Un 2025 molto positivo per l’industria mangimistica italiana con la crescita della produzione, del fatturato, degli investimenti e dell’occupazione. È quanto è emerso dall’assemblea annuale di Assalzoo (Associazione nazionale tra...

Un 2025 molto positivo per l’industria mangimistica italiana con la crescita della produzione, del fatturato, degli investimenti e dell’occupazione. È quanto è emerso dall’assemblea annuale di Assalzoo (Associazione nazionale tra i Produttori di alimenti zootecnici) nel corso della quale sono stati presentati i dati sulla produzione: i volumi totali hanno toccato quota 15,6 milioni di tonnellate, +1,1% rispetto al 2024. Meglio ancora è andata per il fatturato del settore che con 10,1 miliardi di euro è cresciuto del 3%.
Bene anche i dati sull’occupazione che con 8.850 addetti diretti è cresciuta del 4%. E di grande rilevanza industriale sono anche i numeri sugli investimenti fissi lordi che sono cresciuti del 5,3% grazie a interventi sull’innovazione, la sostenibilità e l’efficienza produttiva.
«I dati economici e produttivi – ha commentato il presidente di Assalzoo, Massimo Zanin - confermano la solidità dell’industria mangimistica italiana capace di adattarsi a un quadro internazionale instabile. Le tensioni geopolitiche e i riflessi sui prezzi dell’energia e dei carburanti impattano in maniera significativa su un settore che trasporta su gomma quasi l’80% delle materie prime vegetali necessarie alla produzione mangimistica. Servono misure di contenimento e serve il riconoscimento del mais come coltura strategica che consenta una positiva inversione di tendenza nella produzione di questo cereale indispensabile a tutta la filiera agro-zootecnica-alimentare».
Fra le sfide del comparto per il prossimo futuro il presidente Zanin ricorda anche la prevista applicazione della normativa (Eudr) contro la deforestazione. «Ci siamo impegnati – ha aggiunto il presidente Assalzoo - per ottenere il rinvio di un anno della sua applicazione, ora fissata al 31 dicembre 2026. Il rinvio non ha però risolto tutti i problemi. La sostenibilità ambientale è un obiettivo condivisibile e necessario, ma deve procedere di pari passo con la sostenibilità economica: occorre evitare che un eccesso di oneri burocratici rischi di compromettere la già fragile competitività del sistema agroalimentare».
Tra i singoli settori il ruolo trainante nella mangimistica made in Italy lo continua a ricoprire la filiera avicola che incide per il 39,1% sul totale dei mangimi prodotti. In volume si contano oltre 6 milioni di tonnellate (+0,4%) rispetto al 2024.