Le tariffe colpiscono le importazioni da oltre 60 Paesi. Bruxelles: "Misure in linea con l’accordo di Turnberry, ora Washington rispetti gli impegni"
Gli Stati Uniti applicano nuovi dazi tra il 10% e il 12,5% sulle importazioni provenienti da oltre 60 partner commerciali, che rappresentano più del 99% degli scambi americani. Per l’Unione europea l’aliquota è fissata al 10%, con alcune esenzioni aggiuntive.
Le misure dell’amministrazione del presidente Donald Trump sostituiscono la tariffa globale temporanea del 10%, introdotta a febbraio e in scadenza dopo che la Corte Suprema aveva annullato gran parte del precedente sistema tariffario. La Casa Bianca presenta il nuovo regime come uno strumento per contrastare il lavoro forzato nelle catene di approvvigionamento.
Ai Paesi dotati di una legislazione specifica contro il lavoro forzato viene applicato un dazio del 10%. Per quelli che non dispongono di norme analoghe, l’aliquota sale al 12,5%. I partner che rafforzeranno le proprie tutele potranno ottenere una riduzione, come già avvenuto per l’India. Restano esclusi i prodotti già sottoposti a tariffe per ragioni di sicurezza nazionale, tra cui acciaio, alluminio, automobili e componenti. Sono previste esenzioni anche per alcune importazioni alimentari e agricole, fertilizzanti, petrolio, gas e altri prodotti energetici.
Il nuovo sistema si basa sulla Sezione 301 del Trade Act del 1974, considerata giuridicamente più solida rispetto alla norma utilizzata per i dazi bocciati dalla Corte Suprema. Le tariffe potranno restare in vigore senza una scadenza prestabilita ed essere modificate dal presidente.
La Commissione europea ha accolto positivamente l’aliquota del 10% riservata all’Ue, giudicandola coerente con gli impegni dell’accordo di Turnberry. Bruxelles ha ricordato anche il ripristino delle esenzioni per sughero e diamanti, oltre a quelle già previste per aeromobili, medicinali generici e principi attivi.
L’Ue chiede ora agli Stati Uniti di rispettare pienamente gli impegni concordati, sottolineando che stabilità e prevedibilità sono essenziali per i mercati. Alcuni osservatori ritengono però che la lotta al lavoro forzato sia anche il mezzo scelto da Trump per ricostruire il proprio sistema tariffario globale dopo la decisione della Corte Suprema.
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