Вход на сайт

Просмотр новости

Найдите то, что Вас интересует

Irpef regionale, la mappa dei rincari regione per regione: chi paga di più

Дата публикации: 17-07-2026 06:18:43

L'addizionale Irpef crea una mappa di tassazione molto diversa da Nord a Sud per dipendenti e pensionati. Ecco quanto costa a ciascuno

Основное содержимое страницы с новостью.

L’estate non è solo il tempo delle vacanze, per chi può, ma anche delle tasse. Si torna così a discutere dell’Irpef e in particolare spunta il caso del Piemonte, che deve scegliere se mantenere la promessa e diminuire l’addizionale oppure mantenere l’aumento fino alla nuova data di proroga decisa dal Governo, ovvero il 2029.

È solo un caso tra le varie scelte delle regioni con aumenti, adesione ai nuovi scaglioni o scelta di un’aliquota unica. Ma quindi quanto paga un lavoratore o un pensionato in base alla regione di residenza? Cerchiamo di rispondere con degli esempi.

Il caso dell’Irpef in Piemonte

In Piemonte si torna a discutere dell’addizionale Irpef. In Consiglio, infatti, si potrebbe mettere mano alle aliquote e agli scaglioni, con l’idea di far slittare il previsto abbassamento dell’imposta. Questo perché un anno fa la giunta Cirio aveva aumentato l’addizionale regionale Irpef, portandola ai livelli tra i più alti d’Italia, per evitare di perdere sul bilancio la quota dovuta con il passaggio da quattro a tre scaglioni.

A fronte dell’aumento, che serviva a fare cassa in una situazione di difficoltà, c’era stata la promessa di ridurre l’incremento a partire dal 2028 con l’entrata in vigore dei nuovi scaglioni.

La questione della proroga

Ora però, la modifica degli scaglioni è stata prorogata al 2029 e quindi anche la regione si ritrova a ragionare se rinviare l’abbassamento Irpef di un anno, seguendo l’indicazione del Governo, oppure se mantenere la promessa iniziale.

Da una parte l’aumento Irpef vale un introito di 150 milioni di euro in più, dall’altra c’è la rinuncia a una promessa che rischia di pesare sulle prossime elezioni.

Secondo la Repubblica, una soluzione potrebbe essere una via di mezzo, ovvero diminuire l’aliquota per la fascia più bassa già dal 2028 e poi effettuare il taglio complessivo, come previsto, nel 2029.

Irpef regionale in aumento: chi paga

La notizia e i dubbi su quale decisione prendere hanno spinto i sindacati sul piede di guerra. Se ne fa portavoce la Cgil, che avverte i lavoratori e i pensionati della stangata in arrivo ad agosto.

La Regione Piemonte infatti, senza un cambio di rotta, andrà incontro all’aumento dell’addizionale regionale Irpef per il triennio 2026-2028. L’obiettivo è quello che abbiamo già raccontato: recuperare i 150 milioni di euro persi dall’accorpamento degli scaglioni fiscali deciso dal governo Meloni.

La Cgil critica il fatto che in questo modo a pagare di più saranno sempre gli stessi, ovvero lavoratrici e lavoratori dipendenti, pensionate e pensionati, che rappresentano l’85% dei contribuenti con un reddito sotto i 35.000 euro.

In Piemonte, nello specifico del caso, pagherà di più:

  • chi ha un reddito imponibile tra 15.000 e 28.000 euro pagherà fino a 33 euro in più all’anno (si passa da 371 a 404 euro);
  • chi guadagna tra 28.000 e 50.000 euro vedrà l’aggravio salire fino a 106 euro annui (da 685 a 791 euro);
  • nessun cambiamento invece per chi supera i 50.000 euro: l’aliquota resta invariata.

Qual è l’addizionale regionale 2026

Il Piemonte non è l’unica regione che ha agito in questo modo. Già nel 2024 diverse regioni hanno aumentato le addizionali Irpef per compensare tagli o situazioni economiche difficili.

Ricordiamo infatti che diverse regioni hanno strutturato il prelievo in base a quattro scaglioni e non accorpando le prime due fasce, come deciso dal Governo. Questo perché la legge di bilancio permetteva ancora di determinare, fino all’anno d’imposta 2027 e poi prorogato, le aliquote differenziate sulla base dei vecchi quattro scaglioni.

