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Mercato del lavoro, occupati in aumento di 246mila unità in un anno: tutti i dati

Дата публикации: 11-09-2026 10:39:37

Secondo i dati Istat, nel secondo trimestre del 2026 gli occupati aumentano di 155mila unità in tre mesi e di 246mila in un anno

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Ci sono notizie incoraggianti sul fronte del lavoro e della produttività in Italia: nel secondo trimestre del 2026, l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,3% in confronto al secondo trimestre 2025.

Nello stesso periodo, il Pil è aumentato dello 0,2% in termini congiunturali e dell’1% in termini tendenziali.

Lavoro e disoccupazione in Italia

Il numero di occupati sale oggi a 24 milioni 363mila unità, al netto degli effetti stagionali: si tratta di 155mila lavoratori in più sul primo trimestre 2026 (+0,6%).

C’è anche il rovescio della medaglia, però: aumenta anche il numero di disoccupati, che sono 31mila unità in più in tre mesi (+2,2%) mentre diminuisce quello degli inattivi nella fascia 15-64 anni: 185mila unità in meno (-1,5%).

Tornando ai numeri sui lavoratori, questa è la crescita:

  • dipendenti a tempo indeterminato – aumento di 120mila unità (+0,7%);
  • dipendenti a termine – aumento di 18mila unità (+0,7%);
  • indipendenti – aumento di 17mila unità (+0,3%).

Il tasso di occupazione raggiunge il 63,1% in tre mesi (+0,4%), mentre quello di disoccupazione sale al 5,6% (+0,1%). Il tasso di inattività cala al 33% (-0,5%).

Nei dati provvisori di luglio 2026, rispetto al mese precedente, il numero di occupati e il relativo tasso risultano stabili, il tasso di disoccupazione cala di 0,1 punti e quello di inattività 15-64 anni rimane invariato.

Nel confronto tendenziale prosegue, più intensa rispetto al trimestre precedente, la crescita del numero di occupati (246mila unità in più, +1% in un anno), che coinvolge i dipendenti a tempo indeterminato (+1%) e gli indipendenti (+2,4%), a fronte di un nuovo, ma più contenuto, calo dei dipendenti a termine (-1,2%).

Nel secondo trimestre 2026, continua, ma meno intensa rispetto al periodo precedente, la riduzione del numero di disoccupati che calano di 167mila unità (-9,8%) in un anno), mentre torna a diminuire quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-140mila, -1,2%).

I tassi seguono la stessa dinamica: quello di occupazione sale al 63,4% (+0,7 punti in un anno), quello di disoccupazione scende al 5,9% (-0,7 punti) e quello di inattività al 32,5% (-0,3 punti).

In sintesi, rispetto al trimestre precedente:

  • occupati +155mila (+0,6%);
  • disoccupati +31mila (+2,2%);
  • inattivi -185mila (-1,5%).

Rispetto a un anno prima:

  • occupati +246mila (+1%);
  • disoccupati -167mila (-9,8%);
  • inattivi 15-64 anni -140mila (-1,2%).
Le imprese

Parliamo ora delle imprese: nel secondo trimestre 2026 le posizioni lavorative dipendenti presentano una dinamica positiva su base congiunturale (+0,3% in tre mesi), più contenuta nella componente a tempo pieno (+0,2%) rispetto a quella a tempo parziale (+0,5%). La quota dei part-time si attesta al 28,9%.

Nel confronto tendenziale, le posizioni lavorative registrano un incremento dell’1,3%, sostenuto da una crescita analoga nelle componenti a tempo pieno e parziale. È positivo l’andamento delle posizioni in somministrazione, che registrano un aumento del 2% sul trimestre precedente e del 3% su base annua.

Il lavoro intermittente continua a crescere su base congiunturale (+1,3%) e annua (+6,7%). Ed anche le ore lavorate per dipendente aumentano in termini congiunturali (+0,4%) e tendenziali (+0,7%).

Il ricorso alla cassa integrazione diminuisce di 0,6 ore ogni mille ore lavorate rispetto al secondo trimestre 2025, scendendo a 6,2 ore. Il tasso dei posti vacanti è pari all’1,5%, in diminuzione sia rispetto al trimestre precedente (-0,2%) sia nel confronto tendenziale (-0,3%).

Il costo del lavoro

Il costo del lavoro per Unità di lavoro equivalente a tempo pieno mantiene un andamento positivo rispetto al trimestre precedente (+0,5%), sostenuto dalla crescita sia delle retribuzioni (+0,4%) sia dei contributi sociali (+0,8%).

Su base annua, il costo del lavoro continua ad essere in crescita (+2,8%) soprattutto relativamente ai contributi sociali (+3,4%) in confronto a quella delle retribuzioni (+2,7%).

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Классификация: Экономика. Схожих патентов: 0. Схожих новостей: 10. Тональность: 0. Информативность: 5.75. Источник: quifinanza.it.