Da Sri Global a Sanlorenzo, passando per Azimut Benetti e Ferretti, parte la gara per The Italian Sea Group: offerte non vincolanti entro il 15 settembre, sul tavolo vendita degli asset o aumento di capitale
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Da Sri Global a Sanlorenzo, passando per Azimut Benetti e Ferretti, parte la gara per The Italian Sea Group: offerte non vincolanti entro il 15 settembre, sul tavolo vendita degli asset o aumento di capitale
The Italian Sea Group apre formalmente le porte a nuovi investitori. Il gruppo della nautica di lusso quotato su Euronext Milan ha avviato un processo competitivo nell’ambito del percorso di ristrutturazione, con l’obiettivo di trasformare le numerose manifestazioni di interesse arrivate negli ultimi mesi in una procedura ordinata e sottoposta alla vigilanza dei Commissari giudiziali. Sul tavolo ci sono due strade, dalla vendita dell’intero complesso aziendale o di singoli asset fino all’ingresso di nuovi soci attraverso un aumento di capitale.
La partita si apre in una fase particolarmente delicata per la società controllata dal fondatore Giovanni Costantino. Tisg, proprietaria di marchi come Admiral, Tecnomar, Perini Navi, Picchiotti, Nca Refit e Celi 1920, sta affrontando una profonda crisi economico-finanziaria dopo l’emersione di extra costi sulle commesse in corso e ha avviato una procedura di concordato in bianco. Intanto, attorno ai suoi cantieri e ai suoi brand si è già acceso l’interesse di diversi protagonisti dell’industria nautica e finanziaria.
Due strade per il futuro, dalla vendita degli asset all’aumento di capitaleIl processo sarà seguito da Meti Corporate Finance e Kpmg Advisory in qualità di joint financial advisor. La procedura nasce con l’obiettivo di ricondurre all’interno di un percorso unitario le manifestazioni di interesse giunte spontaneamente alla società e di individuare la soluzione in grado di massimizzare il valore per gli stakeholder. Le alternative previste sono due.
La prima è un asset deal, che permetterebbe agli investitori di puntare sull’intero complesso aziendale oppure soltanto su alcune sue componenti. Nel perimetro rientrano i cantieri di Carrara e La Spezia, il sito di Viareggio, i marchi Admiral, Perini, Picchiotti e Tecnomar e le partecipazioni in Celi S.r.l. e TISG Turkey Yat Tersanecilik. Gli interessati potranno quindi presentare proposte per l’intero gruppo, per singoli rami, per determinati asset oppure per diverse combinazioni delle attività messe sul mercato.
La seconda possibilità è uno share deal attraverso un aumento di capitale. In questo caso l’obiettivo sarebbe la ricapitalizzazione di The Italian Sea Group, con l’ingresso di nuovi soci e il ripristino delle condizioni patrimoniali e finanziarie necessarie a consentire la prosecuzione dell’attività in continuità aziendale.
Da Sri Global a Sanlorenzo, cresce l’interesse attorno al gruppoIl processo competitivo parte da una situazione in cui diversi soggetti hanno già mostrato interesse per Tisg o per alcuni suoi asset.
Il 4 agosto Sri Global Limited Holding Company, controllata al 52% da Giulio Gallazzi e partecipata al 48% da Finvacchi, ha trasmesso al consiglio di amministrazione di The Italian Sea Group e ai Commissari giudiziali una manifestazione di interesse non vincolante per l’acquisizione del complesso aziendale. L’iniziativa coinvolge direttamente Gallazzi, presidente e amministratore delegato di Sri Global Limited, e Bernardo Vacchi attraverso Finvacchi. I due gruppi dichiarano complessivamente circa 500 milioni di euro di asset under management e vantano esperienza in operazioni industriali e finanziarie, comprese ristrutturazioni, turnaround e rilanci aziendali.
