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Ue ad alta tensione tra cooperazioni rafforzate e doppie velocità. L’Italia cerca di sostituire Parigi nel vagone di testa ma Macron non molla

Дата публикации: 11-02-2026 06:20:00


Ora il cancelliere tedesco Friedrich Merz è particolarmente disponibile a stringere accordi con Roma che vede un tramite per avvicinarsi a Washington
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Ora il cancelliere tedesco Friedrich Merz è particolarmente disponibile a stringere accordi con Roma che vede un tramite per avvicinarsi a Washington

Ue ad alta tensione tra cooperazioni rafforzate e doppie velocità. L’Italia cerca di sostituire Parigi nel vagone di testa ma Macron non molla

Si sta giocando sulle nuove sfide della competitività e della semplificazione il nuovo quadro di riferimento dell’Unione europea scossa dalla rottura nella tradizionale politica transatlantica e dalle sfide non solo economiche imposte dalla Cina e dal Sud globale.

Le difficoltà interne della Francia e le divergenze tra Parigi e Berlino su progetti futuri nell’industria della difesa e sulla creazione di debito comune per finanziare l’Ucraina hanno spianato la strada al tentativo della premier italiana Giorgia Meloni di rafforzare la cooperazione con la Germania fino al punto di presentare l’Italia come valido sostituto della Francia nel vagone di testa dell’Unione.

Operazione tentata altre volte in passato, ma con scarso successo, vede però ora il cancelliere tedesco Friedrich Merz particolarmente disponibile a stringere accordi con Roma anche allo scopo di utilizzare una corsia di dialogo privilegiato con Washington di cui la Meloni appare l’unica detentrice.

Ma un vagone di testa italo-tedesco (improntato a un’Europa più intergovernativa che comunitaria) sta trovando non pochi ostacoli. Così, non appena si è diffusa la notizia che Meloni, Merz e il primo ministro belga Bart De Wever si sarebbero incontrati prima del “retreat” sulla competitività, ossia un vertice straordinario tra i capi di Stati e di Governo nel castello di Alden Biesen nelle Fiandre, prima il presidente francese Emmanuel Macron e poi una serie di altri Paesi si sono aggiunti all’iniziativa promossa da Friedrich Merz, Giorgia Meloni e Bart. De Wever creando di fatto un prevertice di circa 20 partecipanti che vedrà anche la presenza della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen.

Sul summit del castello di Aiden Biesen, al quale parteciperanno i due ex premier italiani Enrico Letta e Mario Draghi (autori dei rapporti sul mercato interno e sulla competitività) secondo alcune fonti, ci sarebbero “aspettative eccessive” anche se si tratta di “uno scambio informale di opinioni tra capi di Stato e di Governo, più di un brainstorming, senza decisioni concrete”. Le decisioni dovrebbero infatti arrivare solo al Consiglio europeo formale del 19 marzo dove dovrebbero essere adottate “iniziative, mandati e scadenze concrete”.

La proposta di Macron di un debito comune da 1200 miliardi vede scettica la Germania

Nel frattempo Macron ha proposto un debito comune europeo da 1200 miliardi l’anno per sostenere l’Ucraina e costruire un esercito europeo ma a Berlino il debito comune europeo non piace. Il presidente francese in un’intervista pubblicata ieri da Le Monde e da altri quotidiani europei, ha ricordato che l’Ue deve finanziarsi a debito, emettendo obbligazioni in comune. Ora che il dollaro è diventato un asset relativamente più rischioso, per via delle politiche dell’attuale amministrazione, esiste un chiaro appetito dei mercati finanziari per un safe asset europeo, testimoniato dalla domanda, elevatissima, che accompagna costantementele rare emissioni degli eurobond di Next Generation Eu. Ma per la Germania si tratta tuttora di un tabù, anche perché AfD sta crescendo nei sondaggi e per il cancelliere Friedrich Merz sposare la causa degli eurobond non è il modo migliore per recuperare consensi.

Merz si sta sfilando anche dal progetto per un aereo militare di sesta generazione che aveva avviato proprio con la Francia e la Spagna e strizza l’occhio al progetto portato avanti da Italia, Regno Unito e Giappone. Nel frattempo Macron sta portando avanti un tentativo di avviare un dialogo con Putin, mentre gli alleati europei sono scettici.

Ursula von der Leyen, nella preparazione del conclave sulla Produttività e sul mercato unico europeo di domani, ha ribadito ieri a Strasburgo che le cooperazioni rafforzate sono la carta da giocare per avere un’Europa in grado di affrontare il mondo nuovo che si sta creando. Si tratta della possibilità – prevista dai Trattati europei – che almeno nove Paesi membri possano andare avanti su alcune iniziative, lasciando la porta aperta agli altri Stati.

D’altra parte non tutti i 27 hanno aderito all’Euro o alla Convenzione di Schengen. La Germania e l’Italia propongono semplificazioni alla procedure interne europee, presumibilmente con un ruolo ancora più rilevante del Consiglio europeo. In una lettera inviata agli altri leader europei Meloni e Merz ricordano che il vertice informale di domani ”dovrà elaborare un’agenda specifica sulla competitività in tutti i settori concentrandosi sull’integrazione del mercato unico, la semplificazione regolatoria e la riduzione dei prezzi dell’energia”. Obiettivo di Meloni e Merz è raggiungere un accordo nel vertice di marzo sul completamento del mercato unico, la semplificazione e la lotta alla burocrazia e un’ambiziosa e pragmatica politica commerciale.

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Gerardo Pelosi

Giornalista, dal 1980 corrispondente diplomatico de Il Sole 24 Ore per oltre 30 anni, dopo aver lavorato al Gazzettino di Venezia e in Agenzia Italia come giornalista economico. Ha guidato l’Ufficio Stampa del Ministro del Commercio Estero dal 1987 al 1990. Consigliere alla comunicazione del Ministro degli Esteri nel 2001 e 2002. Ha seguito tutti i Consigli Europei e i vertici G7, G8 e G20 fino all’ultimo presieduto dall’Italia del 2021. Ha partecipato a numerose missioni dei Ministeri della Difesa e degli Esteri in Iraq, Afghanistan, Libano, Kosovo. Ha fatto parte della missione 2012 Enea CNR alla base Zucchelli in Antartide e ha seguito le spedizioni al campo base del K2 in Pakistan nel 2004 e 2010 e al laboratorio Piramide al campo base Everest in Nepal nel 2013.

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