In Romania il regime agevolato per le microimprese si restringe: tetto ricavi a 100.000 euro, un dipendente obbligatorio e dividendi al 16%
Il quadro fiscale per fare impresa all’estero ha vissuto una profonda evoluzione normativo-strutturale. Bucarest rappresenta da anni un polo d’attrazione per l’imprenditoria europea e italiana, forte di una pressione fiscale competitiva e di procedure burocratiche snelle. Tuttavia, il regime per le microimprese in Romania nel 2026 è stato progressivamente ridimensionato attraverso una serie di interventi legislativi orientati alla riduzione delle agevolazioni sulle imposte dirette.
A marcare il cambio di passo decisivo è stato l’intervento del legislatore rumeno tramite l’Ordinanza d’Urgenza del Governo (OUG n. 156/2024), comunemente definita in patria Ordonanța trenuleț. Questo provvedimento ha riformato la disciplina delle Srl imponendo requisiti di accesso più stringenti, una riduzione drastica della soglia di ricavi e un ritocco al rialzo sulle ritenute.
Per gli imprenditori italiani e i soci di società già esistenti o di nuova costituzione, comprendere come funziona il regime per le microimprese in Romania – disciplinato dal Titolo III del Codice Fiscale rumeno (Legge n. 227/2015 e successive modifiche) – è indispensabile per evitare la decadenza automatica dalle agevolazioni.
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Storicamente, il sistema delle microimprese rumene consentiva di tassare il fatturato aziendale con aliquote ridottissime (tra l’1% e il 3%) a fronte di tetti di ricavi molto capienti, che in passato toccavano il milione di euro. Nel quadro delle raccomandazioni dell’Unione Europea e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rumeno, Bucarest ha avviato un percorso di stretta fiscale e di contrasto all’elusione.
Il perimetro legale del regime microimprese Romania 2026 poggia sulle integrazioni alla Legge n. 227/2015 (Codice Fiscale rumeno) apportate dall’OUG n. 156/2024. Tra i testi normativi correlati figurano inoltre la Legge n. 31/1990 sulle società commerciali (aggiornata in materia di capitale sociale minimale) e le disposizioni procedurali sull’obbligo di fatturazione elettronica trasposta nel sistema nazionale RO e-Factura.
I nuovi requisiti per accedere al regime agevolatoPer poter applicare o mantenere l’imposta sostitutiva sulle microimprese in luogo del regime ordinario sulle società (CIT – Impozit pe profit al 16%), una Srl deve soddisfare contemporaneamente una serie di requisiti stringenti fissati dall’articolo 47 e seguenti del Codul Fiscal.
Nuovo tetto dei ricavi a 100.000 euroLa soglia massima di fatturato annuo, per rientrare nel regime microimprese Romania 2026, si attesta a 100.000 euro (calcolata al tasso di cambio del 31 dicembre dell’anno precedente comunicato dalla Banca Nazionale della Romania – BNR). Si tratta di un taglio drastico rispetto ai 250.000 euro ed ai 500.000 euro applicati negli anni precedenti.
Meccanismo di decadenza: il superamento del plafond dei 100.000 euro comporta l’uscita immediata dal regime di favore. La società passa al regime di tassazione ordinario sull’utile (16%) a partire dal trimestre in cui avviene il superamento.
Requisito occupazionale del dipendentePer accedere alla tassazione agevolata sul fatturato, la Srl deve impiegare almeno un dipendente con contratto di lavoro a tempo indeterminato:
Onde evitare il frazionamento delle attività in più micro-società fittizie, la legge conferma una regola di governance rigorosa: un socio (persona fisica o giuridica) che detiene direttamente o indirettamente più del 25% del capitale sociale o dei diritti di voto può applicare il regime microimprese Romania 2026 a una sola Srl.
Questo significa che se un imprenditore possiede partecipazioni superiori al 25% in tre diverse società rumene, dovrà sceglierne una sola a cui destinare il regime agevolato all’1%; le altre due passeranno di diritto al regime ordinario con imposta del 16% sull’utile netto.
Clausola di irrevocabilità della perdita del regimeIl passaggio dal regime delle microimprese al regime ordinario dell’imposta sull’utile (16%) per perdita dei requisiti (superamento soglia, assenza di dipendenti o variazione soci) ha carattere definitivo. La società non potrà più rientrare tra le microimprese negli anni successivi, rimanendo vincolata alla tassazione ordinaria.
Aliquota d’imposta e tassazione dei dividendiLa struttura di prelievo fiscale associata al regime per le microimprese in Romania ha subito un significativo riallineamento:
Dal punto di vista dell’analisi finanziaria, la permanenza nel regime d’imposta sul fatturato non è vantaggiosa a prescindere. Esiste un vero e proprio punto di pareggio (break-even point) calcolato sul margine operativo dell’impresa:
Gestire una Srl nel contesto del regime per le microimprese in Romania richiede l’adeguamento a specifici adempimenti gestionali sanciti dal quadro normativo societario e contabile:
Un aspetto fondamentale riguarda l’integrazione della normativa fiscale rumena con l’ordinamento italiano, specialmente alla luce dell’aumento della ritenuta sui dividendi al 16%.
Applicazione della Convenzione contro le doppie imposizioniTra l’Italia e la Romania è in vigore la Convenzione contro le doppie imposizioni, ratificata dall’Italia con la Legge n. 78 del 16 maggio 2017 (in vigore dal 25 settembre 2017):
L’Agenzia delle Entrate rumena (Anaf) e l’Agenzia delle Entrate italiana coordinano l’attività di verifica contro le strutture puramente artificiali. Per evitare che una Srl rumena venga riqualificata come esterovestita (ossia una società fittiziamente localizzata all’estero ma diretta dall’Italia ex art. 73, comma 5-bis del Tuir), è indispensabile garantire la sostanza economica:
La combinazione tra il rispetto dei paletti fissati per il regime per le microimprese in Romania e un’adeguata pianificazione societaria internazionale rappresenta la sola strada per sfruttare legalmente le opportunità del mercato rumeno garantendo la piena compliance tributaria sia a Bucarest che in Italia.