Alla vigilia del ricovero Leone XIV ha continuato a occuparsi anche delle questioni più controverse della politica americana. Tra le ultime persone ricevute nel Palazzo Apostolico...
Alla vigilia del ricovero Leone XIV ha continuato a occuparsi anche delle questioni più controverse della politica americana. Tra le ultime persone ricevute nel Palazzo Apostolico c'è stato monsignor Timothy Broglio, già presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti e attualmente alla guida dell'Arcidiocesi per i Servizi Militari. Al centro del colloquio il caso di Nidal Hasan, condannato a morte per la strage di Fort Hood, la cui esecuzione l'amministrazione Trump intende trasmettere in diretta streaming. Una prospettiva che ha suscitato forti obiezioni non soltanto per il ricorso alla pena capitale, ma anche per la spettacolarizzazione della morte.
Monsignor Broglio, come ha trovato Leone XIV?
«Sereno e tranquillo. E non sono parole di circostanza: è esattamente ciò che ho potuto constatare personalmente durante il tempo trascorso insieme».
Non le è sembrato preoccupato o diverso dal solito?
«Assolutamente no. Mi è sembrato lo stesso Papa che avevo incontrato nelle occasioni precedenti. Anzi, ha dimostrato anche il suo consueto buonumore, arrivando persino a farmi gli auguri».
Gli auguri? Per quale motivo? Non dovrà sottoporsi anche lei a un intervento?
«No, niente del genere. Si trattava di baseball. La squadra della mia città, i Cleveland Guardians, ha battuto i Chicago White Sox, la squadra della sua città natale. E il Papa, che segue con passione questo sport, ha voluto congratularsi con me».
E lei che cosa gli ha detto sapendo che di lì a poche ore avrebbe affrontato un'operazione?
«Gli ho assicurato le preghiere mie e dei fedeli dell'Arcidiocesi militare. Credo profondamente nella forza della preghiera».
Durante l'udienza avete affrontato il caso dell'esecuzione di Nidal Hasan...
«Abbiamo dedicato parecchio tempo a questa vicenda. Ho condiviso con lui il contenuto della mia dichiarazione pubblica e, soprattutto, le mie preoccupazioni per una decisione di questo genere da parte del governo americano».
Cosa rappresenterebbe, per la Chiesa americana, la decisione di trasmettere in diretta streaming l'esecuzione di un condannato?
«Prima di tutto, mi oppongo, e ci opponiamo, al ricorso stesso alla pena di morte. Già nella precedente formulazione del Catechismo si affermava che, quando uno Stato dispone dei mezzi necessari per proteggere la popolazione, non è giustificato ricorrere alla pena capitale. Successivamente l'insegnamento è stato ulteriormente precisato e Papa Francesco ne ha reso ancora più esplicita la portata universale».
Nella dichiarazione che lei ha sottoposto a Leone XIV usa parole particolarmente severe aggiungendo che, “come nel caso di un aborto procurato, tutti i cattolici assegnati al plotone di esecuzione possano essere esonerati da questa azione contraria all'insegnamento della Chiesa”...
«Mostrare in diretta la morte di un condannato metterebbe la mia amata patria nella stessa compagnia dei terroristi che diffondono le immagini dell'uccisione degli ostaggi. Dobbiamo dire basta alla violenza e alla mancanza di rispetto per la dignità della persona umana».
C'è anche il problema dell'impatto di quelle immagini sull'opinione pubblica?
«Certamente. Bisogna pensare ai bambini e ai giovani che potrebbero assistere a una simile scena. E non dobbiamo dimenticare neppure il possibile danno morale per le persone incaricate di eseguire materialmente la condanna. Anche su di loro ricadrebbe il peso di quella decisione».
Hasan è responsabile di una strage e ora si trova in sedia a rotelle dal giorno dell'attentato, poiché durante la sparatoria fu colpito dalla polizia alla colonna vertebrale, rimanendo paralizzato dalla vita in giù...
«Non approvo in alcun modo ciò che Hasan ha fatto. Si tratta di atti terribili. Ma metterlo a morte non restituirà la vita alle sue vittime. E, secondo gli studiosi, la pena capitale non costituisce neppure un deterrente efficace per chi potrebbe pensare di commettere crimini analoghi».
Un altro caso sta facendo discutere: quello di Christa Pike, sopravvissuta a due iniezioni letali e rimasta in coma.
«Grazie a Dio si è ripresa. Ma trovo orribile quanto è accaduto. Mi auguro che si possa individuare una soluzione diversa, come il carcere a vita, invece di tentare nuovamente di metterla a morte».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
| # | Наименование новости | Тональность | Информативность | Дата публикации |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Il Papa agli Usa: «I migranti hanno contribuito a plasmare il futuro della nazione» | 5 | 7 | 03-07-2026 |
| 2 | Leone XIV a Rimini: perché un Papa torna al meeting dopo 44 anni. L’attesa del popolo di Cl | 0 | 12.45 | 20-08-2026 |
| 3 | Aspettando il Papa, Lampedusa si prepara ad accogliere Leone XIV | 0 | 5 | 04-07-2026 |
| 4 | Papa Leone: "L'America plasmata dagli immigrati. Protegga i più vulnerabili" | 5 | 6 | 04-07-2026 |
| 5 | Leo XIV. in Castel Gandolfo: Ruhe, Gebet, Lektüre – und etwas Sport | 0 | 2 | 05-07-2026 |
| 6 | Papa Leone XIV partecipa all'udienza generale settimanale nella Basilica di San Pietro | 0 | 10 | 12-08-2026 |
| 7 | Lampedusa, la visita di Papa Leone XIV in diretta | 5 | 7 | 04-07-2026 |
| 8 | Papa Leone XIV a Santa Maria degli Angeli | 0 | 10 | 06-08-2026 |
| 9 | Papa Leone XIV a Santa Maria degli Angeli | 0 | 10 | 06-08-2026 |