiedere almeno 7 o 10 anni per diventare operative, nell’ipotesi più ottimistica.

Ex Ilva, le prossime tappe

Sul fronte sindacale, Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno chiesto un incontro urgente alle rappresentanze delle imprese dell’appalto e dell’indotto. La richiesta è stata inviata a Confindustria Taranto, Confapi Taranto e Aigi. L’obiettivo è analizzare le criticità nate dopo il decreto della Corte d’Appello di Milano e valutare le ricadute sui lavoratori e sulle aziende coinvolte. I sindacati chiedono di aprire un confronto con le parti datoriali per garantire prospettive occupazionali e industriali. Il tema dell’appalto sarà anche al centro del confronto previsto a Palazzo Chigi.

L’8 settembre il Governo ha in programma tre incontri a Palazzo Chigi dedicati all’ex Ilva e a Taranto. Il primo confronto sarà con le istituzioni pugliesi e locali. Seguirà l’incontro con le associazioni nazionali delle imprese, dell’artigianato e delle cooperative. L’ultimo tavolo sarà con i sindacati Fim, Fiom, Uilm, Usb, Ugl e Federmanager.

Il giorno successivo, il 9 settembre, è prevista l’udienza sull’istanza di sospensiva. Da questi passaggi dipenderà una parte importante del confronto sulla continuità produttiva, sulle prospettive dell’indotto e sulla tutela dei lavoratori coinvolti.

Схожие новости

#Наименование новостиТональностьИнформативностьДата публикации
1Ex Ilva: stop area a caldo dell’impianto di Taranto entro 90 giorni. I giudici: “Rischi per la salute e l’ambiente”09.2427-07-2026
2Ex Ilva di Taranto: la sua storia è davvero l’autobiografia degli italiani?09.2721-07-2026
3Il Governo pensa a una partecipazione pubblica nell’ex Ilva, il piano per bloccare i licenziamenti06.2309-09-2026
4 «Dimagrisci o ti licenzio». E il mancato rinnovo del contratto per la dieta non fatta finisce in tribunale -2601-01-1970
5El Gobierno impuso multas por valor de 4,3 millones a empresas por exponer a sus empleados al calor011.2122-07-2026
6Più flessibilità e welfare, meno contributi: arriva lo sgravio per le imprese virtuose015.5715-09-2026
7Wielkie piece największej huty w Europie idą na złom. Chyba że premier naruszy konstytucję06.6607-09-2026
8Baker Hughes to lay off 174 workers in northwest Houston plant closure011.0709-07-2026
9Около 184 тыс. итальянских компаний могут обанкротиться из-за роста цен на энергоносители0015-03-2022

Классификация: Экономика. Схожих патентов: 0. Схожих новостей: 9. Тональность: 0. Информативность: 9.79. Источник: quifinanza.it.