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Bastano pochi minuti e qualche oggetto domestico per trasformare un pomeriggio di noia in un momento di divertimento condiviso. Naturalmente, senza device

Дата публикации: 24-07-2026 14:00:37

È una scena che si ripete in molte case, in questi giorni. Con le scuole chiuse, i centri estivi che hanno terminato le attività e le vacanze dei genitori ancora lontane, i bambini sono in balia della noia. Tra un […]
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È una scena che si ripete in molte case, in questi giorni. Con le scuole chiuse, i centri estivi che hanno terminato le attività e le vacanze dei genitori ancora lontane, i bambini sono in balia della noia. Tra un incastro organizzativo e l’altro, tablet e smartphone potrebbero apparire passatempi leciti. Ma, lo sappiamo, l’esposizione agli schermi è dannosa, soprattutto nei primi anni di vita. Fortunatamente esistono alternative semplici e accessibili (ne avevamo già parlato qui, offrendo diversi spunti utili). Una di queste è la musica: anche ma non solo da ascoltare. La si può sperimentare attraverso il gioco, il movimento e la creatività. Dalla “valigia dei suoni” agli strumenti costruiti con materiali di recupero, ecco allora cinque attività ispirate da SIIMUS (il progetto che porta l’educazione musicale nelle scuole italiane), per trasformare le lunghe giornate estive in un’occasione di scoperta e condivisione.

Lasciate che i bambini riscoprano la noia d’estate

Scuole chiuse, rischio schermi? 5 attività musicali per salvare l’estate dei bambini

«Bastano pochi minuti e qualche oggetto domestico per fare musica insieme», spiega Francesco D’Aprea, pianista, educatore musicale e ideatore del metodo SIIMUS (Scuole dell’infanzia a indirizzo musicale), che oggi porta la musica nella routine quotidiana di oltre cento istituti in Italia. «Non occorre essere musicisti esperti o saper cantare perfettamente intonati. La chiave è la disponibilità a mettersi in gioco, ad ascoltare e a farsi sorprendere insieme ai bambini». Già, perché «Ogni bambino nasce con un potenziale musicale innato. Sta agli adulti – genitori, nonni, educatori – alimentarlo e trasformarlo in abilità».

La musica non è un’attività come un’altra: al contrario, è un eccezionale attivatore cerebrale. L’esposizione precoce ai suoni nei primi primi anni di vita stimola contemporaneamente diverse aree del cervello, rafforzando le connessioni legate a linguaggio, memoria, concentrazione ed equilibrio emotivo aiutando i bambini a riconoscere ed esprimere le emozioni.

Ecco le 5 idee musicali per attivare i cervelli e divertirsi,da sperimentare quest’estate.

1. Canto spontaneo e storie animate

Il primo e più accessibile strumento a disposizione è la voce. Cantare canzoni, filastrocche e ninne nanne rappresenta è una vera ginnastica per l’ascolto attivo del bambino (fin 23/24esima settimana di gestazione!). Non conta il genere musicale né l’intonazione: per un bambino la voce del proprio genitore possiede un valore affettivo e rassicurante insostituibile.

Nella fascia d’età tra i tre e i sei anni si può arricchire questa esperienza giocando con le canzoni mimate, o action songs, integrate nei piccoli rituali quotidiani della giornata estiva, come il momento di vestirsi, lavarsi i denti o quello di andare a dormire. Sono canzoncine che si prestano all’imitazione dei suoni attraverso la voce e i gesti. Volendo, anche in inglese.

2. Il corpo come orchestra

Prima ancora di utilizzare qualsiasi oggetto esterno, si può insegnare ai bambini che il loro stesso corpo è una meravigliosa cassa di risonanza. Possiamo guidarli a sfregare delicatamente i palmi delle mani per imitare il fruscio del vento estivo, a tamburellare sul petto per riprodurre il battito del cuore o a colpire delicatamente la pancia, le cosce e le guance per creare sonorità sempre diverse.

