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Tre poesie di ecologia interiore di Rowan Kilduff

Дата публикации: 03-08-2026 13:52:04

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Tre poesie di ecologia interiore di Rowan Kilduff

Le tre poesie che vi presentiamo sono di Rowan Kilduff e non costituiscono un unico ciclo narrativo, ma lette insieme restituiscono la coerenza di una ricerca poetica fondata sulla relazione tra essere umano e mondo vivente.

Rowan Kilduff appartiene infatti a quella generazione di poeti artisti e attivisti contemporanei che hanno scelto l’ecologia non come semplice tema, ma come principio fondativo dello sguardo poetico e spesso anche delle proprie scelte di vita. Le sue poesie ci parlano di interconnessione umano non-umano invitandoci a un doppio movimento: riconoscere la fragilità della Terra e riscoprire una forma più profonda di appartenenza. Attraverso immagini di animali, paesaggi e trasformazioni naturali, Kilduff costruisce una poesia del risveglio, della responsabilità e della cura.

Kilduff è un autore fortemente legato all’esperienza diretta della natura: nei suoi testi montagne, foreste, ghiacci, deserti e animali non sono semplici elementi descrittivi, ma presenze vive con cui instaurare un dialogo. La sua poesia nasce dall’idea che la crisi ecologica contemporanea non sia soltanto un problema ambientale, ma anche una perdita spirituale: l’uomo moderno ha progressivamente dimenticato il proprio legame con il mondo naturale e deve imparare nuovamente ad ascoltare ciò che lo circonda.

L’ecopoesia di Kilduff si muove tra contemplazione, filosofia e responsabilità etica. La sua attenzione verso le culture indigene, verso gli animali e verso i cicli della Terra mostra una visione in cui ogni forma di vita possiede valore e dignità. I suoi versi non propongono soltanto una denuncia delle ferite inflitte al pianeta, ma invitano a un cambiamento interiore: risvegliarsi, ricordare, prendersi cura.

Le tre poesie — Wildly awake, Infinite vows e Starting the day — rappresentano tre momenti complementari di questo percorso: il risveglio spirituale attraverso la natura, l’assunzione di una responsabilità universale verso la Terra e infine la celebrazione della semplicità quotidiana come forma di connessione con il mondo.

Wildly awake:
il risveglio della coscienza ecologica. L’uomo ritrova una percezione più antica e profonda del mondo naturale.

Testo originale

I climbed, ‘wildly awake’
I climbed the same spruce, the same snow where the real wild spirits are said to go
‘You gotta find out where wolves go when they die’, he called back to me
and he went out the door in a dream that woke me, and said
‘remember, remember why that woke you.’
remember running on, running bright
Wildly awake real dreamtime.
Lifesong in your bright shining heart, your bright shining mind.
Full color desert sky!
Can’t look away, can’t even try when all the animal spirits come to look you straight in the eye.
‘Light in the eye…’
Yet to learn, so much to learn.
San Bushmen say you’ve got to wake twice every morning, once with body, once with heart.
‘Wake up body!’
‘Wake up heart!’
Open up, ways closed for the longest time, fighting against Spirit.

La poesia si apre con un’immagine di salita: “I climbed, wildly awake”, “sono salito, selvaggiamente sveglio”. Il verbo climb indica un movimento fisico verso l’alto, ma anche un percorso interiore. La montagna, l’abete e la neve diventano luoghi simbolici dove l’essere umano può ritrovare una dimensione più autentica e istintiva.

Il verso “where the real wild spirits are said to go” introduce il tema degli spiriti selvaggi: la natura non viene vista come uno spazio fermo e pittorico, ma come un luogo abitato da presenze invisibili, memorie e forze profonde. Kilduff recupera così una visione del mondo vicina alle tradizioni indigene, dove ogni elemento naturale ha una propria energia e agency.

