E' quasi ora di pranzo, quando arriva a Terni e parcheggia la sua auto nel cortile di via della Bardesca. Il primo giorno in città per il nuovo allenatore Andrea Lisuzzo. Con lui ci...
Le prime parole: «La Ternana è ambita da tanti allenatori, gettiamo le basi per qualcosa di importante, si comincia dalle cose basilari», poi a pranzo con il direttore sportivo Mammarella e sopralluogo ad Arrone per vedere il campo del ritiro
di Paolo Grassi
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domenica 26 luglio 2026, 10:27
E' quasi ora di pranzo, quando arriva a Terni e parcheggia la sua auto nel cortile di via della Bardesca. Il primo giorno in città per il nuovo allenatore Andrea Lisuzzo. Con lui ci sono i suoi collaboratori tecnici Francesco Lucchesi e Roberto Saglimbeni. La stretta di mano e l'abbraccio con il direttore sportivo Carlo Mammarella, che lo attendeva in sede per poi accompagnarlo a vedere i campi, a partire da quello del ritiro. Finalmente, dopo settimane di contatti e telefonate, i due riescono a vedersi di persona. «Ci conoscevamo già da tanti anni - precisa però il tecnico siciliano - da quando eravamo più magri e più atletici». I due, poi, salgono in ascensore all'interno della sede della Ternana.
L'allenatore scambia anche le prime parole con i cronisti. «L'obiettivo era arrivare. Il direttore è stato bravo e soprattutto coraggioso, a scegliermi. Mi fa piacere che mi abbia scelto. La concorrenza era davvero spietata. Terni è una piazza ambita da tanti allenatori. Questo è un ambiente che ha bisogno di una persona dinamica e fresca». Si cominciano a gettare le basi del lavoro da svolgere. «Siamo qui per fare in modo che tutto funzioni. La parte centrale, come quella tattica e tecnica. Per adesso, ci soffermiamo a conoscere le persone, conoscere l'ambiente e vedere cosa siamo in grado di poter fare». Per Andrea Lisuzzo, Terni è come una scommessa, ma ambiziosa. La prima esperienza da tecnico di prima squadra dopo anni a lavorare con i giovani, in una piazza importante: «Ho fatto tanta esperienza con i giovani, ma pure con i meno giovani. Infatti, negli ultimi anni da calciatore, prima di ritirarmi, facevo praticamente l'allenatore in campo. Comunque, credo che un percorso debba partire dall'inizio. Mi è sempre piaciuto cominciare dalle cose basilari. Da calciatore, sono partito dalla serie C2 e sono arrivato fino alla serie A. Da allenatore, mi è piaciuto fare un percorso iniziale con i giovani e assimilare in questo tempo determinate competenze. Sei anni sono stati un percorso importante». Poi, due anni in Serie C al Pontedera da vice in prima squadra di Leonardo Menichini: «Lui è uno che delega molto ai suoi collaboratori». Ora, ci sarà da lavorare molto, cominciando intanto ad approcciare al meglio. «Bisogna creare le basi giuste per poter far crescere un rapporto».
La panchina della Ternana, per lui, arriva dopo settimane di contatti e attesa, mentre a Terni, sul piano societario, stavano gradualmente delineandosi le cose. «L'attesa - ammette il nuovo tecnico rossoverde - un po' sfinisce. Ma anche quella fa parte del meccanismo. La certezza si ha solo quando si firma. E alla fine, la firma è arrivata». Per Andrea Lisuzzo e Carlo Mammarella, un pranzo insieme e poi subito a visionare impianti e infrastrutture. Prima tappa, nella calura pomeridiana, ad Arrone, a vedere il campo e le strutture dove la squadra affronterà la prima parte del suo ritiro estivo. La preparazione, con ogni probabilità, comincerà il primo agosto.