Questa scoperta del ritmo corporeo può essere alternata a divertenti giochi vocali incentrati sui contrasti. Ci si può sbizzarrire imitando i versi degli animali o i rumori della natura lavorando sulla durata dei suoni, come il gracidare breve di una rana contro il miagolio prolungato di un gatto, oppure giocando sull’intensità, passando improvvisamente da un sussurro silenzioso a un richiamo gioioso e squillante.

3. La bottega dei tesori sonori in salotto

Un’altra attività stimolante consiste nel creare una scatola o un cesto dei suoni raccogliendo oggetti di uso comune sparsi per la casa. Si possono raggruppare per materiali, inserendo elementi in legno, metallo, carta o stoffa, oppure per aree domestiche, attingendo ad esempio agli utensili della cucina o agli accessori del bagno. Una volta radunati gli oggetti, deve essere il bambino a sperimentare liberamente i diversi modi di produrre suoni, provando a percuoterli, scuoterli, strofinarli o raschiarli.

La valigia dei suoni, ispirata all’opera dell’artista Antonio Catalano.

4. La valigia dei suoni

La “valigia dei suoni” è un’attività pedagogica, utilizzata nei percorsi SIIMUS. È ispirata all’opera di Antonio Catalano, artista che promuove in tutto il mondo la poetica della “Pedagogia povera”, fondata sull’emozione e la meraviglia, con eventi formativi, laboratoriali, espositivi.

Può essere riprodotta a casa utilizzando una vecchia scatola di scarpe o una cassetta di legno, da decorare a piacere.

Per i più piccoli, dai dodici mesi ai tre anni, l’approccio sarà sensoriale e basato sulla scoperta di suoni piccoli e delicati. Si può far cadere un batuffolo di ovatta per far sperimentare il rumore del silenzio e della neve, oppure stropicciare un foglio di plastica per evocare il suono dell’acqua sott’acqua. O sperimentare la meraviglia acustica riproducendo il suono delle bolle sott’acqua tramite la manipolazione di un semplice foglio di plastica.

I bambini più grandi (3-6 anni) sono pronti per La Caccia ai Suoni. La valigia si può trasformare in un vero e proprio diario di viaggio delle vacanze: i bambini possono diventare cacciatori di suoni raccogliendo conchiglie, rametti, sassi o foglie secche che, una volta catalogati nella valigia, serviranno a ricreare i paesaggi sonori dell’estate.

5. La costruzione di uno strumento musicale

Con materiali di recupero si può dare vita a veri e propri strumenti musicali funzionanti. E la costruizione stessa è un’attività che allena la manualità, la concentrazione e la cooperazione. Qui, tanti suggerimenti.

Ad esempio? Si può prendere un semplice barattolo di plastica o di latta, decorarlo con le tempere. Poi si taglia l’imboccatura di palloncino e con il resto si copre l’estremità aperta del contenitore. Si tende bene la membrana e la si fissa con un elastico al barattolo. Il tamburo potrà essere suonato con delle semplici bacchette cinesi o con gli abbassalingua sottili in legno.

Un’altra possibilità è il tamburo oceanico: inserendo perline o chicchi di riso sul fondo di un piatto di cartone rigido e sigillandolo con della pellicola trasparente ben tesa, si può realizzare il tamburo oceanico che, se inclinato dolcemente, riproduce fedelmente il rilassante fruscio delle onde del mare.

La musica come canale espressivo, da imparare a scuola, da giocare in famiglia

Questi laboratori domestici non sono solo dei passatempi estivi. «Bastano anche solo venti minuti di gioco musicale insieme perché la relazione tra genitore e figlio si trasformi. È in quel momento che si capisce che la musica non è una materia scolastica da delegare agli esperti, ma un canale espressivo immediato, privo di giudizio e capace di unire adulti e bambini in un ascolto reciproco», conclude Francesco D’Aprea.

Per questo il modello SIIMUS prevede un coinvolgimento attivo e costante dei genitori fin dai primi passi, attraverso momenti di formazione condivisa, lezioni aperte chiamate “Coccole Musicali” e l’accesso a piattaforme digitali, la cosiddetta “Family SIIMUS”, studiate appositamente per proseguire l’esperienza a casa nel segno della continuità educativa.

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