La domanda sul lupo — “You gotta find out where wolves go when they die” — rappresenta una delle immagini più potenti del testo. Il lupo diventa simbolo della libertà, dell’istinto e di ciò che nell’esistenza rimane misterioso e irriducibile. La domanda non cerca una risposta razionale: invita piuttosto a entrare in relazione con il mistero. Il sogno assume una funzione di guida: “a dream that woke me”, “un sogno che mi risvegliò”. Il paradosso suggerisce che esiste un risveglio più profondo di quello fisico. L’uomo può essere sveglio con gli occhi aperti, ma ancora addormentato nella percezione della realtà. Il richiamo alla memoria — “remember, remember why that woke you” — diventa il centro della poesia: ricordare significa recuperare una parte perduta di sé, quella capace ancora di meravigliarsi davanti alla vita. Il richiamo alla tradizione dei San del Kalahari, popolazioni indigene dell’Africa australe dalla profonda conoscenza dei ritmi naturali e del rapporto tra esseri umani e ambiente, introduce uno dei nuclei spirituali più importanti della poesia.

Kilduff scrive:

“San Bushmen say you’ve got to wake twice every morning, once with body, once with heart.”
I San dicono che bisogna svegliarsi due volte ogni mattina: una volta con il corpo, una volta con il cuore.

Il verso suggerisce che il vero risveglio non coincida semplicemente con l’atto fisico di aprire gli occhi, ma richieda una seconda apertura, più profonda: quella della consapevolezza e della capacità di sentirsi parte del mondo vivente. Il primo risveglio appartiene al corpo, alla presenza materiale dell’uomo nella realtà; il secondo appartiene al cuore, cioè alla dimensione dell’ascolto, della relazione e della meraviglia.

Questo riferimento si inserisce pienamente nella poetica ecologica di Kilduff, che cerca di recuperare una forma di percezione antica, non separata dalla natura. Il richiamo ai San non rappresenta soltanto un omaggio a una cultura tradizionale, ma diventa il simbolo di un sapere basato sull’osservazione, sull’equilibrio e sul rispetto dei cicli naturali.

La ripetizione finale:

Wake up body! Wake up heart!
Svegliati, corpo! Svegliati, cuore!

assume quindi il valore di una vera e propria invocazione. Kilduff invita a superare la frattura tra materia e spirito, tra individuo e ambiente, tra essere umano e resto della vita. Il risveglio diventa così una trasformazione interiore necessaria per poter tornare ad abitare la Terra con maggiore attenzione e responsabilità.

Infinite vows: la responsabilità verso il pianeta.
La consapevolezza diventa impegno concreto, una serie di promesse verso ciò che è vivente.

Testo originale

though I can’t know what it is to be you, I vow to know you
though wild brothers and sisters have languages so numerous, so pure, I vow that we will talk together
though we think we are special, I vow that we will be part of all ‘self-complete and brave’,
full expressions of life alongside us
though there are borders, I vow to take them all down
though I can’t see mountains move, I vow to listen
though dreams are fleet-footed, I vow to ground them in the physical
though we don’t really know what peace might be, I vow that peace will be the air, solid bedrock, bright fire
though forests have been cut, I vow to replant them
though the sky and rivers are damaged, I vow to repair them
though refugees of desertification walk in search,
I vow that they will find, and we all will find a place in the white truce of noon
though we are all refugees of Pure Nature I vow to find home anywhere under the sky
though wonder is infinite,
though there are infinite vows, I continue to expand my heart.

Infinite vows è costruita come una lunga sequenza di promesse. Ogni verso inizia con “though”, “anche se”, creando una struttura rituale: davanti alle difficoltà del mondo l’autore risponde con un atto di responsabilità. Il primo impegno è verso l’altro: “though I can’t know what it is to be you, I vow to know you”. Kilduff riconosce che nessuno può vivere completamente l’esperienza altrui, ma sceglie comunque la strada della comprensione e dell’empatia. La poesia amplia poi il concetto di comunità includendo gli animali: “wild brothers and sisters have languages so numerous, so pure”. Le altre specie non sono considerate inferiori, ma portatrici di linguaggi che l’uomo deve imparare ad ascoltare. Uno dei passaggi fondamentali afferma: “we will be part of all expressions of life alongside us”. L’essere umano non è separato dalla vita, ma una delle sue molte manifestazioni. Le promesse ecologiche sono numerose e concrete: “I vow to replant them”, “prometto di ripiantarle”, riferito alle foreste; “I vow to repair them”, riferito al cielo e ai fiumi feriti. La poesia diventa così un manifesto di cura. Anche la pace viene immaginata non come concetto astratto, ma come elemento naturale: “peace will be the air, solid bedrock, bright fire”. La pace deve diventare una condizione fondamentale dell’esistenza. La dimensione temporale unisce passato e futuro: gli antenati vengono mantenuti vivi attraverso la memoria, mentre le generazioni future vengono celebrate prima ancora di nascere. La conclusione — “I continue to expand my heart” — riassume l’intera poesia. Le promesse infinite non sono un peso, ma una crescita della capacità di amare.

