Dal 1° giugno 2026 attivi i rimborsi per le code in autostrada causate da cantieri programmati. Richieste online in base a tratte e minuti
Dal 1° giugno 2026 è entrato in vigore il nuovo sistema di rimborsi dei pedaggi autostradali previsto dall’autorità di regolazione dei Trasporti (Art), che riconosce un rimborso per chi è rimasto bloccato a causa di cantieri programmati o di gravi interruzioni del traffico. Chi, durante il ponte del 2 giugno, ha dovuto fare i conti con lunghe code in autostrada potrà, quindi, compensare economicamente una parte dei disagi subiti.
La nuova disciplina stabilisce che gli utenti possano ottenere il rimborso totale o parziale del pedaggio pagato per:
In entrambi i casi, si tratta di situazioni in cui il servizio autostradale non rispetta determinati standard di qualità ma non si tratta di un rimborso automatico. È il conducente infatti a dover presentare richiesta attraverso i canali messi a disposizione dalle società concessionarie che gestiscono i singoli tratti autostradali.
Per stabilire se un automobilista ha diritto al ristoro, viene confrontato il tempo effettivo di percorrenza con un tempo medio di riferimento calcolato sulla base di diversi parametri:
Nel calcolo non vengono considerate eventuali soste effettuate nelle aree di servizio.
Possono essere rimborsati soltanto i viaggi effettuati su tratte gestite interamente da un unico concessionario. Questo significa che se il percorso attraversa autostrade appartenenti a diverse società di gestione, almeno fino al 30 novembre 2026 non sarà possibile richiedere il ristoro. La situazione cambierà dal 1° dicembre 2026, quando il sistema verrà esteso anche ai tragitti che coinvolgono più concessionari, rendendo il meccanismo più semplice e accessibile per la maggior parte degli utenti.
Le soglie per ottenere il rimborso variano in base alla lunghezza della tratta percorsa.
L’entità del rimborso viene poi calcolata in maniera proporzionale alla lunghezza della tratta interessata dal disservizio.
La normativa ha introdotto percentuali di rimborso direttamente collegate alla durata dell’interruzione. Le soglie previste sono tre:
Non tutti i ritardi consentono però di ottenere il ristoro, poiché la normativa prevede una serie di esclusioni, che gli automobilisti devono conoscere prima di presentare la domanda.
Nel dettaglio, non è previsto alcun rimborso nei casi di:
Il concessionario può essere chiamato a rispondere economicamente solo dei disagi derivanti da lavori programmati e quindi prevedibili. Inoltre:
Per ottenere il ristoro è necessario utilizzare i siti internet o le applicazioni ufficiali delle società concessionarie. Ogni gestore autostradale ha predisposto procedure dedicate attraverso le quali gli utenti possono verificare la presenza di eventuali crediti maturati e presentare la relativa richiesta.
In futuro è prevista la realizzazione di una piattaforma unica nazionale che consentirà di gestire tutte le richieste attraverso una sola app, semplificando ulteriormente le procedure. Per il momento, invece, occorre fare riferimento al concessionario che gestisce il tratto percorso.
Secondo le regole stabilite dall’autorità di regolazione dei Trasporti, il credito dovrebbe comparire entro 20 giorni dalla data del viaggio. Il sistema verifica automaticamente i dati relativi alla percorrenza e, qualora sussistano i requisiti previsti, accredita il relativo importo sotto forma di credito elettronico.
Esiste però una soglia minima per l’effettiva erogazione.
I rimborsi maturati superiori a 10 centesimi vengono conteggiati, ma il pagamento avviene soltanto quando il totale accumulato raggiunge almeno un euro.
La modalità di accredito dipende dal sistema utilizzato per il pagamento del pedaggio.
Il rimborso può essere riconosciuto: