Le lenti a contatto sono tra i dispositivi medici più diffusi al mondo. Con l’arrivo della bella stagione, molti si chiedono se sia davvero rischioso tuffarsi in mare o in...
L’acqua di mare, dal canto suo, presenta un ulteriore problema meccanico: ha una concentrazione di sale diversa da quella delle lacrime, per cui può disidratare le lenti morbide, farle restringere e renderle difficili da rimuovere. Questo provoca abrasioni sulla cornea che, come abbiamo visto, facilitano le infezioni [1]. Sabbia e particelle sospese nell’acqua marina possono inoltre accumularsi sotto la lente, aggravando l’irritazione.
È un’infezione rara ma molto seria. All’inizio i sintomi possono sembrare quelli di una comune irritazione: fastidio alla luce, sensazione di corpo estraneo, visione leggermente offuscata. Proprio per questo la diagnosi arriva spesso in ritardo, dando al parassita il tempo di penetrare in profondità nella cornea e di raggiungere i nervi corneali, con dolori molto intensi. Ricevere il trattamento entro 14 giorni dalla comparsa dei sintomi è uno dei fattori che più influenza il risultato finale.
Nei casi più gravi, quando le terapie mediche non sono sufficienti, può rendersi necessario un trapianto di cornea. In Italia, secondo i dati presentati al XX Congresso della Società Italiana di Cornea, Cellule Staminali e Superficie Oculare nel giugno 2022, si stimano oltre 400 casi all’anno di cheratite da Acanthamoeba, in aumento progressivo. Di questi, tra il 12% e il 50% dei casi non risponde alle terapie mediche e richiede un intervento chirurgico.
Confezione di lenti a contatto giornaliere in blister, dispositivo medico per la correzione della vista.La regola fondamentale è semplice: togliere le lenti prima di fare il bagno al mare, in piscina, o anche sotto la doccia. Lo raccomanda esplicitamente anche il Ministero della Salute italiano, che nel decreto del 3 febbraio 2003 indica di evitare l’uso di lenti a contatto in occasione di bagni al mare, in piscina e di docce nei luoghi pubblici. Chi vuole vedere bene in acqua può ricorrere a occhialini da nuoto con lenti graduate, una soluzione sicura ed efficace.
Se per qualsiasi motivo l’acqua dovesse comunque venire a contatto con le lenti, la cosa migliore è rimuoverle appena possibile, lavarsi le mani accuratamente prima di toccarle e, nel caso di lenti giornaliere, gettarle via e sostituirle. Per le lenti riutilizzabili è necessario disinfettarle con l’apposita soluzione [1]. Se nei giorni successivi dovessero comparire rossore, bruciore, dolore, sensazione di corpo estraneo o visione offuscata, è importante consultare un oculista senza aspettare.
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