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Nuova polizza sanitaria docenti e Ata da ottobre 2026: quali le visite e i controlli convenzionati

Дата публикации: 05-09-2026 05:00:11

Stanziati 320 milioni di euro per quattro anni (2026-2029) per la polizza gestita da UniSalute, Intesa Sanpaolo e Poste Assicura.

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Da ottobre 2026 docenti, personale Ata ed educativo della scuola potranno attivare una nuova assicurazione sanitaria integrativa. Si tratta di una forma di welfare destinata a 1,2 milioni di lavoratori, una tutela aggiuntiva che interessa sia i dipendenti a tempo indeterminato sia una parte dei lavoratori precari.

Dopo il via libera della Corte dei Conti arrivato alla fine di agosto. Per finanziare il piano sono stati stanziati 80 milioni di euro all’anno per quattro anni, dal 2026 al 2029, per un investimento complessivo di 320 milioni di euro.

Come funziona l’assicurazione sanitaria integrativa per docenti e Ata

Della gestione della polizza si occuperanno UniSalute Spa insieme a Intesa Sanpaolo Protezione Spa e Poste Assicura Spa, che si sono aggiudicati la gara del ministero dell’Istruzione e del Merito. Il valore di mercato della copertura è stimato intorno ai 2.000 euro per assicurato, mentre il massimale complessivo previsto dal piano arriva a 600 mila euro.

Non è obbligatoria, e anche se è pagata dallo Stato non si attiva automaticamente per tutti. L’adesione, infatti, è volontaria. Di conseguenza, il dipendente dovrà esprimere il proprio consenso per usufruirne.

Durata copertura

Una volta effettuata la scelta, la copertura ha una durata che varia a seconda del tipo di contratto, ovvero:

  • per i dipendenti assunti a tempo indeterminato la polizza è valida per l’intero quadriennio di riferimento, a condizione che continui il rapporto di servizio. In caso di cessazione dal servizio, invece, l’adesione decade automaticamente;
  • per i lavoratori con incarico annuale, invece, la copertura è collegata alla durata del singolo contratto o al termine delle attività didattiche. In questi casi, inoltre, bisogna esprimere il proprio consenso e confermare la partecipazione per ogni distinto incarico a tempo determinato.
Cosa copre la polizza

La nuova assicurazione copre le spese conseguenti o correlate a ricoveri per grandi interventi chirurgici e per gravi patologie. Tra queste rientrano:

  • le spese del chirurgo;
  • la retta di degenza;
  • le prestazioni sanitarie collegate all’intervento effettuate nei 90 giorni precedenti o successivi.

In caso di ricovero è inoltre prevista un’indennità di 50 euro al giorno a partire dal quarto giorno di ricovero, secondo quanto previsto dal piano.

È coperto anche il parto effettuato in strutture private. Quando i costi non sono a carico del Servizio sanitario nazionale, l’assicurazione rimborsa:

  • fino a 2.500 euro per il parto naturale;
  • fino a 4.000 euro per il parto cesareo.

Le spese ammesse saranno quelle definite dal regolamento della polizza, insieme alle condizioni previste per ciascuna prestazione, nonché modalità, limiti e documentazione necessaria.

Infine, viene sostenuta anche la prevenzione, con:

  • specifici pacchetti di controlli oncologici, differenziati per uomo e donna;
  • un pacchetto cardiovascolare di base, con controlli preventivi da affiancare alle prestazioni legate a ricoveri e patologie gravi;
  • la copertura di una visita specialistica odontoiatrica e una visita per l’igiene orale, che possono essere affiancate da prestazioni legate all’implantologia, secondo le condizioni e i limiti stabiliti dalla copertura.
Contributo da 500 euro per i soggetti non autosufficienti

Tra le prestazioni previste dalla nuova polizza sanitaria c’è anche una tutela specifica per i soggetti non autosufficienti. Non si tratta di una somma riconosciuta automaticamente a tutti gli iscritti alla polizza, ma può interessare anche docenti e personale Ata assicurati qualora venga a verificarsi una situazione di non autosufficienza permanente.

In questa eventualità è previsto un contributo di 500 euro al mese per un periodo massimo di quattro anni, destinato a sostenere le spese sanitarie e socioassistenziali legate alla condizione di non autosufficienza. Nell’arco dei quattro anni, il sostegno può quindi arrivare fino a 24.000 euro complessivi.

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