Ma la lista dei potenziali pretendenti è più ampia. Azimut Benetti avrebbe concentrato l’attenzione sul sito di La Spezia, mentre Ferretti ha fatto sapere di avere iniziato a esaminare il dossier. Un’altra proposta è arrivata dal Polo Nautico di Carrara, compagine costituita da Riccardo Cima insieme ad alcuni fornitori e a Sanlorenzo, alla quale potrebbe aggiungersi un altro cantiere, con un’offerta riferita all’intero gruppo. Secondo indiscrezioni di mercato, anche Baglietto starebbe guardando agli asset spezzini di Tisg.
La presenza di più soggetti interessati è proprio uno degli elementi che hanno spinto la società ad aprire una procedura competitiva strutturata, evitando negoziazioni separate e mettendo a confronto le diverse alternative industriali e finanziarie.
Offerte entro settembre, il signing potrebbe arrivare a ottobreIl calendario è già definito. Gli investitori interessati dovranno presentare le offerte indicative non vincolanti entro le ore 12 del 15 settembre 2026. Le proposte dovranno restare valide per 90 giorni dalla scadenza del termine, con la possibilità di una proroga su richiesta della società.
Dopo una prima valutazione, The Italian Sea Group sceglierà i soggetti ammessi alla fase successiva, durante la quale sarà possibile effettuare una due diligence più approfondita. La seconda fase dovrebbe svilupparsi nell’arco di circa cinque settimane. Le offerte vincolanti sono attese entro il 15 ottobre, mentre il signing dell’operazione è indicativamente previsto entro il 26 ottobre 2026. Il calendario potrebbe comunque essere modificato in relazione agli adempimenti societari e regolamentari necessari. L’intero processo resterà inoltre sotto la supervisione dei Commissari giudiziali e il completamento dell’operazione sarà subordinato alle autorizzazioni del Tribunale competente.
Conti in rosso e patrimonio netto negativo, il rilancio diventa crucialeA rendere particolarmente urgente la ricerca di una soluzione sono gli ultimi numeri disponibili sul gruppo. Al 30 giugno 2026 The Italian Sea Group ha registrato ricavi operativi per 57,9 milioni di euro e ricavi totali per 71,2 milioni. Il risultato operativo è negativo per 25,3 milioni, dopo ammortamenti e svalutazioni per 7,3 milioni, mentre la perdita del periodo raggiunge 15,8 milioni di euro.
Sul risultato ha inciso positivamente un provento fiscale di circa 15 milioni, legato alla presentazione delle dichiarazioni integrative IRES e IRAP relative al 2024. In senso opposto hanno pesato componenti straordinarie negative per complessivi 9,5 milioni, riconducibili soprattutto agli accordi raggiunti con i fornitori nell’ambito della composizione negoziata della crisi e ai costi legati alla ristrutturazione e al risanamento della società. Il quadro patrimoniale resta particolarmente complesso. A fronte di un attivo complessivo di 235,9 milioni di euro, il patrimonio netto risulta negativo per 392,3 milioni. I debiti commerciali ammontano a 180,5 milioni, mentre le passività finanziarie a breve termine raggiungono 149,4 milioni. In quest’ultima voce sono confluiti anche i mutui bancari precedentemente classificati a lungo termine, dopo il mancato pagamento delle rate e nel contesto della moratoria e dello stand still attualmente in corso.
Si tratta di valori preliminari e gestionali, predisposti per la reportistica prevista nell’ambito del procedimento ex articolo 44 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza e non ancora sottoposti a revisione legale. La società ha inoltre precisato che i dati della relazione finanziaria semestrale definitiva potranno differire anche significativamente dopo le verifiche in corso.
Il confronto con un anno prima fotografa comunque la portata del deterioramento, pur in un contesto diventato difficilmente comparabile proprio per la crisi attraversata dall’azienda. Nel primo semestre 2025 Tisg aveva infatti registrato 186,8 milioni di euro di ricavi, un EBITDA di 30,4 milioni e un utile netto di 12,2 milioni.
È su questo scenario che si apre ora la partita per il futuro di The Italian Sea Group. Entro poche settimane le manifestazioni di interesse dovranno trasformarsi in proposte concrete e il processo competitivo dirà se il rilancio passerà dall’arrivo di un nuovo azionista, dalla cessione dell’intero gruppo oppure da una redistribuzione dei suoi asset tra più protagonisti della nautica.