In una lettera aperta l'appello a dare spazio alla trentina di artisti della Repubblica attivi nei diversi generi musicali, accanto ai grandi eventi.
Nel cuore del centro storico c'è un luogo che d'estate cambia volto. Si trasforma in un'arena di luci, musica e storie. È Campo Bruno Reffi, che negli ultimi anni è riuscito a proporre un calendario ricchissimo, richiamando turisti e dando un respiro internazionale alle serate sul Titano. Un successo di pubblico, ma anche di visione.
Eppure, proprio sfogliando quel cartellone, c'è chi nota un'assenza e si pone una domanda: dove sono gli artisti sammarinesi? A chiederlo, in una lettera aperta, è Alessandro Capicchioni, figura storica della scena musicale ed eurovisiva della Repubblica. Fatta eccezione per la collaudata San Marino Concert Band diretta dal Maestro Dino Gnassi, i talenti di casa – osserva - sembrano essere rimasti dietro le quinte.
“I nostri artisti – afferma - sono le nostre radici, la nostra identità culturale, per cui è giustissimo avere un cartellone molto vario e ricco, ma è anche altrettanto giusto che gli artisti di casa prendano parte a questo momento collettivo”. E a chi obietta che gli artisti locali non abbiano la stessa forza attrattiva dei grandi nomi ospiti, Capicchioni risponde così: “Non ne faccio una questione di pubblico o di opportunità, semplicemente sensibilizzare il fatto che noi abbiamo una discreta quantità di artisti, circa una trentina, che sono da molti anni sulla piazza e che coprono tutti i tipi di genere, perché fanno musica rock, jazz, pop, sono trapper, rapper, dj, e che in questo senso possono far parte del nostro percorso culturale, come è stato”.
Nessuna polemica. Capicchioni non mette in discussione la qualità degli eventi ospitati finora: “L'intento – spiega - è quello di sensibilizzare. Con un augurio: saper cogliere i frutti della nostra terra, che in questo caso sono i nostri artisti”.