Infinite vows è un canto etico planetario: una poesia che trasforma la responsabilità ecologica in una forma di amore universale.

Starting the day:
la pratica quotidiana della presenza
L’ecologia torna a essere esperienza semplice: raccogliere acqua, osservare il disgelo, accogliere l’alba.

Testo originale

To Gary Snyder

Up at the cabin in the mountains
I got my water from melt and shining drip in the sun
hitting off & bouncing around inside the ice.
Sun crested the sheltering ridge and it all melted fast,
Winter giving up
Solid flow,
Catchin’ dawn in my cup.

Starting the day è una poesia breve, quasi un frammento meditativo, dedicata a Gary Snyder, uno dei grandi poeti americani legati alla natura e alla visione ecologica. Il testo racconta un gesto semplice: raccogliere acqua in una baita di montagna. Ma proprio questa semplicità è il cuore della poesia. Kilduff mostra come un’esperienza quotidiana possa diventare un momento di profonda consapevolezza. L’immagine iniziale — “Up at the cabin in the mountains” — colloca immediatamente il lettore in uno spazio lontano dalla frenesia moderna. La montagna diventa un luogo di ascolto e presenza. L’acqua nasce dal disgelo: “my water from melt and shining drip in the sun”. Il poeta osserva il passaggio della materia da ghiaccio ad acqua, trasformazione naturale che diventa metafora del cambiamento della vita. Il sole che attraversa la cresta della montagna provoca lo scioglimento: “Winter giving up”, “l’inverno si arrende”. La stagione fredda non viene sconfitta, ma accetta il proprio ciclo naturale. 

L’espressione “Solid flow”, “flusso solido”, racchiude una delle immagini più poetiche del testo: il ghiaccio contiene già il movimento dell’acqua, anche quando sembra immobile. Il verso finale — “Catchin’ dawn in my cup”, “catturando l’alba nella mia tazza” — trasforma un gesto ordinario in un’esperienza quasi sacra. La tazza contiene acqua, ma anche luce, tempo e paesaggio. Starting the day è una poesia della presenza: insegna che per ritrovare il legame con la Terra non servono grandi gesti, ma attenzione, silenzio e capacità di vedere la meraviglia nascosta nelle cose semplici.

Le tre poesie di Rowan Kilduff formano un unico percorso: dal risveglio interiore di Wildly awake, alla responsabilità collettiva di Infinite vows, fino alla contemplazione quotidiana di Starting the dayLa loro forza e bellezza sta nel ricordarci che l’ecologia non riguarda soltanto la protezione dell’ambiente, ma il modo stesso in cui scegliamo di abitare il mondo: con ascolto, rispetto e meraviglia.


Rowan Kilduff è autore di due raccolte di poesie. Si dedica inoltre all’arte, alla fotografia e alla musica come chitarrista, mentre a tempo pieno è padre. Si è laureato presso University College Dublin, dove, come ama raccontare, le due esperienze migliori sono state la pratica dello Shaolin kung fu e l’incontro di persona con Dirk Benedict. Sostenitore dell’etica del Do It Yourself (DIY), non solo in ambito musicale, ha reso disponibile gratuitamente una nuova edizione del suo libro Fire Songs, Sky Songs, Mountain Songs sull’Internet Archive. La raccolta tascabile Wind to Space è stata finalista ai Literary Global Awards for Social Change nel 2024. Le prime poesie di John Davis sono state pubblicate sulla rivista Rewilding Earth, dove sono disponibili anche i suoi dialoghi con Jack Loeffler e Kristine Tompkins, nonché il podcast realizzato con Jack Humphrey. In ambito artistico, Kilduff ha realizzato l’ultima copertina stampata della storica newsletter PULSE di Planet Drum, pubblicata a San Francisco. Nell’estate del 2024 ha inoltre inaugurato la sua prima mostra di incisioni, schizzi e dipinti nell’ambito dell’Open Jazdów Festival. Attualmente conduce a Varsavia un programma radiofonico intitolato The Yowl ‘n’ Howl.


Immagine coperta da copyright concesso a ZEST da CM.

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