Uno degli oneri più importanti che pesano sui commercianti ed artigiani sono i contributi Inps: la terza rata si paga Il 17 novembre
A fine anno sono previste due importanti scadenze per i commercianti e gli artigiani alle prese con il pagamento dei contributi Inps:
Nel corso dell’anno i commercianti e artigiani devono tenere a mente 4 appuntamenti per il versamento dei contributi minimi obbligatori Inps. Le date da segnare in calendario sono le seguenti:
Le scadenze relative ai pagamenti di quest’anno non si fermano ai contributi minimi: si deve tenere a mente anche di quelli che eccedono il minimale, che devono essere versati sulla base del reddito effettivo. Devono essere versati insieme alle imposte sui redditi e devono rispettare le seguenti scadenza:
Per effettuare il pagamento i contribuenti devono utilizzare un Modello F24. Per facilitare la pratica i modelli precompilati possono essere scaricati dal contribuente direttamente dal proprio cassetto previdenziale. L’operazione può essere effettuata dal diretto interessato o da un suo delegato.
Come vengono calcolati i contributi da versarePer i commercianti i contributi Inps da versare si basano su un sistema misto. Includono un contributo fisso – anche detto minimale – e uno variabile, che si basa sull’eccedenza del reddito. A differenza di quanto si possa immaginare, il calcolo dei contributi Inps si basa sul reddito imponibile dichiarato ai fini Irpef e non sul fatturato.
Contributi fissi (o sul minimale)Ogni anno viene stabilito quale debba essere il reddito minimo, ossia il minimale.
I commercianti, anche quando i ricavi dovessero essere inferiori rispetto alla cifra decisa a tavolino dal legislatore, sono obbligati a versare il minimale. Anche quando, per assurdo, non hanno prodotto alcun tipo di reddito.
Per il 2025 il contributo minimale che i commercianti devono versare è pari a 4.549,70 euro. A questo importo si deve aggiungere il contributo di maternità che è pari a 7,44 euro.
Contributi variabili (o sull’eccedenza)Questa tipologia di contributi deve essere versata nel momento in cui il reddito imponibile supera il minimale: su questa parte eccedente si applica un’aliquota contributiva aggiuntiva. Per il 2025 sono previste le seguenti aliquote:
Soffermandosi unicamente sul versamento dei contributi variabili sono previsti due acconti ed un saldo, che vanno versati insieme all’Irpef, in base alle scadenze che sono previste ogni anno per la dichiarazione dei redditi.
Quali agevolazioni e riduzioni sono previsteUna serie di agevolazioni danno la possibilità ai commercianti di ridurre l’importo dei contributi che devono versare ogni anno:
Ovviamente non è possibile dare una risposta univoca a questa domanda, perché l’ammontare dell’assegno previdenziale è condizionato dai contributi che sono stati versati e da una serie di requisiti previdenziali. Per farsi un’idea, però, è possibile fare riferimento a due scenari:
Per il 2025 l’indennizzo per i commercianti che cessano l’attività è pari al trattamento minimo di pensione: 603,40 euro lordi al mese per 13 mensilità.
L’ammontare della pensione di vecchiaia o della pensione anticipata si calcola, invece, sulla carriera contributiva del singolo commerciante e sull’età, ma, sicuramente, l’importo è più elevato.
Indennizzo per cessazione attivitàL’indennizzo per cessazione attività è una prestazione temporanea che viene erogata dall’Inps a quanti chiudono definitivamente la propria attività commerciale e viene erogata fino a quando non si raggiungono i requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia ordinaria.
È un sostegno economico erogato fino al raggiungimento dei requisiti per andare in quiescenza. Per ottenerla è necessario inoltrare un’istanza telematica all’Inps e mentre la si riceve non è possibile svolgere alcun tipo di attività lavorativa.
Pensione di vecchiaia/anticipataSono diversi i fattori che contribuiscono a determinare quale sarà l’importo della pensione di vecchiaia o anticipata.
Le voci più importanti da tenere a mente sono:
Per andare in pensione sono previsti degli specifici requisiti anagrafici e contributivi: nel 2025 è necessario aver raggiunto i 67 anni di età con 42 anni di contributi. Nel caso in cui venga effettuato il calcolo contributo, l’assegno previdenziale non dovrà essere più basso rispetto a quello sociale.
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