Dopo la causa intentata dalla società di Cipriani, compagno di Minetti, anche il il ministro della giustizia è tornato a parlare dell'eventualità di portare in tribunale il Fatto Quotidiano, demandando la decisione al suo legale. Posizione diversa su Berlinguer e la sua trasmissione su Mediaset contro cui è stata avviata un'azione civile
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ore 15.03 - 09/06/2026ore 15.40 - 09/06/2026
Dopo la causa intentata dalla società di Cipriani, compagno di Minetti, anche il il ministro della giustizia è tornato a parlare dell’eventualità di portare in tribunale il Fatto Quotidiano, demandando la decisione al suo legale. Posizione diversa su Berlinguer e la sua trasmissione su Mediaset contro cui è stata avviata un’azione civile
<?xml encoding="UTF-8">“Ritrattazione della massaggiatrice sul caso Minetti? Non è nemmeno una ritrattazione, è proprio una smentita di non aver mai detto le cose che secondo quel giornale avrebbe detto quindi per noi il caso è chiuso”. Lo ha detto il ministro della giustizia Carlo Nordio intervenendo al Forum della Pubblica Amministrazione.
Interpellato sulla grazia concessa a Nicole Minetti e sulla ritrattazione della testimone chiave intervistata nell’inchiesta del Fatto Quotidiano, il ministro Nordio – scrive AdnKronos – ha aggiunto che “la magistratura italiana non può fare una rogatoria verso l’Uruguay perché non è prevista dai trattati internazionali. È un paletto che la Procura Generale di Milano ha già spiegato benissimo e che noi conoscevamo. Inoltre le forme di controllo di questa persona sono già state fatte dalla stessa procura di Milano”.
Sulla possibilità di intentare cause civili contro il giornale di Marco Travaglio il ministro ha detto: “lo deciderà il mio legale”.
Decisione già presa invece dal ministro nei confronti della giornalista Bianca Berlinguer e della sua trasmissione a Mediaset. “Ha narrato fatti falsi e non ha nemmeno chiesto scusa lì sono quindi dovuto intervenire, ma non con una querela, ma con un’azione civile di risarcimento il cui ricavato, ammesso che un giorno arrivi, andrà in beneficenza e alla protezione animali”, ha specificato.
In merito invece alle critiche che giornali e opposizioni politiche gli hanno diretto nel corso del caso Minetti, il ministro le ha definite “parte della fisiologia politica”.
“Non mi permetterei mai di reagire in sede giudiziaria. Non ho reagito nemmeno reagito nei confronti di Ranucci quando mi ha attribuito quei fatti falsi, ha chiesto scusa e questo a me è bastato. Sono stato aggredito in modo improprio in Parlamento dall’opposizione, posso dire che fa parte della fisiologia della politica, quello che mi ha stupito è che queste persone non hanno capito che l’attacco di quel giornale non era nei miei confronti, ma era nei confronti del capo dello Stato e che quindi sono cadute in questo tranello quando anche un bambino avrebbe capito che il bersaglio non ero io, ma era Mattarella”.
E sul Fatto Quotidiano in particolare. “Quel giornale lì da 4 anni dice che sono un ubriacone. Non ho mai risposto e non mi sono mai degnato di rispondere perché sono affermazioni che si commentano da sole. Altra cosa è quando invece ti attribuiscono un fatto che non è avvenuto, cioè una falsità e allora lì bisogna reagire. Io l’ho già fatto in una una volta contro questo giornale che ha detto che avrei addirittura favorito un mio dentista su una cosa che non era affatto il mio dentista e quella cosa non c’era, per cui ho dovuto intervenire in sede civile”.
Intanto, la coppia Minetti-Cipriani si è invece già mossa per vie legali contro Rai e Fatto Quotidiano. La società dello stesso Cipriani, ha avviato a New York una causa da 2025, in cui si parla di ‘danno commerciale’ subito in seguito alla diffusione di ‘notizie false’.
Parallelamente a Roma si aprirà un altro procedimento che riguarda la causa intentata da parte della coppia come singoli individui. Il primo incontro di mediazione si svolgerà il prossimo 25 giugno, quando gli avvocarti si confronteranno con i rappresentanti legali della Rai, per la trasmissione Report, e con Mediaset, per il programma ‘È sempre Carta Bianca’: nei loro confronti la richiesta di risarcimento danni da diffamazione e lesione dei diritti della personalità è di un milione mezzo ciascuno. Il giorno seguente invece l’incontro di mediazione avverrà nei confronti della società editoriale ‘Il Fatto’, del direttore Marco Travaglio e di più di una decina di giornalisti, ai quali vengono chiesti oltre 5 milioni per gli stessi motivi. Di fatto però – stando a quanto riportava ieri Ansa – il danno non è ancora quantificato e le somme potrebbero anche essere maggiori.