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Trump ora punta Cuba: tutti i segnali della nuova escalation sul fronte latinoamericano

Дата публикации: 22-05-2026 04:16:00


Dopo la cattura del presidente venezuelano Maduro e con la situazione in Iran in standby, torna sotto pressione l'isola caraibica, sempre più accerchiata: dopo aver imposto un blocco navale che ha innescato una crisi energetica e alimentare senza precedenti, ora Washington ha piazzato la portaerei Nimitz al largo di L'Avana
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Dopo la cattura del presidente venezuelano Maduro e con la situazione in Iran in standby, torna sotto pressione l’isola caraibica, sempre più accerchiata: dopo aver imposto un blocco navale che ha innescato una crisi energetica e alimentare senza precedenti, ora Washington ha piazzato la portaerei Nimitz al largo di L’Avana

Trump ora punta Cuba: tutti i segnali della nuova escalation sul fronte latinoamericano

Lo si sospettava da mesi: da quando è stato catturato il presidente venezuelano Nicolas Maduro, era chiaro che il prossimo Paese verso il quale si sarebbero rivolte le attenzioni sarebbe stato Cuba, nemico storico di Washington sin dai tempi dell’inizio del regime castrista. Poi gli Usa preferirono l’azione militare in Medio Oriente, che ora sembra volgere al termine e dunque è di nuovo caldissimo il fronte caraibico. Lo stesso presidente statunitense Donald Trump lo ha fatto capire più volte, anche se continua a negare una nuova escalation militare: “Cuba non ha soldi, non ha elettricità, non ha cibo, non ha niente. La aiuteremo, voglio aiutare i cubani”, ha ancora detto ieri il tycoon, nonostante la portaerei Usa Nimitz sia pronta al largo di L’Avana, come lo fu la Gerald Ford nei mari di Caracas prima dell’operazione Maduro.

Trump prova a rassicurare: “Vogliamo solo aiutare L’Avana”

“La portaerei Nimitz ai Caraibi non è per intimidire Cuba”, ha ribadito Trump, ma è ormai evidente che gli Stati Uniti stiano aumentando la pressione sull’isola caraibica, già da mesi strangolata da una crisi energetica ed alimentare innescate proprio dalle sanzioni e dal blocco navale imposti da Washington. La tensione è ulteriormente salita qualche giorno fa quando il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha formalmente incriminato l’ex presidente cubano Raúl Castro, in un processo sull’abbattimento di due aerei americani nello spazio aereo cubano nel lontano 1996, che provocò la morte di quattro persone. Il modus operandi ricorda di nuovo il blitz venezuelano, che fu compiuto proprio con il pretesto di un procedimento giudiziario nei confronti di Nicolas Maduro, accusato di fiancheggiare i narcotrafficanti.

Rubio: “Cuba ha accettato l’offerta di 100 milioni di dollari di aiuti”. Ma L’Avana nega

L’attuale presidente cubano, Miguel Díaz-Canel, aveva risposto dicendo che il procedimento “è un’azione politica, priva di fondamento giuridico, che mira unicamente a rafforzare il dossier che stanno fabbricando per giustificare la follia di un’aggressione militare contro Cuba”. Ma il segretario di Stato Marco Rubio aveva a sua volta ribadito che gli Stati Uniti vogliono solo “offrire una nuova opportunità a Cuba”, offrendo anche 100 milioni di dollari di aiuti da distribuire attraverso la rete della Chiesa Cattolica. Rubio ieri ha affermato pubblicamente che L’Avana avrebbe accettato la proposta, ma il governo locale nega. Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ha addirittura definito l’offerta di aiuto una “favola”, respingendola al mittente.

L’ultimo indizio ieri: la Corte Suprema Usa ha autorizzato la causa per i beni americani confiscati dai Castro

L’ultimo indizio dell’escalation è arrivato anch’esso ieri, giovedì 21 maggio, quando la Corte Suprema degli Stati Uniti ha autorizzato un’azione legale in merito ai beni americani sequestrati da Cuba nel 1960. L’amministrazione Trump ha infatti appoggiato le cause legali intentate dalla Havana Docks Corporation, che consentirebbero all’entità di proprietà americana di ottenere un risarcimento per le proprietà confiscate dal regime di Fidel Castro nel 1960, quando il Comandante salì al potere e nazionalizzò la proprietà privata. Probabilmente questa mossa aprirà la strada a rivendicazioni simili da parte di altre aziende e individui americani, a rivalersi contro il governo cubano. Insomma Cuba è allo stremo e sempre più accerchiata, sotto pressione, dal punto di vista militare con la presenza minacciosa della portaerei Nimitz, e con una serie di pseudo iniziative giudiziarie presumibilmente volte a legittimare un imminente operazione.

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Redazione FIRSTonline

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