Вход на сайт

Просмотр новости

Найдите то, что Вас интересует

Usa-Iran, Trump frena l’escalation: il Pentagono teme di esaurire i missili Patriot. Teheran: “La guerra si allargherà”

Дата публикации: 26-07-2026 09:13:40


Secondo il New York Times, il presidente Usa ha messo in pausa l'offensiva contro l'Iran per preservare le scorte di missili Patriot. Teheran avverte: “Se gli attacchi riprenderanno, la guerra si allargherà” e definisce “obiettivi legittimi” i Paesi che aiuteranno gli Stati Uniti
L'articolo Usa-Iran, Trump frena l’escalation: il Pentagono teme di esaurire i missili Patriot. Teheran: “La guerra si allargherà” proviene da FIRSTonline.


Основное содержимое страницы с новостью.

Secondo il New York Times, il presidente Usa ha messo in pausa l’offensiva contro l’Iran per preservare le scorte di missili Patriot. Teheran avverte: “Se gli attacchi riprenderanno, la guerra si allargherà” e definisce “obiettivi legittimi” i Paesi che aiuteranno gli Stati Uniti

Donald Trump mette in pausa, almeno per il momento, l’ipotesi di un’escalation militare contro l’Iran. Dietro la scelta del presidente americano non ci sarebbe un cambio di strategia diplomatica, ma una valutazione strettamente militare: il rischio di esaurire le già limitate scorte di intercettori Patriot e di altre munizioni per la difesa aerea impiegate per proteggere le basi statunitensi in Medio Oriente.

Secondo quanto riportato dal New York Times, durante una riunione alla Casa Bianca venerdì scorso i principali consiglieri per la sicurezza nazionale hanno illustrato al presidente Usa le criticità legate alle riserve di armamenti. A lanciare l’allarme sarebbe stato il generale Dan Caine, capo degli Stati Maggiori Riuniti, che avrebbe avvertito il presidente come una nuova offensiva su larga scala contro Teheran, pur militarmente sostenibile, rischierebbe di ridurre “pericolosamente” le capacità difensive del Comando Centrale americano (Centcom) nell’area.

Dai Patriot all’energia: i timori di Trump per un conflitto senza controllo in Medio Oriente

La questione delle scorte di Patriot sarebbe solo uno degli elementi valutati dall’amministrazione americana. Secondo il Nyt, Trump e i suoi consiglieri temono anche un possibile allargamento del conflitto in Medio Oriente, il rischio di un indebolimento degli alleati del Golfo, esposti a eventuali ritorsioni iraniane, e le conseguenze economiche globali legate a una nuova crisi energetica, con possibili ripercussioni sui prezzi dei carburanti e sui flussi migratori.

Anche la Cnn conferma che nel vertice sarebbero emerse forti perplessità sull’opportunità di proseguire i bombardamenti. Tra i più cauti ci sarebbe anche il vicepresidente JD Vance che, insieme al generale Caine, avrebbe espresso preoccupazione non solo per il rapido esaurimento delle scorte di munizioni, ma anche per il rischio che una nuova offensiva possa innescare un effetto domino nella regione. Non è chiaro se siano stati proprio questi timori a convincere Trump a sospendere la campagna militare, ma da due notti le operazioni del Centcom risultano in “standby“, secondo una fonte del Dipartimento della Difesa citata dall’emittente.

La Casa Bianca ha intanto ribadito la linea del presidente. Il direttore della comunicazione Steven Cheung ha spiegato che Trump continua a preferire una soluzione diplomatica, pur mantenendo “tutte le opzioni aperte” nel caso in cui l’Iran prosegua le proprie attività nello Stretto di Hormuz o contro gli alleati degli Stati Uniti.

L’Iran avverte Washington: “La guerra si allargherà”

Da Teheran arriva intanto un nuovo monito agli Stati Uniti. Il portavoce dell’esercito iraniano, Mohammad Akraminia, ha dichiarato che un eventuale ritorno dei raid americani provocherebbe un ampliamento geografico del conflitto.

“Se gli americani cadranno ancora una volta nella trappola dei sionisti e continueranno la guerra, soprattutto con attacchi aerei, il conflitto si espanderà ulteriormente”, ha affermato alla televisione di Stato, in un chiaro riferimento alla missione a Washington del premier israeliano Benjamin Netanyahu.

