Il sogno di ogni dirigente: investire poco e portarsi a casa giocatori di qualità. Il problema è che il calcio di oggi è “drogato”.
Il nuovo AD bianconero non vuole partecipare ad esose aste o perdere tempo con chi chiede la luna per i propri giocatori
Il sogno di ogni dirigente: investire poco e portarsi a casa giocatori di qualità. Il problema è che il calcio di oggi è “drogato”. Complice realtà come la Premier League, i prezzi dei giocatori più interessanti (non top player, sia chiaro) sono altissimi.
Un ottimo centrocampista come Tchouaméni (forte, non un fuoriclasse) viene valutato dal Real Madrid non meno di 100 milioni di euro, più o meno quanto ha investito la Juventus nel luglio del 2018 per avere un certo Cristiano Ronaldo in rosa. Un esempio di come il calciomercato sia diventato un affare per pochi eletti, almeno se si punta a giocatori per lo meno interessanti. Tuttavia, anche se si cercano potenziali promesse o stelle cadenti, il discorso cambia poco: servono cifre elevate per arrivare alla classica fumata bianca.
Inutile indignarsi. A fine anni ’90 ci comportavamo allo stesso modo. I big club di Serie A potevano permettersi chiunque per il semplice fatto che pagavano cifre astronomiche per azzerare la concorrenza. Criticare la Premier League (e gli altri top team europei o le ricche società arabe) è da ipocriti.
Quindi? Che fare? Aspettare l’occasione giusta ed evitare aste infinite che, alla fine, portano sempre allo stesso risultato: fallimento della trattativa (Palestra insegna). Certi profili non sono neanche avvicinabili e bisogna prenderne atto, accettando di non essere competitivi sul mercato come altri. Carnevali sa come comportarsi, viene da una realtà, il Sassuolo, dove ha sempre saputo fare grandi colpi a cifre irrisorie. Vero, alla Juventus il discorso cambio ma la sua strategia di base resta.
Chi sta già criticando il suo operato con giudizi del tipo “Ancora nulla e siamo quasi a metà luglio” o “Se ti interessa un giocatore, vai e lo prendi” è rimasto agli anni ’90 e non si è accorto che il calcio è cambiato, in peggio per i club italiani (Juventus compresa). Bisogna dare a Carnevali il tempo necessario per scovare l’affare giusto. Mettergli fretta non serve a nulla, così come continuare a fare paragoni con il (glorioso) passato. La realtà di oggi è questa, inutile discutere… L’appeal della Serie A è ai minimi storici e non c’è più la fila per giocare nella Juventus (che tra l’altro, meglio ricordarlo, non giocherà la prossima Champions League e anche questo incide).
Personalmente sono convinto che, con i suoi tempi, Carnevali, ora coadiuvato da Massara, troverà il modo di migliorare l’attuale rosa bianconera. Il voler evitare spese folli è in linea con i tempi e le necessità del club. Tranquilli, non significa che la Juventus è tirchia…
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