«Vorremmo che ci sia la possibilità di utilizzare la Nec anche per andare incontro alle esigenze delle famiglie che hanno avuto questo tipo di shock. Se in Europa dicono no,...
«L’Italia ha dimostrato in questi anni di sapere rispettare gli impegni assunti nell’ambito delle nuove regole europee di bilancio e di voler mantenere un percorso di finanza pubblica sostenibile, senza rinunciare, tuttavia, a mettere in luce alcuni nodi irrisolti della nuova governance economica, che solo con la sua concreta applicazione potevano emergere» ha puntualizzato il ministro. Il Dpfp (documento programmatico di finanza pubblica) prevede una «temporanea crescita del rapporto debito-pil». Giorgetti ha sottolineato che «la credibilità del Paese, tanto più in una fase come questa, è una risorsa che va preservata con il consenso auspicabilmente più ampio possibile delle forze parlamentari». E, proprio in risposta alle domande dei parlamentari, Giorgetti ha replicato che non si tengono «in dovuta considerazione le difficoltà, e lo dico con onestà, di fare programmazione in uno scenario che continua a mutare e purtroppo muta in peggio. In questo scenario forse si trascura quanto in questi 4 anni il governo ha fatto di credibilità, che ci permette di affrontare la tempesta su basi più solide».
Finita età dell’oro scostamenti senza regole«Noi non siamo più nell’età dell’oro - ha detto il ministro - in cui gli scostamenti si potevano fare tranquillamente perché non esistevano regole. Non facciamo paragoni con un’epoca in cui l’impatto di stabilità non esisteva».
Risorse energia-difesa per investimenti e occupazioneGiorgetti ha tenuto a precisare che «le maggiori risorse per la difesa e la sicurezza energetica saranno destinate, in misura significativa, alla spesa in conto capitale, sostenendo gli investimenti e l’occupazione e, di conseguenza, il reddito disponibile reale e i consumi delle famiglie».
Per spese energia set ampio di proposte in discussione«Noi facciamo il nostro meglio, data per data, in base a come evolve anche questa vicenda che è abbastanza importante nell’ambito della manovra. Quindi come si articolerà la Nec sull’energia e in base alla flessibilità che ci daranno ci saranno alcune misure o piuttosto altro. Abbiamo un set piuttosto ampio di proposte di cui stiamo discutendo», ha detto Giorgetti.
Al netto Nec deficit stabilmente sotto 3%, se confermata fine procedura«È importante sottolineare che, al netto degli effetti derivanti dall’attivazione della clausola di salvaguardia, il deficit si manterrebbe stabilmente al di sotto del 3% del Pil lungo l’intero orizzonte di previsione: se, se, se confermata nell’aggiornamento delle previsioni del prossimo aprile, tale circostanza consentirebbe – insieme alla notifica di un deficit inferiore al 3% nel 2026 – la chiusura della procedura per deficit eccessivo», ha indicato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione sul Dpfp, predisposto quando «il confronto con la Commissione europea non aveva ancora consentito di definire in via conclusiva il perimetro degli interventi riconducibili alla clausola per la sicurezza energetica. L’8 ottobre la Commissione ha compiuto un passo ulteriore, adottando una raccomandazione al Consiglio per l’Italia: evidenzia che il limitato incremento di deficit e debito connesso all’attivazione della clausola è compatibile con il mantenimento della sostenibilità delle finanze pubbliche nel medio termine».