I Pasdaran alzano il tono anche contro gli alleati degli Stati Uniti. Il portavoce delle Guardie della Rivoluzione, Hossein Mohebi, ha avvertito che Regno Unito, Paesi del Golfo o altri Stati che dovessero sostenere Washington nella guerra potrebbero diventare “obiettivi legittimi” per Teheran. L’accusa riguarda in particolare il possibile utilizzo di basi britanniche da parte dei bombardieri americani B-1 nelle operazioni contro l’Iran.

Sul fronte delle rivendicazioni militari, i Pasdaran hanno inoltre sostenuto di aver distrutto 11 caccia ed elicotteri statunitensi durante i combattimenti delle ultime settimane e di aver provocato la morte di oltre 200 soldati americani. Affermazioni che, al momento, non hanno trovato conferme indipendenti né da parte di Washington.

Hormuz resta il fronte più caldo, ma riparte il traffico dal Qatar

Lo Stretto di Hormuz continua a essere il principale punto di tensione. Il Centcom ha reso noto che il blocco navale americano resta pienamente operativo: fino al 25 luglio sono state dirottate 12 navi commerciali dirette verso l’Iran, due delle quali fermate dopo aver ignorato gli avvertimenti e altre due abbordate per i controlli. Washington assicura che le proprie forze restano “vigili, concentrate e pronte”.

Versione opposta quella di Teheran: i Pasdaran affermano di aver bloccato sei imbarcazioni su “rotte non autorizzate”, costringendole a fermarsi dopo colpi di avvertimento.

Sul fronte diplomatico emergono però timidi segnali di dialogo. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha parlato di “progressi” nei colloqui con l’Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz, finalizzati a garantire la sicurezza della navigazione senza modificare l’attuale regime di transito.

Un segnale di parziale distensione arriva anche dal Qatar, che ha annunciato la piena ripresa del traffico marittimo dopo le restrizioni introdotte due settimane fa con l’acuirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.

Teheran accusa Kiev per l’attacco a una nave nel Mar Caspio

Nel frattempo si apre anche un nuovo fronte diplomatico. L’Iran accusa l’Ucraina di aver attaccato una nave mercantile iraniana nel Mar Caspio, provocando la morte di un marinaio e il ferimento di un altro. Teheran ha chiesto una condanna da parte dell’Onu e dell’Unione europea, sostenendo che Kiev abbia rivendicato l’operazione, una circostanza che al momento non risulta confermata da fonti indipendenti.

Схожие новости

#Наименование новостиТональностьИнформативностьДата публикации
1Nuovi attacchi Usa contro l’Iran, Trump avverte: “La prossima volta sarà peggio”. Teheran colpisce basi americane09.0709-07-2026
2Usa-Iran, nuovi raid e attacchi incrociati: Trump valuta l’escalation. Teheran colpisce basi americane nella regione010.2616-07-2026
3Usa di nuovo contro l’Iran: attacchi potentissimi. L’ordine di Trump dal vertice Nato, l’ira di Teheran. Rendimenti dei titoli di Stato in tensione06.6608-07-2026
4Israele colpisce l’Iran, Trump frena Netanyahu: “Fermi, l’accordo con Teheran è vicino”09.7808-06-2026
5Guerra Iran, Trump rimanda ancora la decisione: nulla di fatto dopo due ore di Situation Room09.4929-05-2026
6Usa-Iran, ancora tensioni: colpita con un missile una nave. Ma Washington: “Negoziati in corso, pace vicina”09.1503-06-2026
7Usa, maxi raid contro l’Iran: Trump rivendica il successo e avverte Teheran: “La finiremo molto presto”08.6630-07-2026
8Usa-Iran salta l’intesa, Khamenei sfida Trump: “Daremo una lezione indimenticabile” e Washington scatena nuovi raid010.8519-07-2026
9Medio Oriente, Trump parla con Netanyahu e Hezbollah: stop all’attacco in Libano e accordo Usa-Iran più vicino011.3302-06-2026
10Iran-Usa, nuova escalation: raid nel sud del Paese, Teheran rivendica base americana colpita e spari su navi a Hormuz09.7128-05-2026

Классификация: Международные. Схожих патентов: 0. Схожих новостей: 10. Тональность: 0. Информативность: 8.02. Источник: www.firstonline.info.