C’è chi ha scelto già di adeguarsi, come l’Abruzzo e la Liguria, e chi invece utilizza un’aliquota unica come Calabria, Sardegna, Sicilia e altre.

L’aliquota minima in ogni regione:

  • in Abruzzo aliquota fino a 28mila euro pari a 1,67%;
  • in Basilicata aliquota unica pari a 1,23%;
  • a Bolzano aliquota fino a 28mila euro pari a 1,23%;
  • in Calabria aliquota unica pari a 1,73%;
  • in Campania aliquota fino a 28mila euro pari a 1,73%;
  • in Emilia-Romagna aliquota fino a 15mila euro pari a 1,33%;
  • in Friuli-Venezia Giulia aliquota fino a 15mila euro pari a 0,70%;
  • nel Lazio aliquota fino a 15mila euro pari a 1,73%;
  • in Liguria aliquota fino a 28mila euro pari a 1,23%;
  • in Lombardia aliquota fino a 15mila euro pari a 1,23%;
  • nelle Marche aliquota fino a 15mila euro pari a 1,23%;
  • in Molise aliquota fino a 15mila euro pari a 2,03%;
  • in Piemonte aliquota fino a 15mila euro pari a 1,62%;
  • in Puglia aliquota fino a 15mila euro pari a 1,33%;
  • in Sardegna aliquota unica pari a 1,23%;
  • in Sicilia aliquota unica pari a 1,23%;
  • in Toscana aliquota fino a 15mila euro pari a 1,42%;
  • a Trento aliquota fino a 15mila euro pari a 1,23%;
  • in Umbria aliquota fino a 15mila euro pari a 1,73%;
  • in Valle d’Aosta aliquota unica pari a 1,23%;
  • in Veneto aliquota unica pari a 1,23%.

Quanto paga un lavoratore medio: differenze per regione

Con l’aggiornamento a gennaio 2026, possiamo calcolare quanto peso hanno le addizionali regionali sugli stipendi. Prendendo come esempio uno stipendio tipo di 35mila euro all’anno, l’impatto cambia da regione a regione.

Per esempio:

in Trentino-Alto Adige, che ha un’aliquota pari a 1,23%, l’impatto è di 430 euro. Lo stesso avviene in Friuli-Venezia Giulia e in Sardegna.

Mentre:

in Lombardia, con un’aliquota dell’1,58% su 35mila euro l’impatto complessivo è di 553 euro. Nel Lazio, dove l’aliquota sopra i 28mila euro (e senza accordo) arriva al 3,33%, l’impatto è di 1.165 euro.

Oltre alle addizionali regionali, ogni Comune può aggiungere la propria tassa, fino allo 0,8% (o 0,9% in casi specifici di riequilibrio). L’impatto totale, prendendo i due estremi di riferimento:

  • a Roma (3,33% + 0,9%) si arriva a 1.480 euro all’anno;
  • a Bolzano (1,23% + 0%) l’impatto si ferma a 430 euro all’anno.

Схожие новости

#Наименование новостиТональностьИнформативностьДата публикации
1Prezzo di benzina e diesel, nuovi aumenti: le regioni dove il pieno costa di più0517-07-2026
2Pagamento NoiPA luglio, stipendio più ricco tra rimborso e arretrati: a chi spettano0530-06-2026
3Quante tasse ha incassato lo Stato nei primi 4 mesi del 2026: tutti i numeri01014-06-2026
4Pensione a Panama, tassazione territoriale zero per i redditi prodotti all’estero0716-07-2026
5Flat tax stipendi e chiarimenti dell’Agenzia, 5% sugli aumenti e 15% per festivi e domeniche0529-06-2026
6Aumento prezzi agricoltura, in quali regioni i rincari maggiori e cosa costa di più0715-06-2026
7Rimborso 730/2026 non arrivato, cosa fare e dove controllare l’accredito0517-07-2026
8Fronte del Nord. Asse fra 5 Regioni per pesare di più ora che finisce il Pnrr0513-07-2026
9Ricalcolo della pensione Inps con il supplemento: a chi spetta e come richiederlo0517-07-2026
10Arretrati NoiPA scuola, a chi spettano e perché potrebbero arrivare nei prossimi mesi0528-06-2026

Классификация: Мнения. Схожих патентов: 0. Схожих новостей: 10. Тональность: 0. Информативность: 7. Источник: quifinanza.it.