L'inflazione nel Regno Unito balza al 2,9% trainata dal gas (+14,7%). Con la disoccupazione in salita, la Bank of England valuta nuovi rialzi dei tassi: per il governo Burnham l'autunno si annuncia esplosivo.
L'articolo Regno Unito: l’inflazione risale al 2,9%. La stangata energetica gela il governo Burnham e mette all’angolo la Bank of England proviene da Scenari Economici.
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La tregua sui prezzi nel Regno Unito è già finita, e il conto per le famiglie si fa improvvisamente salatissimo. A luglio 2026 l’inflazione britannica è balzata al 2,9% su base annua, accelerando rispetto al 2,6% di giugno e segnando il massimo degli ultimi quattro mesi. Se consideriamo l’inflazione compresi i costi dell’abitazione siamo addirittura al 3,1% annui.
Questo è oggettivamente un brusco risveglio per il governo britannico, che colpisce al cuore le promesse elettorali del premier Andy Burnham. Il piano governativo di abbattere il costo della vita si sta scontrando con una realtà brutale fatta di rincari energetici e tensioni internazionali fuori controllo.
Comunque questo è il grafico relativo prodotto da Tradingeconomics:

Il motore principale di questo rimbalzo non è la domanda interna surriscaldata, ma un classico shock dal lato dell’offerta.
A pesare come un macigno è stato il rincaro del 13,5% sul tetto delle tariffe energetiche stabilito dall’autorità Ofgem, entrato in vigore proprio a luglio. I numeri dell’Ufficio Nazionale di Statistica (ONS) parlano chiaro:
A questo quadro si aggiungono le tensioni belliche in Medio Oriente legate al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Il petrolio ha subito nuovi scossoni e gli aumenti dei carburanti registrati ad agosto (+6,3% per la benzina) promettono di peggiorare ulteriormente le rilevazioni dei prossimi mesi.
| Settore Merceologico | Giugno 2026 | Luglio 2026 | Tendenza |
| Indice Generale (CPI) | 2,6% | 2,9% | 🔺 In accelerazione |
| Casa e Utenze Domestiche | 2,7% | 4,1% | 🔺 Forte impatto energia |
| Gas | -7,2% | +14,7% | 🔺 Picco da fine 2022 |
| Trasporti | 5,7% | 3,6% | 🔻 Rallentamento temporaneo |
| Cibo e bevande analcoliche | 1,7% | 1,3% | 🔻 In lieve calo |
La fiammata dei prezzi arriva nel momento peggiore possibile per l’economia reale d’Oltremanica. Il mercato del lavoro sta infatti mostrando crepe evidenti: secondo i dati emersi ieri la disoccupazione resta ferma al 4,9%, mentre il numero dei lavoratori dipendenti è sceso di 13.000 unità nell’ultimo trimestre.
I salari reali faticano a tenere il passo e il potere d’acquisto dei cittadini viene eroso ogni giorno di più, e questo porrà dei problemi sociali a Burnham.
Nel frattempo, le iniziative tampone del governo laburista hanno mostrato tutti i loro limiti. Il tanto pubblicizzato taglio dell’IVA estiva sulle attrazioni per famiglie e cinema non ha lasciato traccia sull’indice generale. Come rilevato dagli economisti del NIESR, le riduzioni fiscali cosmetiche non possono nulla contro l’onda d’urto di bollette e costi fissi incontrollati.
Il dilemma della Bank of England e la spina del debito pubblicoLa situazione mette la Bank of England (BoE) di fronte a una scelta drammatica. In teoria, un’economia che rallenta con disoccupazione in aumento richiederebbe un allentamento monetario per sostenere le imprese.
In pratica, con l’inflazione che si allontana dal target del 2% e minaccia di salire ancora verso l’inverno, Threadneedle Street potrebbe trovarsi costretta ad alzare nuovamente i tassi di interesse prima della fine dell’anno. Questa prospettiva apre scenari pesanti per due fronti caldi:
Per il premier Andy Burnham la strada si fa ripidissima. Il governo si prepara alla presentazione del primo bilancio autunnale con le mani legate: da un lato c’è l’urgenza di proteggere i redditi bassi, dall’altro mancano i margini fiscali a causa del costo del debito in ascesa. Anche se l’inflazione, in teoria, aiuta a ridurre il valore reale del debito pubblico, i rendimenti reali positivi, e di molto, vengono a costituire un problema perché assorbono una fetta importante del bilancio dello stato. Sarebbe necessario un intervento sui tassi della BoE contrario a quello che, probabilmente, verrà effettuato.
Il governo dovrebbe tentare di abbassare l’inflazione tagliando le assurde normaitve energetiche e lasciando che il emrcato, e l’economia dei costi, torni a guidare i prezzi energetici, lasciando anche la briglia libera nello sfruttamento delle risorse del Mare del Nord. Invece probabilmente il nuovo Primo Ministro non avrà il coraggio di fare quello di cui il Paese avrebbe veramente bisogno.
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