Anche sotto la calura di Ferragosto le campionesse e i campionissimi dello sport ci ricordano che per fortuna c'è un'Italia migliore di quella squallida che emerge dalla Lavitola-Ranucci story
L'articolo Sinner, Kimi, Curtis, Pellacani, Battocletti e non solo: le stelle dello sport appassionano l’Italia più del losco affaire Lavitola-Ranucci proviene da FIRSTonline.
Anche sotto la calura di Ferragosto le campionesse e i campionissimi dello sport ci ricordano che per fortuna c’è un’Italia migliore di quella squallida che emerge dalla Lavitola-Ranucci story
Per fortuna nei campionati europei di nuoto le italiane – dalla Pellacani alla Curtis e alla Quadarella – e l’italiano Nicolò Martinenghi hanno fatto collezione di medaglie d’oro e di record. E per fortuna negli europei di atletica la Battocletti si è confermata la regina del mezzofondo, senza dimenticare l’oro nel salto in alto di Gianmarco Tamberi, quello dei marciatori Massimo Stano e Sofia Fiorini, quello del pesista Leonardo Fabbri, e quello nel salto triplo di Andy Diaz e di Dariya Derkach. Altrimenti avremmo passato l’estate a lamentarci del gran caldo dopo aver minimizzato i cambiamenti climatici e ad annoiarci con lo squallido, stucchevole e opaco affaire Lavitola-Ranucci come se l’Italia fosse solo quella di uno spregiudicato faccendiere che entra ed esce dal carcere e di un conduttore televisivo nel cui alfabeto professionale la faziosità un tanto al chilo ha preso il posto della meticolosa imparzialità. Non ci sfuggono le implicazioni politiche del caso, ma non si capisce come i tg e i grandi giornali possano dedicare pagine e pagine e titoli roboanti alla Lavitola-Ranucci story. Eppure non si vedono code alle edicole di gente che vuol sapere le ultimissime sull’affaire. Sarà colpa del caldo o della rarefazione delle edicole. O di qualcos’altro? Una volta il giornalismo d’inchiesta era quello di maestri del calibro di Sergio Zavoli o Enzo Biagi. Siamo caduti così in basso da doverci sorbire un giornalismo fintamente d’inchiesta come quello di Ranucci, dove – come nel mondo di Donald Trump – non si capisce mai cos’è realtà e cos’è finzione? E che tristezza vedere i leader politici accapigliarsi pro o contro Ranucci.
Per fortuna però l’estate ci regala anche un’altra Italia: quella dei nuovi campioni dello sport, da Jannik Sinner nel tennis a Kimi Antonelli nell’automobilismo e, ultimamente, a Nadia Battocletti nell’atletica, a Chiara Pellacani nei tuffi e a Sara Curtis nel nuoto. Sono tutti campionissimi già entrati nella leggenda ma quello che ci piace di loro è lo stile di vita: mai sopra le righe, sempre corretti, felici e orgogliosi di vincere. Nello sport ma non solo. Sono loro gli alfieri dell’Italia migliore.

Socio fondatore, amministratore e direttore responsabile di FIRSTonline. Milanese di nascita, ha sempre lavorato tra Milano e Roma. Ha cominciato a progettare un giornale online di informazione economica e finanziaria il giorno dopo la sua uscita, nella primavera del 2010, da Il Sole24Ore, dove ha trascorso più di 25 anni, è stato capo della redazione Finanza e Mercati ed editorialista e ha commentato i più importanti avvenimenti economici e finanziari dalla metà degli anni Ottanta. Per l’editore O lschki ha scritto due storie di banche locali della Toscana, la prima delle quali con lo storico dell’arte Antonio Paolucci. Nel 2014 ha pubblicato con Ugo Calzoni il saggio "Imperi senza dinastie" edito dalla Compagnia della stampa Massetti Rodella. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha insignito della onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana