La più grande comunità globale a Phillip Island, in Australia, rischia di scomparire a causa dell'influenza aviaria. Lo stato di Victoria ha messo in piedi una campagna vaccinale senza precedenti per salvarla. Un’operazione da 2 milioni di dollari. Ecco come funzionerà
Pinguini in coda per i vaccini. In Australia, davanti a Melbourne, l’isola di Phillip Island è famosa fra gli appassionati di motori per ospitare i circuiti delle gare di auto e moto. Ma la bandiera a scacchi qui non è l’unica attrazione in “bianco e nero”: gli altri grandi protagonisti dell’isola sono infatti i pinguini minori. In questo territorio dello stato di Victoria vive una comunità di 40mila pinguini minori, una delle più grandi colonie al mondo. Si tratta della più piccola specie di pinguini: sono alti appena 30 centimetri e il loro manto ha spesso sfumature blu.
Animali molto amati che non sono solo un simbolo di questa parte d’Australia, ma anche un motivo di introiti turistici: vengono venduti veri e propri pacchetti per assistere per esempio alla “parata dei pinguini”, il momento in cui gli animali rientrano nelle loro tane verso sera, oppure durante le migrazioni. Sono talmente importanti, i pinguini, che quarant'anni fa nell'isola sono stati riacquistati terreni da dedicare agli animali, avviando nuovi progetti di conservazione con il solo scopo di poter preservare le aree di nidificazione.
La diffusione dell’aviaria
Ora però, a causa della diffusione dell’influenza aviaria, con i casi di H5N1 che continuano ad aumentare in Australia fra varie specie di uccelli, la colonia di pinguini di Phillip Island è considerata in pericolo: sono animali che vivono a stretto contatto e in comunità e, se il virus dovesse diffondersi (per ora non è accaduto), c’è il rischio concreto di una strage. Per questo motivo le autorità dello Stato di Victoria stanno programmando quella che è stata definita la più grande campagna di vaccinazione di uccelli selvatici al mondo.
Non volando, e con ritmi di vita abbastanza programmati, gli esperti proveranno a radunare e intercettare quanti più pinguini possibili per somministrare loro un ciclo di due diverse dosi di vaccino. Si tratta di una operazione molto complessa, ma necessaria, dicono le autorità. Nello stato infatti ci sono stati 60 casi di contagi fra uccelli selvatici e i biologi, tramite modelli, hanno simulato lo scenario peggiore possibile per Phillip Island: in caso di epidemie, in sei settimane potrebbero morire fino a 16mila esemplari.
Il lavoro complesso dei veterinari
Finora l’aviaria ha colpito in Australia soprattutto sterne, polli e altre specie di uccelli, ma il rischio che arrivi sino ai piccoli pinguini dell’isola è reale, dicono gli scienziati. Di conseguenza, annunciano le autorità, a breve inizieranno le vaccinazioni per 5000 pinguini minori. Per James Todd, responsabile della biodiversità nello stato di Victoria, l’attenzione deve restare alta perché si tratta "di una specie coloniale che nidifica in gruppo. Sono uccelli marini che entrano in contatto con altri uccelli marini portatori del virus”.
Ogni giorno i pinguini migrano fra Phillip Island e St Kilda: durante quello spostamento i veterinari tenteranno di intercettarli per somministrare loro la prima dose. Fisicamente, per riuscirci, dovranno praticamente metterli in coda: saranno radunati in un piccolo recinto e verrà somministrato loro il vaccino e impiantato un microchip. Un “processo brevissimo ma fondamentale” ha detto ai giornali australiani, come Abc, Catherine Basterfield, amministratrice delegata del Phillip Island Nature Parks.
Alla ricerca di 10mila dosi
L’attuale problema principale resta quello di riuscire a recuperare un totale di 10mila dosi, molte delle quali arrivano dall’estero, un'operazione che costerà almeno 2 milioni di dollari. Dovessero riuscire nell’impresa di vaccinare migliaia di pinguini, si tratterebbe di una prima iniziativa di tale portata al mondo, utile anche a capire come poter affrontare la diffusione dell’aviaria fra animali selvatici. Per ora, il rischio di trasmissione dagli uccelli all'uomo rimane estremamente basso, ma l’evoluzione del virus non deve fare abbassare la guardia anche per gli esseri umani.
Infine, all’interno della grande campagna di vaccinazione, è stato annunciato come verrà data priorità anche alle specie vulnerabili tenute in cattività, fra cui gli animali degli zoo. La speranza finale è quella di riuscire a creare una sorta di contenimento.
“Non possiamo impedire la circolazione dell'influenza aviaria tra gli uccelli selvatici - chiosa la ministra dell'Ambiente Jaclyn Symes - ma possiamo sicuramente adottare misure concrete per proteggere le specie vulnerabili, esattamente come i nostri piccoli pinguini, dai suoi effetti”.
| # | Наименование новости | Тональность | Информативность | Дата публикации |
|---|---|---|---|---|
| 1 | ‘List of doom’: Bird flu puts one in five Australian bird and mammal species at risk | 0 | 6.78 | 04-08-2026 |
| 2 | Influenza, in Italia 950mila nuovi casi in una settimana: ospedali sotto pressione | 0 | 4.9 | 29-12-2025 |
| 3 | Influenza in Italia: impennata del virus K, ma “non è più cattivo” | 0 | 6.32 | 19-12-2025 |
| 4 | أستراليا.. رصد أول إصابة بسلالة "اتش 5" من إنفلونزا الطيور | 0 | 5 | 20-06-2026 |
| 5 | Indonesia, non c'è pace per gli oranghi. Ora sono minacciati da nuovi incendi | 0 | 11.41 | 18-08-2026 |
| 6 | ‘Just the beginning’: First mass deaths from H5N1 bird flu confirmed | 0 | 8.95 | 03-08-2026 |
| 7 | Песков: в Кремле идет прививочная кампания от гриппа | 0 | 0 | 15-09-2025 |
| 8 | Influenza K: il supervirus in Europa e i consigli dell’epidemiologo | 0 | 7.81 | 20-12-2025 |
| 9 | В Австралии одобрили применение бивалентной вакцины Pfizer от ковида | 0 | 0 | 15-11-2022 |