Questa è una domanda molto importante perché riguarda uno degli strumenti di prevenzione più efficaci che abbiamo a disposizione per proteggere la salute femminile. Molte donne, dopo anni di controlli regolari e risultati sempre negativi, si chiedono se abbia ancora […]
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Questa è una domanda molto importante perché riguarda uno degli strumenti di prevenzione più efficaci che abbiamo a disposizione per proteggere la salute femminile. Molte donne, dopo anni di controlli regolari e risultati sempre negativi, si chiedono se abbia ancora senso continuare a sottoporsi allo screening dopo i 60 anni.

La risposta non dipende soltanto dall’età anagrafica, ma soprattutto dalla storia clinica personale. Per anni il Pap test e, più recentemente, l’HPV test hanno permesso di individuare precocemente alterazioni del collo dell’utero, riducendo in modo significativo l’incidenza del tumore cervicale. Grazie a questi controlli molte lesioni vengono intercettate e trattate prima che possano diventare pericolose.
Nella maggior parte dei programmi di screening, se una donna ha eseguito regolarmente i controlli raccomandati e gli ultimi esami sono risultati negativi, è possibile interrompere lo screening intorno ai 65 anni. Questo perché il rischio di sviluppare nuove lesioni significative diventa molto basso quando esiste una lunga storia di controlli normali.
Esistono però situazioni particolari che richiedono un approccio diverso. Donne che in passato hanno avuto infezioni persistenti da HPV, alterazioni citologiche, trattamenti sul collo dell’utero o condizioni che influenzano il sistema immunitario potrebbero aver bisogno di proseguire i controlli anche oltre questa età.
È importante capire che la prevenzione non funziona secondo regole identiche per tutte. Due donne della stessa età possono avere percorsi completamente diversi in base alla loro storia clinica e ai risultati ottenuti negli anni precedenti.
Per questo motivo il consiglio migliore è sempre quello di confrontarsi con il proprio ginecologo prima di decidere di interrompere i controlli. La scelta non dovrebbe mai essere basata soltanto sull’età, ma su una valutazione complessiva del rischio individuale.
La buona notizia è che, quando la prevenzione è stata eseguita correttamente nel corso della vita, il rischio di trovare problemi importanti dopo i 60 anni è generalmente molto basso. Ed è proprio questo il grande successo dello screening: permettere alle donne di arrivare a questa fase della vita con maggiore serenità.
La dottoressa Monica Calcagni
Sono la Dottoressa Monica Calcagni, Medico Chirurgo specialista in Ginecologia e Ostetricia. Da oltre vent’anni accompagno le donne in ogni fase della loro vita con competenza, ascolto e passione. Mi sono laureata con lode all’Università di Roma “Tor Vergata”, dove ho conseguito anche la Specializzazione in Ostetricia e Ginecologia con lode e un Master di II livello in Medicina Estetica, oltre a varie certificazioni specialistiche.
Nel mio lavoro mi occupo di tutto ciò che riguarda la salute ginecologica: dalla prevenzione alla contraccezione, dalla gravidanza all’assistenza al parto, fino all’ecografia ostetrica e ginecologica. Sono un medico non obiettore e da sempre mi impegno nella tutela della salute e dei diritti delle donne.
Accanto all’attività clinica, porto avanti anche quella divulgativa, con pubblicazioni scientifiche e tre libri rivolti al grande pubblico. Ho scritto tre libri: Il mio viaggio al fianco delle donne (Maggioli Editore, 2025), Più donna meno pausa (Sperling&Kupfer, 2024) e Cose da donne (Sperling&Kupfer, 2022).
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