Patteggia la pena ed evita il carcere grazie alla sostituzione della sanzione con i lavori di pubblica utilità. Si è conclusa così davanti al tribunale di Viterbo la vicenda...
Patteggia la pena ed evita il carcere grazie alla sostituzione della sanzione con i lavori di pubblica utilità. Si è conclusa così davanti al tribunale di Viterbo la vicenda giudiziaria dell'uomo arrestato dai carabinieri dopo il ritrovamento, nella sua abitazione di Bolsena, di un ingente quantitativo di droga tra cocaina e hashish, oltre a materiale ritenuto funzionale all'attività di spaccio.
L'imputato ha raggiunto un accordo con la procura sulla pena, quantificata in due anni e dieci mesi di reclusione e 12.400 euro di multa. Il giudice ha quindi applicato la pena concordata, disponendo la sostituzione della detenzione con lo svolgimento di lavori di pubblica utilità presso il Comune di Bolsena.
L'arresto era scattato a seguito di una perquisizione domiciliare eseguita dai carabinieri. All'interno dell'abitazione i militari avevano sequestrato quasi un etto di cocaina e oltre tre etti di hashish. Parte della cocaina era stata trovata sul ripiano della cucina, mentre il quantitativo maggiore era nascosto in un sacchetto di riso conservato in un ripostiglio. L'hashish, invece, era stato rinvenuto tra la cucina e un borsello custodito nello stesso locale, dove erano occultati diversi panetti della sostanza.
Durante i controlli erano stati recuperati anche un bilancino elettronico di precisione, sostanza da taglio del tipo mannitolo, buste in plastica utilizzate per il confezionamento e un grinder metallico con residui di stupefacente. I carabinieri avevano inoltre sequestrato 3.780 euro in contanti, in parte trovati in cucina e in parte nascosti all'interno di un portafoglio sopra l'armadio della camera da letto. Tra il materiale acquisito figuravano anche appunti con nomi e cifre che, secondo l'accusa, sarebbero stati riconducibili alla contabilità dell'attività di spaccio.
A conclusione di una complessa indagine finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti nelle aree boschive della provincia, i carabinieri della compagnia di Montefiascone hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip, nei confronti di 3 cittadini stranieri rintracciati nei giorni scorsi, dopo una meticolosa e complessa attività di ricerca nel centro-nord, e tutti tratti in arresto.
L'indagine ha permesso di individuare una piazza di spaccio attiva e ben strutturata avviata all'interno di un'area in Località Puntanello, nel territorio di Acquapendente, ove gli indagati avevano allestito un bivacco all'interno della fitta vegetazione.
I servizi condotti dai carabinieri, tra l'inizio del 2025 e i primi mesi del 2026, hanno consentito di notare che i clienti si avvicinavano alla recinzione, durante l'arco della giornata, richiamando l'attenzione per ottenere le dosi.