Il club chiude con la bandiera che scrive: "Oggi l'appartenenza non è più imprescindibile"
PARMA - A Parma l’attualità dice che ieri ha sostenuto le visite mediche e si è poi aggregato alla squadra Oliver Sørensen, centrocampista danese classe 2002, prelevato in cambio di 8,5 milioni dal Midtjylland. Nello scacchiere crociato prende il posto di Sohm. La scorsa stagione in Danimarca ha giocato 41 volte segnando 10 reti e fornendo 5 assist. I tifosi però si sono scatenati sui social per un altra ragione: è stato ufficializzato infatti ieri pomeriggio, pure essendo la notizia nell’aria da oltre un mese, il divorzio tra il Parma e Alessandro Lucarelli. Qualcuno polemizza verso la società, molti salutano con affetto lo storico capitano, l’unico giocatore per il quale, nella storia gialloblù, sia stata ritirata la maglia (la numero 6). Arrivato a Parma nell’estate del 2008, sulla scia del fratello Cristiano che vi giocava dall’anno prima, Alessandro si è ben presto sganciato dalla nomea di “fratello di” e per lui parlano le cifre: 350 gare con la maglia crociata e 21 reti, tra cui, indimenticabile, il rigore, il primo e ultimo calciato in carriera, che portò il Parma alla finale poi vinta del play-off di Serie C nel 2017. Pur essendo difensore è riuscito a segnare in tutte e quattro le categorie in cui ha militato con il Parma, dalla D in cui era sprofondato il club e in cui lui era rimasto a giocare dopo il fallimento del 2015, sino alla A e a un gran gol di tacco al Torino nel 2014.
La separazione però non è stata consensuale né indolore: dopo aver appeso gli scarpini al chiodo Lucarelli è stato prima club manager poi supervisore dei giocatori in prestito. Eppure lui si era diplomato diesse e nel 2020 aveva anche iniziato a collaborare con l’allora direttore sportivo Carli. La nuova proprietà invece lo ha sempre un po’ tenuto ai margini, sino appunto alla decisione di interrompere il rapporto. Il club in una nota stringata spiega che “ogni parola è superflua per definire il suo legame con il Club. Un percorso ricco di orgoglio, identità e senso di appartenenza per questa maglia. Valori che saranno sempre presenti grazie al lavoro di Alessandro, dentro e fuori dal campo”. Lucarelli, separatamente e via social, spiega di aver cercato “di trasmettere anche valori come identità, orgoglio e senso d’appartenenza per questa maglia, questa città e questa squadra. Sentimenti che oggi non sembrano più imprescindibili, ma che mi auguro possano essere d’esempio per il futuro”.
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