“Più conoscenza. Migliore salute della pelle”. Lo slogan della giornata mondiale della salute della pelle che si celebra l'8 luglio - su input dell'International League of dermatological Societies e della...

“Più conoscenza. Migliore salute della pelle”. Lo slogan della giornata mondiale della salute della pelle che si celebra l'8 luglio - su input dell'International League of dermatological Societies e della International Society of Dermatology - accende i riflettori sull'importanza di una corretta informazione e prevenzione in merito all'ampio spettro di patologie e sintomatologie che possono interessare il nostro organo più esteso: la pelle. Anche per questo, tra i più esposti ad “aggressioni” sia esterne che interne. Tra i disturbi più impattanti, figurano le orticarie, eruzioni cutanee dalle cause multifattoriali. Quella che definiamo orticaria è una reazione immuno-allergica della cute, le cui cause possono essere tante e diversificate. I sintomi sono un'eruzione cutanea, caratterizzata da ponfi cioè dei rialzamenti della pelle piatti sopra e con il bordo sollevato, che compaiono per poi sparire di solito dopo qualche ora per – eventualmente - recidivare senza che sia chiaro il “perché”.
Oltre ai ponfi, i sintomi sono prurito e gonfiore, talvolta anche alle labbra e agli occhi e molto raramente alla trachea con una conseguente sensazione di mancanza d'aria. L'orticaria è estremamente comune: la metà della popolazione mondiale ne sperimenta almeno un episodio nella vita; quella cronica spontanea è meno diffusa ma, in ogni caso, solo in Italia colpisce circa 480mila persone, con un rapporto 2:1 tra donne e uomini e con una prevalenza stimata intorno allo 0,8%, per lo più in giovani adulti dai 20 ai 55 anni.
Nella famiglia delle orticarie la distinzione clinica più immediata è tra forma acuta e cronica. La prima insorge in un paziente che non l'ha mai avuta - o che da anni non presenta sintomi –: può presentarsi con un episodio singolo o anche in più episodi ripetuti, che in ogni caso nell'arco di tre mesi spariscono. Queste forme acute spesso hanno una causa ben individuabile: parliamo di una forma allergica o allergo-tossica dovuta a esempio a un medicinale o a un conservante presente negli alimenti o – ancora – a qualche elemento ambientale scatenante. La “reazione” scompare solo eliminando l'esposizione della persona a questi fattori.
Le forme di orticaria croniche sono più difficili da investigare perché possono avere una vasta serie di cause, che comportano spesso un'ampia batteria di esami per il paziente senza però che in buona parte delle situazioni si arrivi a identificare l'origine del disturbo. Si parla allora di orticaria idiopatica: quando semplicemente non si risale all'origine.
“Se per le orticarie acute – spiega il presidente Sidemast, Giovanni Pellacani – spesso riusciamo a risalire al conservante o al farmaco, o anche a una forte esposizione ad ambienti molto polverosi che le ha scatenate, per le croniche le cause allergiche sono decisamente meno frequenti. Dietro la forma cronica – avvisa l'esperto - possono esserci alterazioni immunologiche come auto-anticorpi, reazioni immunitarie dell'organismo o anche un maggior rilascio di sostanze che generano l'orticaria da parte dei mastociti, le cellule mediatrici che sono più sensibili e quindi basta un elemento fisico come caldo, freddo o strofinamento per innescare il rilascio di sostanze alla base dell'orticaria”. Da indagare anche eventuali infezioni croniche latenti - a esempio a un dente o alla cistifellea – che non danno sintomi veri e propri ma possono generare comunque la reazione immunologica alla base della malattia.